Questione nuovo ospedale: non sono solo rose e fiori

Il dott. Storaci, già primario di malattie infettive al Civile, ora in quiescenza, dedicato al sindacato, ha voluto allentare la tensione portando al sit-in della CGIL una rosa che avrebbe voluto offrire al manager, replicando il gesto dello stesso che fece omaggio dello stesso fiore, ma bianco, ad una delle puerpere ospiti del reparto nascite del Maria Paternò Arezzo.
Come allora, il dott: Storaci ha conquistato lo spazio fotografico degli articoli, in questo caso sul sit-in che altro non offriva se non una partecipazione scarsa, segnale di una fondamentale indifferenza della collettività verso il grave problema del mancato trasferimento dei reparti ospedalieri nel nuovo nosocomio.
La situazione, al riguardo, si può definire stagnante, il dissequestro delle sale operatorie, del blocco parto, delle terapie intensive, non ha cambiato di molto le cose, dal momento che, ancora dopo un mese dal programmato trasferimento, la SCIA non è pronta e il manager, in una intervista televisiva non ha negato che si continua a lavorare per il ripristino dei reparti al Civile.
In pratica ci troviamo con due ospedali che si stavano smantellando e che, ora, in fretta e furia, vengono ripristinati, mentre il nuovo ospedale, addirittura con i letti pronti per accogliere i degenti, rischia di restare chiuso, dopo anni di attese.
Il manager predispone la comunicazione a suo uso e consumo, ma nulla è dato sapere di cosa manchi nel nuovo ospedale, come pure di quello che manca nei vecchi per renderli totalmente operativi e sicuri.
In una intervista del Direttore di Teleiblea, Mario Papa, il Direttore Generale ha parlato per circa 25 minuti, ma al di là di garanzie sull’assistenza, anche in caso di emergenza, non sono emersi elementi nuovi e positivi sulla vicenda che ha definito una telenovela per gli sviluppi mediatici.
Il manager ha voluto rassicurare l’utenza parlando di un Pronto Soccorso sempre in efficienza piena, dei reparti di medicina e malattie infettive totalmente operativi, dei reparti del Maria Paternò Arezzo, Pediatria, Ostetricia, Neonatologia, Oculistica, Otorino e Oncologia operativi al 100 %, ha accennato al ripristino della chirurgia al civile, riferendo di interventi importanti nella sala operatoria del Maria Paternò Arezzo, ma nulla ha detto di ortopedia e della cardiologia che, secondo le voci circolanti, non avrebbe la disponibilità dell’angiografo principale che era stato già trasportato al nuovo ospedale.
Non ci sono notizie precise sul ritorno alla normalità, come pure non ci sono notizie precise sull’eventuale possibile apertura del nuovo ospedale.
Per il resto il manager ha parlato di uno stop nel percorso di attivazione, dove si intrecciamo la mancanza della SCIA, il sequestro ordinato dalla magistratura e un fondamentale disconoscimento del cronoprogramma illustrato alla stampa che doveva, quanto meno, considerare la SCIA come presentata.
Quanto alle accuse di aver voluto fare tutto da solo, il Direttore Generale ha parlato di verbali di condivisione di tutto il programma di trasferimento, sottoscritti da primari e responsabili dei dipartimenti.
Le criticità, per la SCIA, si ritroverebbero nel collaudo incompleto di un segmento dell’impianto antincendio, mentre per quanto oggetto delle indagini della magistratura ci sarebbero problemi per il collaudo dell’impianto di trattamento dell’aria.
Nonostante le criticità possono sembrare di poco conto, è lo stesso Direttore Generale a escludere possibilità di apertura del nuovo ospedale in tempi brevi.

La riunione della Commissione parlamentare per i servizi Sanitari e Sociali, presieduta dall’onorevole Pippo Digiacomo. convocata per le 16 di oggi mercoledì 12 luglio, presso il Palazzo Comunale di Ragusa, secondo quanto annunciato in un comunicato ufficiale, “dovrebbe fare chiarezza sulla grave situazione del servizio sanitario ibleo determinata dal trasferimento, mai avvenuto, in una struttura non autorizzata e non certificata dei pazienti”.
Secondo lo stesso comunicato, nel corso del vertice si dovrebbe capire quando la situazione sarà normalizzata.

Ultimi Articoli