Il voto non è facile e affonda nella polemica

Ci fa piacere disquisire sull’ultima polemica innescata a proposito della consultazione popolare online, perché troviamo sostegno ad una nostra opinione sul fatto che critiche e polemiche sono, spesso, solo concentrate sui 5 Stelle. I politici a vario titolo e a vario livello si divertono con i pentastellati, quando sono bersaglio di critiche di altri nemmeno si sognano di rispondere.
Non stiamo qui ad analizzare le motivazioni, ma questa è la realtà.
Circola sulla stampa una nota di risposta alla critica polemica di Peppe Calabrese sugli esiti di ‘votofacile’, saccente, piccata, professorale, scritta dal responsabile della piattaforma.
Avevamo letto su altri giornali il documento che noi non abbiamo ricevuto, nonostante avessimo dato ampio spazio alla nota di Peppe Calabrese, condividendo l’innegabile scarsa partecipazione dei cittadini, sulle cui motivazioni ci sono pareri discordanti.
Eravamo ansiosi e curiosi di capire come avrebbe reagito Peppe Calabrese alla nota di risposta, atipica perché a rispondere avrebbe dovuto essere il Comune di Ragusa e, in ogni caso, sembra inopportuno l’inserimento di un fornitore del Comune in una polemica del tutto politica, ma non è la prima volta che capita, senza dire che del tutto inusuale è l’attacco ad un autorevole esponente politico che, nelle sue esternazioni nemmeno aveva considerato la ditta fornitrice del servizio informatico per la consultazione online

Sinteticamente, Calabrese aveva definito barzellette e non rappresentativi i dati forniti dal Comune.
141 votanti erano considerati un campione esiguo, non determinante ai fini di una valutazione delle espressioni di voto.
In effetti adottare un progetto perché 112 cittadini ne hanno condiviso solo le linee ispiratrici di eliminare la via che separa la piazza dalla scalinata della chiesa, può disorientare.
Calabrese non fa nessun cenno a ‘votofacile’ e lo considera solo un alibi degli amministratori per alleggerire responsabilità
Dice solo, e non ci sembra che possa essere considerata un’eresia, che “Non voglio insegnare nulla a nessuno, ma vorrei suggerire che le percentuali in statistica seguono regole molto rigorose per essere costruite e diventare strumento di supporto alle scelte politiche per la città” e conclude con la condivisibilissima considerazione che occorre una partecipazione più massiccia.

Informalmente contattato, l’assessore competente anticipa che ci sono allo studio aggiustamenti, relativi soprattutto alle procedure di registrazione, che vuole semplificare, rendendole anche idonee ad un utilizzo sugli smartphone, dedicato essenzialmente ad un pubblico giovanile.
Concorda sull’esigenza di una maggiore promozione dell’iniziativa e si condivide che piccoli aggiustamenti possono rendere la piattaforma piacevolmente più accessibile.
C’è, quindi qualcosa da migliorare, ma nessuno aveva considerato maturi i tempi per tirare in ballo la ditta o eventuali criticità della piattaforma, nemmeno noi che avevamo riscontrato un accesso non fluido, inesistente attraverso il sito del Comune e con una grafica non accattivante e poco personalizzata nella parte relativa a Ragusa che, come eventualmente per altri comuni, dovrebbe avere un accesso diretto.

Come dicevamo, parte un comunicato saccente, piccato e professorale che rende inevitabili alcune considerazioni:
Secondo ‘votofacile’ le critiche avrebbero “innescato la proliferazione di luoghi comuni e messaggi imprecisi, che rischiano ancora una volta di minare il processo di innovazione digitale in corso”.
Scopriamo così che i titolari di votofacile, oltre che esperti di piattaforme digitali sono detentori della ‘verità’, perché parlano per assiomi!!!
VotoFacile non è uno strumento di partito, ma non si fermano qui, si parla di gioco delle parti fra opposizione e Amministrazione, “da cittadini non abbiamo bisogno di polemiche continue mosse a prescindere, per la mera prassi di dover andare contro e criticare sempre e comunque l’operato dell’Amministrazione del momento, che ha accolto la proposta di sperimentazione del servizio”
Quindi è bene che le opposizioni sappiano che non possono esprimersi liberamente, specie se c’è ‘votofacile’ di mezzo.
Ci meraviglia che nessuno si sia ribellato a tale insulsa pretesa del silenzio politico!
Altro assioma, totalmente falso, per quanto detto dall’amministrazione e registrato, alla conferenza stampa di presentazione: “nessuno ha mai detto che gli esiti delle votazioni saranno ratificati o che l’Amministrazione dovrà subire passivamente il risultato specifico.”
Oltre che infondata, si tratta di una ipotesi cervellotica, perché, salvo casi eccezionali, vorremmo vedere l’amministrazione che mi pone due alternative e, senza un giustificato motivo, non ne tiene conto o, addirittura, opera in contrasto con i pareri, peraltro richiesti.
Assurda e farneticante la tesi che la piattaforma possa essere solo un canale agevole e ripetibile per capire quale sia la posizione rispetto ai temi proposti.
Si innesca il teatrino quando, sia pure precisando dell’ironia, unilateralmente fatta propria, si va a scuola e, nonostante Calabrese avesse specificato che non ritenesse necessaria una laurea in statistica, evidentemente a lui mancante, si censurano i ragionamenti perché privi di approccio scientifico, pur riconoscendo la sostanza delle tesi di Calabrese, che “è evidente che il numero esiguo di registrati e di votanti non rappresenti ANCORA un campione significativo, nessuno potrebbe sostenere il contrario.”
Qui si potrebbe concludere ogni discussione sulla materia, ma i giovani di ‘votofacile’ insistono, in maniera sterile, nella polemica
“Chi enfatizza questo aspetto, si è posto la domanda se il campione di consultazioni concluse a oggi sia già sufficiente per emettere un giudizio lapidario e definitivo sull’iniziativa? “
Ma nessuno ha emesso giudizi sull’iniziativa, solo rilievi sugli enunciati dell’amministrazione come tante altre volte che, in maniera del tutto irrispettosa, vengono definiti “ripetuti interventi da campagna elettorale”
Lascia del tutto perplessi, specie se propinato da chi vanta approccio scientifico, l’accostamento ai risultati degli exit pool e l’assioma (Padre, fa che non utilizziamo un termine sbagliato! ndr) che non serve il 100% dell’elettorato attivo per avere indicazioni affidabili sull’orientamento generale della popolazione residente.
Ma non certo 112 o anche 141 cittadini sull’elettorato attivo della città che si aggira, in ogni caso sui 40.000 votanti.
Se ci è permesso esprimere la nostra opinione, riterremmo opportuno che l’amministrazione valutasse la possibilità di utilizzare anche forniture del servizio diverse da quelle attuali, ponendo anche l’attenzione sulla riservatezza dei titolari e la necessaria scarsa propensione all’esposizione mediatica degli stessi, senza condimento di scriteriati attacchi di tipo ‘politico’ per critiche peraltro non rivolte agli esercenti del servizio stesso.

(la foto è relativa alla conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, del 30 marzo 2017)

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