Battuta di arresto dei 5 Stelle, risorge il bipolarismo nel mare di liste civiche

Efficace la battuta ascoltata in mattinata alla TV, “meno Jim Messina, più Mastella”, risultati elettorali che hanno riportato indietro le lancette della politica con un prevalente ritorno al bipolarismo fra centro sinistra e centro destra, brusca battuta d’arresto per i 5 Stelle, nel dilagare di Liste Civiche per mascherare l’appartenenza politica e carpire l’esigua fiducia che ripone quel 60 % di elettori ancora disposti a recarsi alle urne.
Un turno di amministrative, solitamente marginali nel panorama politico se non riguardano grossi centri, che è stato offuscato dalle cronache relative ai tentativi di modificare la legge elettorale e, in maniera confusa, consegna risultati che qualcuno potrebbe leggere come determinanti sullo scenario politico regionale e nazionale.
Il dato incontrovertibile è la battuta di arresto dei 5 Stelle che non conquistano nemmeno i ballottaggi e riescono a racimolare anche, in qualche caso, percentuali ad una cifra.
Grillo sul suo blog interpreta cin filosofia i dati e sminuisce la soddisfazione di chi vede i pentastellati alla frutta, confida nelle prossime scadenze elettorali, a cominciare da quella in Sicilia, per l’elezione del Presidente della Regione, si sofferma sulle sofferenze del PD e sull’ammucchiata di liste civiche paravento dei malesseri della politica.
Di sicuro è meglio che la battuta di arresto sia arrivata non conquistando Genova o Verona o Catanzaro, con tutte le diatribe interne al movimento non poteva finire diversamente, anzi c’è da registrare che in una città come Palermo, feudo di Orlando e dei partiti tradizionali, i 5 Stelle sono il primo partito al consiglio comunale con un sostanzioso 13 % che li distanzia dalla miriade di piccole formazioni.
Si avverte, a livello nazionale, una rinascita del centro destra che, però, fiorisce dove i partiti dell’area si presentano uniti.
Danneggiata ne esce l’immagine del Partito Democratico perché dove ha vinto lo ha fatto con uomini della vecchia guardia, ha vinto il vecchio PD, non quello renziano d’avanguardia.
Da Verona a Santa Croce Camerina è stata, in generale la disfatta del moderno, degli spin doctor, degli esperti di comunicazione, hanno vinto candidati tradizionali, ha vinto un apparato vecchio e collaudato, forse cercato dalla gente dopo le tante delusioni degli imbonitori dell’ultima ora.
Con i risultati definitivi della geografia politica dei consigli comunali e con quelli dei ballottaggi, si potrà avere un quadro chiaro degli effetti di questa consultazione.
Nella provincia di Ragusa 5 i Comuni al voto: a Giarratana affermazione netta ma non eclatante dell’uscente Bartolo Giaquinta, esponente del Partito Democratico, già presidente dell’assemblea provinciale, una volta vicino al gruppo di Gianni Battaglia, poi rimasto nel PD ufficiale dei renziani, frequentatore delle riunioni in segreteria dell’on.le Dipasquale.
A Monterosso vittoria netta di Pagano, un ex di Forza Italia, partito per il quale, fino a poco tempo fa si occupava del tesseramento per conto della corrente Occhipinti. A capo di una lista civica, dopo l’elezione, il movimento di Maurizio Tumino ne ha rivendicato l’appartenenza.
A Chiaramonte Gulfi nuova ascesa al Palazzo Comunale di Sebastiiano Gurrieri che, sul ilo di lana, ha avuto la meglio sul candidato Iacono, spodestando anche un suo ex delfino, Cutello, e annientando l’uscente sindaco Fornaro, protagonista di una debacle, appunto come sindaco uscente.
Senza storia la performance del candidato 5 Stelle, Gueli, attesa, considerato il livello della campagna elettorale organizzata dai maggiorenti provinciali del movimento.
Débâcle del Partito Democratico e brutto colpo per la corrente dell’on.le Dipasquale, nei comuni di Santa Croce Camerina e Pozzallo.
A Santa Croce vince Barone, surclassando l’ex sindaco Schembari, ma, soprattutto relegando nelle retrovie il candidato del PD, Di Bari, sostenuto anche dal sindaco uscente Iurato.
Brutto colpo per il PD, ancora peggiore se, stando ai si dice l’on.le Dipasquale sosteneva, in cuor suo, la candidatura Schembari.
Peggio è andata a Pozzallo dove un partito come il PD non può appoggiare ufficialmente una candidata come la Susino che è arrivata penultima, superata anche dalla candidata a 5 Stelle che, considerato come sono andate le cose, è il tutto dire.
Per sostenere la Susino, i parlamentari Dipasquale e Padua avevano provocato l’uscita dal PD dell’ex sindaco ed ex onorevole Roberto Ammatuna che ha conquistato la poltrona di primo cittadino senza nemmeno il ballottaggio, con un sonante 44 %. Dopo di lui Monte e Dasta, segnale di scelte politiche del tutto errate.
Anche a Pozzallo ininfluente la presenza della candidata 5 Stelle, alla quale, però, si deve riconoscere un assai dignitoso consenso personale.
I risultati delle amministrative saranno, di certo, oggetto, delle comunicazioni dei consiglieri di opposizione al Comune di Ragusa, nell’odierna seduta di Consiglio Comunale, dove, si presume, non mancheranno di fare risaltare, prima di tutto, i risultati non esaltanti dei 5 Stelle.

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