Sostanziale condivisione per un tavolo di crisi che affronti le tematiche relative alla minaccia per i livelli occupazionali, ma la FISASCAT – CISL fa un passo in avanti e stabilisce già quali vertenze trattare.
Non sembra iniziare nel migliore dei modi il cammino del costituendo tavolo di crisi proposto dai consiglieri del Movimento 5 Stelle, Agosta e Stevanato.
Un comunicato del sindacato informa, intanto che si è tenuta una prima riunione con una folta delegazione dei lavoratori dell’Ipercoop ovviamente molto preoccupati per gli sviluppi futuri della vertenza.
Incontro che è servito per avere indicazioni sulle strategie da seguire.
Il personale dipendente dell’Ipercoop di Ragusa, naturalmente, dissente dalle intenzioni di COOP Sicilia e rifiuta l’ipotesi degli ammortizzatori sociali, auspicando che la vertenza possa risolversi positivamente per la serenità di tante famiglie, con l’aiuto indispensabile del sindacato per tutelare i livelli occupazionali.
Il ruolo della politica non è stato ritenuto essenziale in questa prima fase per i lavoratori dell’Ipercoop, mentre è sentita l’esigenza di avviare al più presto le procedure per garantire un confronto su altre delicate tematiche riguardanti l’occupazione in città e che la politica, più in generale, manifesti il proprio interessamento allo scopo di individuare delle soluzioni sostenibili.
Nello stesso comunicato, il segretario generale della Fisascat Cisl Siracusa-Ragusa, Teresa Pintacorona, con il segretario territoriale cittadino, Salvatore Scannavino, informano che la cooperativa Medi Care di Ragusa ha avviato una procedura di licenziamento collettivo per un complessivo esubero di 15 unità.
“La scelta è stata giustificata – chiariscono i due sindacalisti della Fisascat – con il taglio dei servizi di assistenza domiciliare da parte del Comune di Ragusa, dovuti all’esaurimento dei fondi Pac non più erogati dal ministero.
Il sindacato auspica l’intervento della politica, perché un disoccupato è comunque tale per il sindacato, ma si ritiene una forzatura assimilare i licenziati in tronco dei punti vendita Ipercoop ai dipendenti di una cooperativa, che opera nel privato e nel pubblico, mediante appalti, licenziati perché la stessa non vedrebbe rinnovato un contratto per servizi di assistenza domiciliare, i cui costi erano sostenuti grazie a fondi ministeriali attualmente non più erogati.
La politica può essere chiamata a portare un contributo per dirimere vertenze fra datori di lavoro e dipendenti, ma non può occuparsi di vertenze delle quali sarebbe chiamata, impropriamente, come parte in causa, peraltro per scelte amministrative del tutto legittime in tema di diritti del lavoro, quali possono essere le questioni legate ai servizi di assistenza domiciliare e di gestione degli asili nido.
Restano da verificare quali saranno le reazioni dei consiglieri del Movimento 5 Stelle che hanno intanto diramato un ennesimo comunicato sull’esigenza di accelerare i tempi per la costituzione del tavolo di crisi:
questo il testo della nota che esprime anche preoccupazioni per l’eventuale effetto traino che potrebbe avere la chiusura del punto vendita Ipercoop sul sistema commerciale del centro Ibleo.
“Si conferma l’esigenza di un tavolo di crisi per la vertenza IPERCOOP
Le diverse posizioni assunte in relazione all’annunciata chiusura del punto vendita IPERCOOP di Ragusa, al Centro Commerciale Ibleo, condividono l’esigenza di un tavolo di crisi dove esaminare ogni sfaccettatura della complessa vicenda.
Diverse interpretazioni delle condizioni di bilancio, alcune difformità riscontrate fra i contenuti della lettera inviata all’Ispettorato del Lavoro di Ragusa e quanto ribadito in un comunicato da COOP Alleanza 3.0 che detiene il 100% della società COOP Sicilia, la ‘strana’ posizione per caso, dei consiglieri comunali renziani del PD, coincidente, con la posizione della proprietà a proposito della opportunità di lasciare il sindacato come unico interlocutore nella trattativa con l’azienda, ci spingono a ribadire la richiesta, peraltro già avviata, di un tavolo di confronto che analizzi l’intera questione e, come giustamente evidenziato da Sinistra Italiana, ponga le basi per evitare un catastrofico effetto traino sulle altre attività commerciali all’interno del Centro Commerciale di contrada Nunziata.”
