Un lettore, che vuole mantenere l’anonimato ci ha inviato una nota in riferimento alla mancata approvazione degli emendamenti al bilancio sulla gestione degli asili nido e sulla sospensione del servizio integrativo delle scuole, che pubblichiamo, di seguito, integralmente:
Buongiorno, sono un cittadino ragusano che ha seguito le vicende legate alla gestione degli asili nido e la sospensione del servizio integrativo delle scuole.
Scrivo per puntualizzare alcuni dettagli che sono sfuggiti a molte testate giornalistiche poiché hanno tacciato l’opposizione, in sede di discussione di bilancio preventivo, d’inconsistenza.
Nei fatti ciascun gruppo ha lavorato su un proprio emendamento ma nella logica del buonsenso era palese, sentiti i pareri di molti esponenti, che l’obiettivo era di un fronte unitario; la certezza di un blocco coeso, che elabora un unico documento, fa parte di una visione immaginaria che in politica non è mai esistita, sia in ambito locale sia nazionale, ma il principio della correttezza sì.
All’inizio della discussione è stato presentato un sub emendamento, a firma di molti consiglieri, che prevedeva il recupero di risorse finanziarie da destinare all’esternalizzazione degli asili nido e al ripristino dell’attività integrativa.
In sede di votazione alcuni rappresentanti del gruppo Insieme, ossia Lo Destro e Tumino, si sono resi irreperibili facendo bocciare l’emendamento e di conseguenza sbriciolando un patto legato a una logica di ragionevolezza.
Gli altri elementi del gruppo insieme, Mirabella, La Porta e Marino, hanno fatto spallucce lasciando intendere di non essere informati dei fatti e di avere comunque votato a favore dell’emendamento.
In un paese reale, se si lotta per un interesse della collettività e fuori da stupide logiche politiche, si esige che i colleghi del proprio gruppo siano presenti in aula e non si può ritenersi estranei all’improvvisa, oltre che ingiustificata, loro indisponibilità.
L’assenza di Lo Destro e Tumino, che tramite il gruppo di appartenenza non hanno fatto palesare un eventuale rientro, ha reso vano quell’equilibrio politico e quindi indotto altri consiglieri all’abbandono dell’aula per rabbia e sdegno.
Qualcuno potrebbe dire che era necessario rimanere al suo posto fino alla fine ma in assenza di chiarezza, del ritorno di Lo Destro e Tumino e in evidente ambiguità del gruppo insieme è palese che nessuno si presti ulteriormente all’umiliazione e strumentalizzazione.
Ovviamente dopo alcune ore e poco prima dell’alba, sia Lo Destro sia Tumino, sono riapparsi dal nulla, ad aula quasi vuota, riaffermando con la loro presenza una coscienza politica e di rispetto verso gli elettori e i cittadini ragusani sovvertendo, di fatto, e agli occhi di tutti, la realtà.
Questi avvenimenti, che potranno essere confermate dai vari consiglieri come: Massari, Ialacqua, D’Asta, Chiavola, Marabita e altri, dovrebbero essere resi pubblici a tutta la cittadinanza poiché è facile criticare e narrare episodi non aderenti alla realtà ma chi ha il potere di gestire il pensiero e la logica del cittadino ha il dovere di attenersi a regole obiettive e circostanziate.
In conclusione, è evidente chi ha pagato le conseguenze di spiacevoli avvenimenti così com’è chiara una vittoria effimera e senza contenuti di un’amministrazione del tutto incoerente e lontana dalla volontà dei propri concittadini.
La nota che, ci sembra, sia rivolta a questo giornale, se non inviata solo allo stesso, rivela fondamentalmente la mancata condivisione del commento sulla seduta per l’approvazione del bilancio, segnatamente per la mancata approvazione degli emendamenti in oggetto.
Ci permettiamo rilevare che, per quanto ci riguarda, non ci sono sfuggiti dettagli e abbiamo tacciato le opposizioni, tutte, di inconsistenza in maniera del tutto convinta.
Poco rilevante ci risulta l’appello, per la conferma di quanto esposto, dei citati consiglieri, la cui sfilza di nomi fa emergere un dato inconfutabile sull’obiettivo vero della nota, la contestazione unilaterale al gruppo di Maurizio Tumino, le assenze del quale sarebbero da ascrivere a precisa strategia per sbriciolare un inesistente “patto legato a una logica di ragionevolezza”, mentre, con incomparabile sfacciataggine e tentativo di mistificazione, le assenze degli altri sarebbero state solo provocate da sdegno e rabbia indotti dal venire meno di un equilibrio politico non meglio identificato.
Purtroppo, con l’attuale regolamento, ogni assenza ha la sua giustificazione e ogni possibile valutazione e è del tutto personale e non assolutamente sindacabile.
Per quanto ci riguarda, al netto delle possibili conferme di chi ha abbandonato l’aula, rivendichiamo non solo il diritto di criticare ma non permettiamo a difensori di parte di dire che si narrano episodi non aderenti alla realtà, senza voler essere annoverati nella farneticante valutazione circa la logica di gestire il pensiero e la logica del cittadino.
Piuttosto possiamo affermare che la serenità di giudizio dovrebbe prevalere in quanti esigono il rispetto di regole obiettive e circostanziate, mentre si abbandonano a giudizi avventati per una amministrazione che si giudica incoerente e lontana dalla volontà dei propri concittadini, sulla base di valutazioni non obiettive e non circostanziate.
Al di là delle questioni legate ai tentativi di sovvertire le decisioni dell’amministrazione con emendamenti che, in qualche caso, si sarebbero rilevati illegittimi, ci sembra esagerato definire il contrasto ad una scelta non condivisa dell’amministrazione come ‘lotta per un interesse della collettività’, casomai interesse di 19 insegnanti e, in subordine, di alcune famiglie utenti degli asili nido esternalizzati.
Ci permettiamo, invece, definire, ‘stupide logiche politiche’ quelle strumentali e finalizzate ad acquisire consensi tutti da verificare.
Tralasciamo poi ulteriori considerazioni sulle assenze di Tumino e Lo Destro, sul loro rientro in aula, sulla loro coscienza politica e sul rispetto verso gli elettori, sul sovvertimento della realtà, che denotano solo mancanza assoluta di serenità di giudizio e di imparzialità.
Resta il fatto che opposizioni con il numero giusto per battere il gruppo dei 5 Stelle che appoggia l’amministrazione si sono, in parte, defilate, e solo quattro del gruppo Tumino più Sonia Migliore e la Nicita hanno cercato di contrastare, formalmente, la maggioranza senza numeri ma compatta del Movimento 5 Stelle
E non era la prima volta!
