Uno schiaffo al Consiglio Comunale

di Cesare Pluchino
Una importante convocazione del civico consesso snobbata per l’eterno teatrino sulla Ragusa-Catania

Doveva essere il giorno della verità per i cittadini, non quella raccontata attraverso i filtri della stampa, bensì dalla viva voce dei responsabili dell’Azienda Sanitaria Provinciale.
La grande confusione di riunioni palermitane, viadotti crollati, strade interrotte e istantanee riunioni risolutive dell’emergenza per l’esclusione della Ragusa-Catania dall’elenco delle opere di importanza strategica, hanno ricondotto la seduta di Consiglio Comunale ad una ordinaria seduta di paese, da cui è scaturito, come era prevedibile, il nulla.
Mancava, innanzitutto il Direttore Generale Aricò, impegnato, a Palermo, nella consueta riunione dei Direttori Generali dell’isola con l’assessore alla Sanità Lucia Borsellino, la stessa che, invece, avrebbe dovuto sentire l’esigenza di spiegare, personalmente, alla città, la reale situazione dell’ospedale e le reali previsioni per l’apertura, invece di distogliere il Direttore Generale da un così importante appuntamento.
Anche la inutile riunione indetta alla Camera di Commercio ha messo da parte, coscientemente, il garbo istituzionale che avrebbe consigliato di non far coincidere i due appuntamenti.
Con le sole giustificate eccezioni della senatrice Padua e dell’on.le Vanessa Ferreri, la deputazione locale ha preferito inseguire il sogno del raddoppio della Ragusa-Catania che non affrontare la dura realtà di quella che si candida a rappresentare una delle grandi incompiute della sanità regionale e italiana.
Resta la convocazione di una seduta aperta del Consiglio Comunale, che si deve all’Ordine del Giorno dei Consiglieri Giuseppe Lo Destro e Maurizio Tumino: in rappresentanza dell’ASP sono intervenuti il Direttore Sanitario, dott. Giuseppe Drago e il responsabile tecnico dell’ente, ing. Aprile.
In apertura dei lavori è stato il consigliere Lo Destro a rappresentare le attese di una collettività per l’apertura del nuovo ospedale: certo non ci si può rifare ai tre anni occorsi per la realizzazione del Maria Paternò Arezzo o del Civile, ma si può sperare di lasciare a Lentini il primato del tempo necessario per rendere operativo il nuovo nosocomio.
Forti responsabilità di una classe politica incapace di gestire questo tipo di opere: dal 2005, anno di consegna dei lavori, come ha evidenziato Lo Destro, hanno sfilato ministri, presidenti di regione, assessori, commissari, onorevoli e senatori e una schiera di manager che hanno, tutti, preso impegni precisi, rilasciato date, ma l’ospedale continua a restare una incompiuta.
Per lo Destro, occorre identificare le responsabilità per non ripetere gli stessi errori, l’amministrazione, con la collaborazione del consiglio comunale, senza contrapposizioni, deve occuparsi di quello che serve per il nuovo ospedale, prioritariamente la metropolitana di superficie, con fermata a CIsternazzi, e un piano di viabilità per la zona.
Posizione quella di Lo Destro e Tumino, condivisa dal Sindaco che si è detto impegnato, con la città e per la città, per una azione costante atta a recuperare il gap finanziario per un’opera che non può restare incompiuta, per la quale si deve lottare a fondo contro la burocrazia regionale che continua a non dare risposte a questa collettività.
Poco è emerso, di nuovo, dagli interventi dei responsabili dell’Azienda Sanitaria: come aveva specificato, in premessa, il Presidente del Consiglio, Giovanni Iacono, un’opera consegnata nel 2005 che doveva essere restituita pronta il 5 aprile del 2008, termine spostato, per delle varianti, prima al gennaio del 2009, poi all’aprile del 2010. La consegna del 26 aprile 2011 vedeva incompleti la realizzazione delle sale operatorie, la terapia intensiva, gli esterni e i parcheggi, le cucine, la medicina nucleare, il reparto malattie infettive, si disse che tutto sarebbe stato pronto nel 2013.
Oggi, ad aprile 2015, si prendono impegni per aprire prima del luglio 2017, ma nulla si dice dei ritardi, delle responsabilità, dei veri motivi che hanno determinato situazioni inconcepibili, forse necessarie di opportune indagini da parte di organi competenti.
Il dott. Drago si è fatto interprete dell’onestà intellettuale del Direttore Generale che si è impegnato per obiettivi fondamentali sul tema ospedale, con particolare riguardo all’intenzione di fare chiarezza sulla reale situazione esistente, sul perché dei ritardi che, però, a tutt’oggi non sono stati ancora spiegati alla collettività.
Unico dato certo, al momento, l’esigenza di recuperare somme per 8 milioni di euro, necessarie per il completamento definitivo dell’opera, completa di arredi e attrezzature.
Di carattere prevalentemente tecnico la relazione dell’ing. Aprile che ha messo in risalto la piena operatività di una struttura appositamente distaccata dall’ufficio tecnico per occuparsi solo del nuovo ospedale.
Poste all’attenzione del Consiglio Comunale le problematiche relative al collaudo dell’impiantistica, particolarmente complessa in una struttura di questo genere, ormai in via di definitiva soluzione.
In itinere, e in dirittura d’arrivo, le formalità burocratiche per il completamento del blocco operatorio, la consegna del quale può essere prevista entro 10 mesi, mentre per il completamento funzionale del Pronto Soccorso, della radiologia, della terapia intensiva e di altri servizi occorreranno 8 mesi.
Il completamento del reparto di medicina nucleare rientra nell’appalto, già assegnato, per la PET, la nuova e modernissima attrezzatura di Tomografia a missione di positroni, che, per questioni di finanziamenti, obbligherà a rendere operativo il reparto  dall’inizio del 2016.
Completata la rete dati e wireless, già operativa, si lavora attualmente per gli impianti telefonici e informatici, per il collaudo definitivo dell’impianto antincendio, per la sistemazione delle aree verdi, in collaborazione con la Forestale, per l’attivazione di 4 pozzi artesiani.
Particolare attenzione e progettazione dedicata alle percorrenze interne della struttura e agli arredi che saranno oggetto di una fornitura dedicata, considerata anche l’esigua percentuale di materiale recuperabile dai vecchi ospedali.
Come accennato, resta tutto condizionato all’erogazione, da parte dell’assessorato regionale, della somma occorrente per il completamento che scaturisce da un preciso rapporto sulle previsioni di spesa già inoltrato, a Palermo, dal Direttore Generale.
In altra parte del giornale rappresenteremo gli interventi più significativi dei consiglieri comunali ed evidenzieremo quello che non è stato chiesto o è stato dimenticato.
Vale solo riportare la considerazione del Presidente del Consiglio Comunale, Giovanni Iacono, che, alla fine degli interventi dei responsabili dell’Azienda Sanitaria, si è posto e ha posto un interrogativo naturale: “Cosa è stato consegnato ad aprile del 2011 ?”

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