E’ legittimo pensare che i 5 Stelle continuano a postare sui social foto dell’inaugurazione dell’area EnaMalta, quella alla fine del lungomare Andrea Doria, zona di approdo dell’elettrodotto Italai Malta, riqualificata con somme elargite dalla società per compensare il danno ambientale sulla zona, con il preciso intento di provocare scompiglio fra gli avversari politici, e ci sono riusciti alla grande.
I grillini, e, segnatamente l’assessore Corallo che in ogni intervento ci mette impegno particolare, non hanno fatto altro che seguire un progetto redatto, in passato, da EnaMalta, hanno avuto il merito di inserire nel contesto dei lavori l’eliminazione della costruzione una volta a servizio del depuratore, per una totale riqualificazione dell’area interessata.
Non è dei grillini né l’iniziativa, né il progetto, né l’impegno economico, solo l’assistenza e il controllo dei lavori che devono essere rifiniti nei particolari, come ha sottolineato il Sindaco, con la predisposizione di fontanelle, di qualche attrezzatura ludica per bambini e dei cestini portacarte e portacenere.
Se gli avversari politici avessero lasciato scorrere ogni cenno al taglio del nastro, tutto sarebbe passato in archivio senza danni, del resto va detto che il sindaco e i suoi assessori hanno tenuto un profilo basso, non si vuole dare nessuna enfasi ad una inaugurazione, non in pompa magna, di lunedì pomeriggio, quando a Marina di Ragusa, alla fine del lungomare, ci saranno, sì e no, 10 persone.
E nei comunicati si è fatto vanto della realizzazione per la città, nessun accenno a determinanti attività dell’amministrazione a 5 Stelle, né a paternità dell’opera.
A ribellarsi, sono prima di tutto, esponenti e formazioni politiche non più presenti in Consiglio Comunale, Territorio con il portavoce Emanuele Distefano e il responsabile enti locali Miche le Tasca, e Peppe Calabrese, dirigente del PD.
Territorio, nel contesto di una nota dove si evidenzia che tutto quanto c’è di nuovo e funzionale a Marina di Ragusa è merito dell’amministrazione Dipasquale, che anche il restyling della parte finale del lungomare Andrea Doria non sarebbe opera dell’assessore Corallo, sottolinea che “nell’ordine delle precisazioni, per quanto riguarda il progetto di riqualificazione del tratto finale del lungomare Andrea Doria, l’individuazione dei fondi e la successiva destinazione non è stata assolutamente opera dei pentastellati bensì dell’Amministrazione Dipasquale che si è battuta per fare in modo che, con riferimento all’accordo per l’elettrodotto Ragusa-Malta, le imprese interessate alla realizzazione, che prima avrebbero messo a disposizione appena 36mila euro, grazie a un emendamento portato in Consiglio comunale, hanno in realtà messo destinato al Comune la somma di 600mila euro.”
Calabrese prova vergogna ad avere un sindaco che spaccerebbe per suo quello che non è, e rivendica come suo l’emendamento che avrebbe consentito di ottenere la somma per l’intervento, molto superiore a quella offerta in prima istanza.
Lasciamo ai lettori il giudizio sul post comunicato stampa del sindaco e sull’interpretazione di Calabrese, sulla questione, naturalmente si sono innescate le altre polemiche sollevate in consiglio comunale da diversi consiglieri, sullo stesso tema.
In generale, chi è intervenuto, ha cercato di sminuire, comunque, l’attività di questa amministrazione e di esaltare quanto fatto in passato, secondo ritornelli già collaudati.
Ma Maurizio Tumino, secondo una linea, per ora, portata avanti con insistenza, ha colpito diritto verso l’ex sindaco Dipasquale, verso Territorio, che di Dipasquale è creazione ed emanazione, e, in generale verso chi accampa paternità sulla realizzazione.
