In conferenza stampa, il sindaco di Ragusa, Federico Piccitto ha illustrato, nel pomeriggio di venerdì, la situazione che si è venuta a creare dopo il mancato provvedimento di proroga per conferire i rifiuti presso la discarica comunale di Cava dei Modicani.
Dopo l’ultima proroga emanata dal Commissario del Libero Consorzio, solo un provvedimento regionale poteva permettere di allungare i tempi di chiusura del sito che, comunque, risulta fra le discariche più a norma della regione e con capacità di abbancamento utili ancora per circa 14.000 metri cubi.
Delusione e rabbia traspaiono dalle parole del primo cittadino che ha evidenziato come, consapevole delle grosse criticità del settore per le inefficienti politiche della regione, la questione fosse attenzionata da mesi.
Tutti i passaggi sono attentamente seguiti, anche l’ordinanza di giugno, del presidente Crocetta non inglobava la discarica di Ragusa ma un dirigente regionale aveva assicurato che si sarebbe provveduto, in tempo, con un provvedimento ordinario.
Tutto l’iter proseguiva regolarmente, ma il giorno prima della chiusura della discarica arriva un parere negativo dell’ARPA per ulteriori abbancamenti di rifiuti, che la regione considera pregiudizievole per il rilascio dell’autorizzazione di proroga.
Il sindaco non entra nelle motivazioni tecniche del parere ma sottolinea come la regione dichiari che non è possibile conferire a Cava dei Modicani ma non indica, come di sua competenza, un altro sito dove conferire, stante la situazione emergenziale in tutta la regione.
Di fatto, una situazione paradossale perché Cava dei Modicani è una discarica a norma, con un potenziale, sia pure residuo, di 14.000 metri cui di materiale, Ragusa viene lasciata sola.
Ancora una volta Ragusa paga per le inefficienze del governo regionale e per le politiche del passato che non hanno tenuto conto delle potenziali esigenze della città, senza una seria programmazione che non doveva tenere conto delle illusorie politiche regionali.
Si è indugiato troppo, non contestando nemmeno i paletti posti dagli ambientalisti, sempre pronti a pontificare sulla raccolta e sul trattamento dei rifiuti ma incapaci di indicare soluzioni efficaci perché comunque i rifiuti si producono e si devono trovare soluzioni concrete.
A tutto si aggiunge un atteggiamento del sindaco poco grillino, sempre troppo rispettoso, nei toni e negli atteggiamenti, verso tutto quanto riguarda una regione che è ormai la vergogna dell’Italia.
Il sindaco, come sempre, ha evidenziato come si senta sostenuto localmente, in primis dal Prefetto, dalla Provincia, dalla SRR e dall’ASP, sostegno che lo conforta per eventuali provvedimenti emergenziali che sarà obbligato ad assumere.
Provvedimenti che si ritengono imminenti, sia pure di assoluta emergenza e temporaneità, alla luce della comunicazione, pervenuta direttamente nel corso della conferenza stampa, con la quale la regione ha comunicato che nessuna delle discariche di competenza ha possibilità di accogliere i rifiuti di Ragusa.
Ci saranno inevitabili disagi, come ha sottolineato anche l’assessore Zanotto che ha invitato la cittadinanza a collaborare per ridurre l’emergenza: gli autocompattatori sono pieni, non hanno potuto scaricare, già nella giornata di sabato sarà impossibile la raccolta.
C’è stato un invito a contenere l’abbandono di materiali putrescibili, ma è comprensibile come la situazione sia di vera e propria emergenza che può scoppiare da qui a pochi giorni se non ci saranno interventi della regione che deve, in ogni caso, indicare dove Ragusa può conferire i rifiuti.
Resta, in ogni caso, una situazione paradossale, di fronte alla possibilità della discarica di accogliere rifiuti per altri 4 mesi, occorre una forte presa di posizione per intervenire in maniera seria, ma occorre anche l’impegno che da domani si provveda a capire cosa eventualmente di dovrà fare dopo, senza arrivare, come sempre, all’ultimo giorno.
Sarebbe utile capire quali sono le motivazioni del parere negativo dell’ARPA, perché pare che a Ragusa venga cercato il pelo nell’uovo, mentre, in altre zone dell’isola, vengono tolelrate situazioni ben più gravi di quella nostra.
Come al solito si rileva lo sciacallaggio delle altre forze politiche che, nei momenti importanti per la città, si defilano come se le responsabilità fossero esclusivamente dei grillini, senza capire che quando si tratta di una emergenza questa riguarda tutti, senza distinzione di colore politico.
Se si possono capire le perverse strategie di carattere elettorale delle componenti politiche che hanno pure le maggiori responsabilità sul settore, c’è da rilevare come appaia inesistente un intervento della componente pentastellata all’ARS, evidentemente priva della necessaria autorevolezza per sostenere la causa dell’amministrazione Piccitto.
