Le rivendicazioni dei residenti di contrada Nave al centro dell’azione di Pericentro

Prosegue l’azione dell’associazione Pericentro, presieduta da Peppe Calabrese, volta a recepire le istanze delle periferie e delle contrade che soffrono di numerose criticità acuite dai ritardi, delle diverse amministrazioni, per intervenire a beneficio dei residenti per diritti acquisiti al pari dei cittadini del centro abitato.
L’associazione, nell’ultimo fine settimana, ha incontrato i residenti di contrada Nave, a Marina di Ragusa, per fare il punto della situazione dopo l’incontro, al Comune, con il Sindaco per la questione riguardante la richiesta di acquisizione, da parte del Comune, di alcune strade della contrada che risultano private ma sono aperte al traffico pubblico e, pare siano dotate anche di impianto di pubblica illuminazione, non installato dal Comune ma del quale il Comune pagherebbe le bollette.
Una delle tante storie incomprensibili e ingarbugliate, frutto di un passato di politica delle meraviglie che ha abbracciato diverse epoche della storia di palazzo dell’Aquila.
In un comunicato, Peppe Calabrese evidenzia il disappunto dei residenti per la mancanza di soluzioni e per la mancanza totale di disponibilità da parte del primo cittadino ad includere le strade pubblico-private tra il patrimonio demaniale.
Calabrese, nel rilevare la posizione ferma dell’ufficio tecnico, che negare ogni tipo di avvicinamento alle esigenze dei residenti, stigmatizza la posizione, secondo lui, pilatesca del Sindaco nell’affrontare la situazione.
Spiega che ci sarebbero, anche secondo il parere dei legali consultati, le condizioni per acquisire le strade al demanio specie se si considera la dichiarazione di rilevanza strategica per la frazione marinara delle arterie viarie nei 5 mesi estivi così come scritto su apposita nota dal dirigente alla Viabilità.
“Dopo 25 anni dovrebbe essere, dunque, il Comune – dice Calabrese – a pretendere la proprietà delle strade per interesse pubblico anche utilizzando il diritto reale dell’usucapione. Invece, ad oggi, subiamo l’arroganza di chi per partito preso si tira fuori dal risolvere un problema che vincola oltre 250 famiglie ragusane ad eventuali responsabilità penali in caso di incidenti gravi su quelle strade aperte a tutte ma di loro proprietà.”
Calabrese, però, continua a non spiegare, all’opinione pubblica, fatti dei quali, sicuramente, sarà a conoscenza: come strade private possano essere state aperte al pubblico e perché, se è vero che il Comune paga le bollette della pubblica illuminazione, da quanto tempo i residenti chiedono al Comune di acquisire le strade, chi sono statigli amministratori e i dirigenti che hanno consentito il tutto e quali che hanno continuato a sapere delle irregolarità e non hanno evidenziato la cosa.
Perché di questo passo, con il tempo che passa, potremmo anche vedere che qualcuna delle strade interessate sarà anche intitolata a qualche amministratore che e favorì l’apertura al pubblico, con tanto di cerimonia pubblica.
Sarebbe, quindi, d’uopo, che residenti e Calabrese spiegassero come sono andate veramente le cose, perché ci sono rivendicazioni senza motivazioni di legge a sostegno delle stesse, quali promesse e quali assicurazioni sono state date, in passato e da chi.
Anche perché, nella vicenda, i toni si alzano, si considera la vicenda di carattere prettamente politico, e senza veli si richiamano le prossime elezioni in occasione delle quali il Sindaco troverebbe “le porte del voto totalmente sbarrate”, aggiungendo che l’associazione, su contrada Nave garantirà sostegno politico a chi dimostrerà sensibilità sulla questione. Ma la questione contiene o no zone d’ombra?

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