NOR Giovanni Paolo II : destinata a spegnersi la prima polemica

La domanda sorge spontanea sui social, fa capolino su qualche testata, peccato che è già pronto marchio e logotipo con la dicitura completa e ufficiale, “ NOR Nuovo Ospedale di Ragusa ‘Giovanni Paolo II’ “
Nessuno mai aveva pensato che Maurizio Aricò potesse arrivare a decidere, unilateralmente, di eliminare l’intitolazione del nuovo ospedale di Ragusa.
Anche perché, fra vertici della sanità regionale, politici e ragusani in genere, anche all’estero, avrà capito che quanti più santi si hanno al seguito, meglio è per tutti.
Il paradossale è che nessuno si è preoccupato di malattie infettive, di otorino o di oculistica, meno che mai della Neurologia e della Chirurgia Vascolare che Palermo aveva assegnato a Ragusa, nessuno si è preoccupato di capire se il reparto di Pediatria, ancora allo stato rustico all’ultima visita ufficiale della stampa, è completo, nessuno ha chiesto delle cucine, delle lavanderie, degli uffici amministrativi, se c’è un punto ristoro, se c‘è una foresteria, come al Maria Paternò Arezzo.
Mancava un nome, sia pure di tutto rispetto, e si era trovata la maniera come passare questi giorni che ci separano dal trasloco.<
Dobbiamo ammettere che affrontiamo la questione in maniera scanzonata perché crediamo poco nelle intitolazioni e ancor meno quando riteniamo che le stesse siano di facciata.
Nulla da eccepire sul Papa che ha dato un colpo mortale al comunismo, almeno così sembrò ai tempi. Nulla da eccepire sulla missione di Papa Wojtyla, nulla da eccepire come uomo e come religioso. Nulla da eccepire sulla devozione riservata al papa polacco
Ma troppo distante una figura così eminente dalla media realtà sanitaria regionale. Senza dire che, nella nostra città, non c’è una devozione particolare per questo Papa.
e senza dire che in tempi di integrazione interreligiosa una marcatura così netta potrebbe non essere da tutti gradita.
Dico subito che sarebbe stato meglio intitolare il nosocomio ad un illustre e indimenticato medico ragusano o che per molti anni fosse stato protagonista della sanità locale: in ordine sparso, nomi non ne mancavano, Luigi Floridia, Salvatore Rabito, Giovanni Antoci, Carmelo Spampinato, Nicola Spata, Antonio Sallemi, Pippo Spata, Giorgio Arezzi, il ginecologo Gaetani, oppure ad un illustre benefattore, senza fare nomi, sulla scia dell’ospedale di Ibla.
Per il resto l’intitolazione vale poco, se non è sentita, nessuno chiama l’aeroporto di Comiso ‘Pio La Torre’, come nessuno chiama Fiumicino ‘Leonardo da Vinci’, sono solo esibizioni stilistiche, prevalentemente riservate ai giornalisti che li usano per evitare ripetizioni.
Oppure, in una città dove ci sono decine di ospedali, l’intitolazione serve per facilitare l’identificazione, sempre che la dicitura sia semplice.
Anche il Maria Paternò Arezzo è stato sempre indicato come l’Ospedale di Ibla, senza dire che, da anni, è identificato, generalmente con l’ acronimo OMPA.
Ringraziamo il dr. Aricò, perché correvamo il rischio di trovarci il NOGP 2, roba da alieni, e ammettiamo che nessuno avrebbe chiamato e chiamerà l’ “ospedale Giovanni Paolo secondo”, peraltro dicitura complicata anche nell’ambito del papato.
Che poi un’idea sarebbe stata quello di risparmiare sulla carta intestata e già da ora intitolarlo ad un medico ancor in vita che fra qualche giorno lo farà nascere semplicemente, dopo una gestazione quanto mai travagliata. “A mani nostre”, come si suol dire, sarebbe stato, chissà quando, un parto difficilissimo.
Ma non facciamo nomi, ancora una volta.

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