Una semplice operazione di Polizia Municipale diventa un caso di cronaca e provoca un mare di commenti su facebook, dando spazio anche ad una serie di riflessioni.
Per scelta non ci occupiamo di notizie che attengono alla cronaca giudiziaria e a operazioni delle Forze dell’Ordine: il motivo principale sono le imposizioni della legge sulla privacy fra le quali non riusciamo a districarci.
Se arrestano un medico non vengono diffuse neanche le iniziali, di alcuni arrestati, pregiudicati ed extracomunitari, talvolta ci sono foto, nomi e data di nascita, di alcuni solo le iniziali.
Come nel caso in questione, viene applicata una sanzione ad un locale pubblico, ma non si può sapere quale è il locale: precazione inutile, perché se viene data la notizia che il locale è in piazza Torre non è difficile andare a vedere qual è quello chiuso.
Vengono applicate norme assurde, spesso per una consuetudine che non per una vera imposizione dettata dalla legge sulla privacy: talvolta la precauzione è anche illogica e paradossale.
Vengono sanzionati esercizi pubblici della ristorazione perché trovati in possesso di alimenti scaduti o avariati. Il cittadino avrebbe tutto il diritto di potersi salvaguardare da fuorilegge che mettono a repentaglio la salute. Se lo hanno fatto una volta saranno pronti a farlo una seconda.
Perché il cittadino non può essere informato su chi delinque, su chi viola la legge, su chi trasgredisce importanti regole igienico-sanitarie?
Non lo sapremo mai, è la stessa logica per la quale il professionista o il politico arrestato va ai domiciliari, quasi sempre, il povero cristo in ‘collegio’.
In questa selva di regole, sicuramente applicate in base a normative di legge, preferiamo non addentrarci, anche perché si rischiano sanzioni o condanne ben più gravi di quelle del narrato che ha violato la legge.
Ma questa vicenda del locale di Marina assume anche aspetti pirandelliani.
Non è certo il solo locale di Marina che con sedie e tavoli invade troppo spazio, il Comune è arrivato con qualche giorno di ritardo, dopo che dell’invasione di spazio pubblico se ne parlava anche durante le pause della seduta di consiglio comunale e dopo che la stampa online aveva anche accusato il Comune di immobilismo.
Poi arriva il provvedimento, non si fa il nome del locale, ma tutti sanno qual è, chiusura per 5 giorni e consueta rassegna di commenti sui giornali e sui social, perché c’è chi gioisce perché si fa rispettare la legge e, invece, c’è chi difende l’attività stagionale che ha solo due mesi per mantenersi.
Solita querelle fra chi pretende che le regole si rispettino e chi le adatta alle esigenze personali e degli amici.
Poi, l’aspetto siciliano della vicenda, il proprietario, sempre secondo quanto riportato dai social, avrebbe affisso un cartello con scritto: ” chiuso per problemi tecnici e lavori in corso” che farebbe il paio con l’impossibilità di sapere qual è il locale.
Perché il cittadino non può scegliere se affidarsi ad uno che rispetta la legge oppure no?
Il fuorilegge dovrebbe essere additato al pubblico ludibrio, anche in funzione educativa verso le giovani generazioni, è come quando chiudono un esercizio commerciale per mancato rilascio dello scontrino.
Se non so chi vuole fregare lo stato, continuerò ad essere, anche inconsapevolmente, complice della sua evasione.
ph: immagini di repertorio di piazza Torre a Marina di Ragusa
