Fra gli oppositori politici più severi dell’amministrazione pentastellata, il Movimento Territorio che, spesso, attraverso la voce del portavoce Emanuele Distefano e del responsabile agli enti locali, Michele Tasca, non ha mancato l’occasione di sollevare rilievi sull’attività di governo.
In particolare le critiche, hanno, più volte riguardato l’attività dell’assessorato ai lavori pubblici, al verde pubblico e all’urbanistica, per cui abbiamo chiesto a Distefano di rilasciare un suo commento sulle improvvise dimissioni dell’assessore.
Questa la risposta del portavoce di Territorio:
“Come portavoce del Movimento Territorio non voglio entrare nelle dinamiche e nelle motivazioni interne dei grillini che hanno portato alle dimissioni dell’assessore ai lavori pubblici della giunta Piccitto, Salvatore Corallo.
Fin troppo evidente. e già da tempo, che qualcosa non andava nei rapporti interni alla giunta, ma, ripeto, sono fatti interni alla formazione politica.
Piuttosto, non posso fare a meno di rilevare che molte iniziative sono rimaste nel libro dei sogni e molte altre saranno caricate sulle spalle del successore, con il grande rischio, per la città, che resteranno incompiute.
Non penso di essere particolarmente severo nell’affermare che la sesta sostituzione in giunta di un assessore non lascerà segni particolari per la conclamata incapacità di Corallo che non ha brillato per particolari azioni all’interno della sua delega, anzi lascia diverse perplessità, se non addirittura, ombre.
E’ cosa nota che gli è stata sfilata dalle mani la delicata trattativa con SISosta per la definizione del risarcimento chiesto dalla ditta che gestisce i parcheggi pluripiano della città.
Ma Corallo deve essere allergico ai parcheggi in senso lato perché non ha voluto imporre all’amministrazione il completamento dell’area esterna al parcheggio di piazza del Popolo, abbandonato in uno stato di degrado indescrivibile, in pieno centro città.
Analogamente abbandonato, e in uno stato di degrado, il verde pubblico della città che, da sempre, ha costituito un fiore all’occhiello di Ragusa.
Qualche azione positiva è stata condotta per quanto riguarda la ripavimentazione delle strade e la manutenzione delle stesse, ma non sono poche le aree dimenticate, dal momento che non c’è stato un criterio univoco di intervento, privilegiando invece le segnalazioni di amici e compagni di movimento, piuttosto che procedere ad una articolata programmazione.
Molto di quello che si è fatto è dovuto a finanziamenti esterni, opere il cui iter burocratico era stato già incardinato dalla precedente amministrazione, in pratica l’assessore un mero firmatario di pratiche il cui merito va ascritto ai tecnici e agli uffici.
Nulla di rivoluzionario, come per la pista ciclabile che si è risolta in una cattiva scopiazzatura di un vecchio progetto dell’amministrazione Dipasquale, con molti punti deboli per quanto attiene la sicurezza.
Nulla di originale nella riqualificazione dell’area di approdo dell’elettrodotto, progettata e realizzata con i fondi erogati, come compensazione di ristoro ambientale, da EnaMalta.
Restando a Marina di Ragusa, molti interventi di facciata, guarda caso tutti nella zona terminale del lungomare Andrea Doria (ma chi ci abita da quelle parti ?) , mentre continuano a piovere comunicati di protesta di cittadini e consiglieri comunali per le cose che non vanno.
Parlare di meriti di Corallo per gli interventi di edilizia scolastica e messa in sicurezza degli edifici sembra esagerato, nessun intervento serio per le documentazioni antisismiche, unica azione degna di nota il rifacimento delle reti idriche, messo in atto con contributi regionali, dove l’assessore è riuscito a mettere in risalto l’incapacità di gestione e di coordinamento dei lavori che hanno imbrigliato, per settimane, ampie zone della città, con notevolissimi ritardi per il ripristino dei siti.
La sostituzione dei corpi luminosi degli impianti di pubblica illuminazione, a fini energetici, è stata attuata a scapito totale del progetto di riqualificazione di piazza Libertà, dove l’assessore Corallo ha voluto lasciare il segno dell’inutilità del suo passaggio a Palazzo dell’Aquila, con un intervento quanto mai indecifrabile e destinato ad essere spazzato via ai primi interventi, già preannunciati, di ripristino e valorizzazione della piazza.
In definitiva nessuno si strapperà i capelli per la mancanza di Corallo a Ragusa, nemmeno all’interno del Movimento 5 Stelle, piuttosto c’è da stare attenti al suo ruolo a Palermo, alla regione, in Sicilia, se come si vocifera, dovrebbe fare parte della squadra, non si sa a quale titolo, del candidato del Movimento 5 Stelle alla presidenza della regione.”
