Una nota di Cerruto di Adiconsum sui disservizi agli sportelli di Poste Italiane

Per l’ennesima volta, Poste Italiane decide di modificare modelli di lavoro consolidati, che non fanno altro di produrre disservizi a discapito dell’utente finale, consumatore, fruitore del servizio.
Infatti nel periodo estivo vengono ridotti del 50% le zone servite per riduzione del personale, e la consegna dei recapiti a firma, non recapitata a domicilio per assenza del destinatario, avviene negli sportelli delle Agenzie, dopo due giorni, con ulteriore aggravio di lavoro per gli sportellisti.
Tal procedura, in aggiunta al loro lavoro normale, e considerato che non vi è stata aumento di risorse applicate allo sportello, offre un servizio alla collettività non efficiente e di scadente qualità con l’esasperazione dell’utente che deve attendere oltre i tempi normali (già abbastanza lunghi) in fila allo sportello.
Mentre nel passato la consegna dei recapiti con la firma era demandata solo ad alcuni Uffici deputati a quella tipologia di servizio, e non vi erano problemi all’utenza, il nuovo progetto, inteso ad agevolare il consumatore, in contrasto con la diminuzione del personale operativo, ha creato una serie di disservizi, allungando i tempi di attesa presso gli Uffici, oltre ai tempi della disponibilità dell’’oggetto, due giorni anziché il giorno successivo, ed aumentando anche il contenzioso nei confronti dello sportellista o del Direttore della Filiale.
L’assenza del portalettere, l’aggravio di lavoro per il personale in servizio, le giustificate lamentele da parte dell’utenza hanno creato una situazione insostenibile di contrasto tra le parti (consumatore e lavoratore).
“E chiaro che la Direzione delle Poste Italiane – dice Cerruto di Adiconsum – deve garantire il servizio e deve essere assicurato nella forma più legittima e senza alcun ritardo alla consegna, specie se si tratta di atti che possono causare nocumento al cittadino, e limitare i tempi di attesa allo sportello”

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