Va detto che non tutti gli organi di stampa locali pubblicano con puntualità i comunicati di certa opposizione, come pure il battage che si cerca di imbastire sui social, a conti fatti, si riduce sempre alla ristretta cerchia di personaggi che gravitano attorno a poche pagine che si caratterizzano per un taglio decisamente da cortile napoletano anche per le diatribe che si innescano fra determinati commentatori.
Da quattro anni, ma negli ultimi mesi la situazione è fortemente peggiorata, forse per il profumo di elezioni, si assiste ad una becera strategia di opposizione cieca e sfrontata nei confronti dell’amministrazione 5 Stelle.
Animata dai consiglieri comunali di minoranza, a base di una cura costante di comunicati che, in quattro anni non hanno cavato un ragno dal buco, ha trovato facile esca nei professionisti della tastiera che, ormai, pontificano su tutto, o quasi tutto.
In quattro anni, e questa è la meraviglia, Piccitto e soci non avrebbero fatto una sola cosa buona, anche quando c’è stato un consenso diffuso attorno ad una iniziativa, ad un evento, ad un provvedimento, nessuno ha avuto l’onestà intellettuale di riconoscere la bontà dell’azione della giunta pentastellata.
Tant’è che, oramai, complici avventate e farneticanti strategie di opposizione dei ‘soloni’ della minoranza, quest’ultima ha perso di credibilità, di affidabilità, ed è venuto meno il prestigio politico dei pochi che ne godevano.
Mentre sui social c’è un diluvio di consensi di gente del catanese, per la bellezza e i servizi della nostra frazione marinara, diventata, anche per merito dell’attuale amministrazione, la perla del Mediterraneo, come località turistico balneare di eccellenza, mentre si esaltano le nuove aree a verde, eleganti e dotate di attrezzature sportive per il fitness, una novità di tendenza che il vice sindaco Iannucci ha avuto il merito di lanciare a Marina di Ragusa, c’è ancora gente sui social e consiglieri comunali che si ostinano a sfornare comunicati contro l’amministrazione a 5 Stelle.
Grillini che avranno pure commesso errori nel corso di quattro anni, che avranno riservato poca considerazione a settori come il verde pubblico o il controllo sul conferimento dei rifiuti, che soffrono di un passo affidabile ma senza scatti e senza accelerate, talvolta eccessivamente lento, ma che non possono essere bersaglio continuo di freccette spuntate.
Saremo i primi ad evidenziare, in occasione della ormai prossima campagna elettorale, quali sono state le vere mancanze dei 5 Stelle, anche se, in definitiva, ogni critica e ogni rilievo dovranno fare i conti con il luogo comune che continua a dominare, “sempre meglio di quelli di una volta”.
Le polemiche di inizio estate, mentre unanimi consensi si levano per le aree a verde arricchite da attrezzature per il fitness e per l’inaspettata area di sgambettamento per i quattro zampe amici dell’uomo, si concentrano su una manifestazione di fine settimana, patrocinata dal Comune, che si è svolta in piazza Torre.
Apriti cielo !, come si è potuta deturpare la bellezza della piazza con una manifestazione caratterizzata da un volgare mercatino con le consuete casette di legno e ogni genere di mercanzia, dal piccolo elettrodomestico al crossover di ultima generazione
Non si è avuto nemmeno il pudore di considerare che la manifestazione è durata appena due giorni, anche se il livello della iniziativa, prettamente commerciale e senza le vantate finalità di valorizzare il territorio, le sue bellezze e i suoi prodotti, non è sttao certo dei più esaltanti.
Addirittura si è fatto appello di ricorrere a esperti per l’organizzazione di eventi nella perla del Mediterraneo.
Ad un cittadino di Marina che si è premurato di inviare un comunicato alla stampa ha fatto eco il consigliere Morando, che ha fortemente criticato la scelta dell’amministrazione.
Sbagliata la location di piazza Torre, da brivido i settori merceologici presenti, l’amministrazione persevera nel non volersi confrontare con associazioni di categoria ed esperti nella materia che, a Ragusa, non mancano mai, qualunque sia il settore.
Ma dov’era questa gente quando, negli anni passati le bancarelle invadevano il lungomare Andrea Doria e le piazze circostanti, impedendo anche alla gente di accedere comodamente alle proprie abitazioni ?
Bazar e ambienti da casbah prolungati per settimane non hanno impressionato residenti e consiglieri comunali quanto quattro casette in legno per un sabato e una domenica.
Ecco perché viene da pensare che le critiche siano preordinate e strumentali, strategicamente studiate per produrre una forma di opposizione che si ritiene proficua.
C’è ormai di tutto, amenità come il sindaco che dovrebbe sollecitare interventi per assicurare sicurezza sulla strada per Marina, oppure preoccuparsi primariamente di arterie interpoderali, le strade di campagna per dirla in italiano, perché in zona ci sono strutture agrituristiche e gli avventori hanno difficoltà a percorrerle.
Non vengono specificate, però quali sono le strutture e quali le potenzialità ricettive.
L’importante è segnalare che il sindaco dovrebbe fare qualcosa che non fa, anche se non è di sua stretta competenza.
Siamo, ormai, al ridicolo, non si sa se ridere per il paradosso o piangere per il basso livello nel quale è arrivata la politica.
Perché questo genere insistente di contestazione confligge, e non poco, con altri aspetti della vita politica locale.
Per non dilungarci, viene da pensare a due aspetti che, stranamente, proprio gli autori delle sollecitazioni appena citate, sembrano aver dimenticato.
Non c’è stato un comunicato sull’argomento fondi residui disallineati della legge su Ibla , come pure nessuno si è preoccupato dei ritardi, ormai inspiegabili, della Commissione di indagine che, ricordiamo, ha usufruito di ben due proroghe e lavora, non si sa ancora con quali risultati, ormai da sette mesi per far conoscere la genesi del disallineamento e i responsabili, oppure solamente l’epoca dello stesso.
Argomento che, stranamente, non ha interessato i politici, sempre pronti a sollevare rilievi di ogni tipo, ma che non ha solleticato neanche la gente comune.
Quattro casette in legno, evidentemente, sono argomento più importante di 16 milioni di euro ‘scomparsi’ dai cassetti di Palazzo dell’Aquila, le fronde i un albero che ricadono, in parte, su una strada interpoderale sono più pericolose dei politici che hanno deciso di non osservare la legge e il vincolo sui fondi della 61/81.
Ma ci sono altre problematiche di non minore importanza: nessuno degli autori di questi comunicati recenti per attaccare l’amministrazione si è preoccupato della questione ospedali, vecchi e nuovi, nessuno ha pensato di intervenire a proposito dei dirigenti dell’azienda sanitaria, nessuno ha pensato di scagliarsi contro la classe politica locale, verso la deputazione per i prolungati silenzi, per la grave emergenza venutasi a determinare, come pure nessuno si chiede quando sarà aperto il nuovo ospedale né sollecita ispezioni per verificare se l’ospedale è completo, pronto per accogliere i degenti come si voleva far credere.
Dite voi se non c’è qualcosa di strano in taluni comportamenti dei cittadini e, soprattutto dei politici locali, segnatamente dei consiglieri comunali di opposizione.