Numerosi sono stati i suoi interventi in Consiglio Comunale, forse rendendosi conto che ormai il civico consesso, per buona parte, è diventato palcoscenico poco seguito di improvvisati imbonitori politici, ha diffuso una nota esplicativa nella quale sottolinea come ormai la bugia sia utilizzata come propaganda politica.
Tumino non tralascia di attaccare il Sindaco, convinto anche lui che abbia rivendicato il merito della realizzazione, ma il vero obiettivo è Territorio, che viene sbugiardato in maniera veemente, con tanto di corredo di articoli dell’epoca che alleghiamo.
Tumino sottolinea che l’amministrazione Dipasquale non c’entra nulla, la riqualificazione ambientale del tratto finale del lungomare, coincidente con l’area di approdo dell’elettrodotto Italia Malta, fu deliberata sotto la reggenza del Commissario Straordinario, grazie ad un emendamento dell’aula che impegnò la società ENAMALTA a ristorare, di almeno 600 mila euro, la città di Ragusa a titolo di compensazione.
L’emendamento fu a prima firma Peppe Lodestro, trovò una risicata maggioranza trasversale in aula a sostenerlo, questo per smentire anche Calabrese che si dichiara primo firmatario.
Secondo Tumino una maggioranza trasversale che operò a favore della città, da una lettura della delibera si evince che chi oggi rivendica la paternità dell’opera, Territorio, in effetti, votò contro l’opera.
Oggi, per andare contro Piccitto, si sostiene tutto e il contrario di tutto.
Appresso il testo integrale della nota di Tumino, componente consiliare del gruppo misto al Consiglio Comunale di Ragusa, e i link degli articoli di stampa del tempo e della delibera consiliare.
“LA BUGIA COME PROPAGANDA POLITICA
Si respira aria di campagna elettorale e si fa la corsa ad attribuirsi meriti che in verità appartengono ad altri.
Il sindaco Piccitto oramai è noto utilizza scientificamente la bugia come propaganda politica.
Prima ha raccontato al Paese che a “Ragusa non si spirtusa” facendo finta di dimenticare che la sua amministrazione ha rilasciato le autorizzazioni per la realizzazione di nuovi pozzi petroliferi in contrada Buglia Sottana, poi ha continuato dicendo che a Ragusa è stato istituito il reddito di cittadinanza avendo la pretesa di fare passare come elemento di novità un assegno civico di pochi euro da sempre riconosciuto alle persone più bisognose.
Ed adesso prova ad attribuirsi il merito della riqualificazione dell’area nel tratto finale del Lungomare Andrea Doria.
In tal senso è, comunque, in buona compagnia: anche il movimento Territorio prova a fare confusione addirittura arrivando a dire che quest’ultima opera è invece merito dell’amministrazione Dipasquale.
Giusto per fare chiarezza e per ripristinare la verità: la riqualificazione ambientale del tratto finale del lungomare coincidente con l’area di approdo dell’elettrodotto Italia Malta fu deliberata sotto la reggenza del Commissario Straordinario, Margherita Rizza, grazie ad un emendamento dell’aula che impegnò la società ENEMALTA a ristorare di almeno 600 mila euro la città di Ragusa a titolo di compensazione.
L’emendamento, a prima firma Peppe Lodestro, trovò una risicata maggioranza trasversale in aula a sostenerlo.
Una maggioranza che operò a favore della città con in testa il sottoscritto insieme ad altri colleghi del tempo( Filippo Angelica, Peppe Arestia, Peppe Calabrese ed altri).
I fatti – una semplice lettura della deliberazione consiliare -però dimostrano che il movimento Territorio che oggi fa a gara con Piccitto per attribuirsi la primogenitura dell’opera votò contrario fermamente convinto che l’elettrodotto Italia-Malta non era opera da fare.
È arrivato il tempo della chiarezza”
http://www.ragusanews.com/articolo/29702/territorio-no-all-elettrodotto-sicilia-malta
http://www.comune.ragusa.gov.it/doc/users/4/41126att_delcc_07_13.PDF
