Riesplodono le tensioni interne nel PD ragusano

di Cesare Pluchino
Il terzo circolo di Ragusa dilaniato da forti contrapposizioni, già quattro le dimissioni di membri della segreteria, altre sono in divenire

Ci si vorrebbe astenere dal commentare le vicissitudini interne che affliggono il Partito Democratico nella provincia di Ragusa e segnatamente nel capoluogo. Non possono costituire una novità perché emanazioni delle contrapposizioni, fra maggioranza renziana e minoranze, che, a livello siciliano, non sono di facile soluzione.
A livello provinciale lo sfascio del partito si è fatto sentire in occasione dei recenti avvenimenti riguardanti la Ragusa-Catania, dove si è avvertita la mancanza di leader autorevoli in grado di far sentire la propria voce, nei confronti del governo centrale e della collettività.
Addirittura, la stampa ha riportato le posizioni critiche della segreteria provinciale nei confronti delle passerelle di ministri del PD che vengono ostentate da correnti del partito senza la necessaria condivisione.
In pratica, non si capisce più nulla se i vertici provinciali, in maniera, peraltro, del tutto condivisibile, criticano passerelle di sapore prettamente elettoralistico di personaggi di primo piano del governo nazionale che non sanno dare risposte concrete alle istanze della popolazione, dimostrando, addirittura, di non essere perfettamente a conoscenza di quello che sta accadendo in zona, come nel caso dell’esclusione della Ragusa-Catania dal documento di programmazione economica-finanziaria.
E a nulla valgono le rassicurazioni di quanti ostentano rapporti quasi diretti con il ministro interessato, se la vicepresidente della Regione Siciliana, autorevole esponente del PD, considera le rassicurazioni aria fritta e pretende ugualmente un incontro con il ministro.
Per qualcuno  saranno stati tempi bui, ma ai tempi sacri della Democrazia Cristiana, quantomeno, il teatrino di comunicati ci sarebbe stato risparmiato, con il solito comunicato ufficiale che tutto era a posto.
Ma veniamo a faccende di casa nostra. Dietro la calma apparente che circonda i tre circoli di Ragusa del Partito Democratico, si mantengono, inalterate, le divisioni che, ancora, impediscono la nomina di un responsabile cittadino. In aggiunta, l’ingresso nel PD dell’onorevole Dipasquale, e di quelli che lo hanno seguito nella nuova avventura politica, ha complicato le cose.
Non si è fatta chiarezza sul numero di tesserati del primo circolo, quello di Peppe Calabrese, il secondo circolo è il più ‘’tranquillo’’, sembra costituire, al momento, l’ago della bilancia, in termini numerici, all’interno delle componenti cittadine, il terzo mostra segni evidenti di profonde lacerazioni interne.
Il circolo che dovrebbe esprimere autorevolezza per la presenza del leader renziano, almeno della prima ora, D’Asta, accresciuta, ora, dall’ingresso di Nello Dipasquale, arricchito dalla presenza del terzo consigliere comunale, Chiavola, che fa detenere al sodalizio l’esclusiva cittadina della rappresentanza nel civico consesso, mostra segni di cedimento non indifferenti.
Dopo Alessandra Sgarlata, altri tre membri della segreteria hanno dato le dimissioni. Altre ne sono annunciate a breve.
Il documento dei tre dimissionari, Carmelo Anzaldo, Carmelo Boncoraglio e Vito d’Angelo, rispecchia l’animo della componente di origine cattolica all’interno del partito: il solito capolavoro di prosa democristiana che rassegna le dimissioni dalla segreteria ma assicura l’impegno politico a favore del circolo per una buona politica da offrire alla città, il tutto senza tirare in ballo, ma, forse, non ce ne sarebbe motivo, il dirompente ingresso di Dipasquale e la nomina alla presidenza del circolo di un suo uomo.
Il tutto viene giocato, allora, sula pelle del segretario del Circolo, l’avv. Francone, espressione del leader D’Asta, mantenuta anche dopo l’ingresso dei nuovi arrivati.
Sarebbero venute a mancare le condizioni minime necessarie perché il circolo ‘’possa essere fedele alle sue promesse e alle sue idee costituenti legate alle creazione di uno spazio  libero da appartenenze a correnti e  da prevaricazione personalistiche’’.
Il segretario Tony Francone, secondo i dimissionari, non sarebbe stato capace ‘’di custodire e valorizzare le risorse e le diversità umane, culturali, politiche presenti nella segreteria, nel coordinamento e nel circolo, rendendo il confronto interno difficile e sterile.’’
In un anno di segreteria Francone, la proposta politica del circolo, sempre secondo i dimissionari, ‘’sarebbe stata sostanzialmente assente nel dibattito politico della città ed assolutamente inutile ad orientare l’azione amministrativa dei consiglieri comunali’’.
Solo un accenno ai nuovi ingressi che non sarebbero stati gestiti con equilibrio, ‘’senza creare le condizioni perché i nuovi arrivati anziché essere accolti come nuove risorse che in un percorso politico legittimo avevano scelto di aderire al Pd e che quindi si aggiungevano alla realtà presente nel circolo, sono stati, invece, utilizzati come strumento  per trasformare  e caratterizzare il circolo come corrente di partito a servizio di una parte.’’  
Comprensibile il livello di divisione interna che, forse, solo un ‘democristiano’ DOC come Nello Dipasquale potrebbe essere in grado di dirimere.
E su questo aspetto, in effetti si gioca il futuro del PD ragusano: o rimane vittima delle divisioni interne e si consuma nella ricerca di una improbabile ritrovata unità oppure il nuovo arrivato ‘’democratico (cristiano)’’ compie il miracolo e ne fa un tutt’uno, ancorchè snaturandone definitivamente l’origine comunista di sinistra.

Questo il testo del comunicato dei tre dimissionari dalla segreteria del circolo ‘’Rinascita Democratica’’:
Ragusa, 15 aprile 2015.

 SEGRETARIO CIRCOLO PD “RINASCITA DEMOCRATICA” – Tony Francone

    SEGRETARIO PROVINCIALE PD – Giovanni Denaro

    COMPONENTI COORDINAMENTO CIRCOLO RINASCITA DEMOCRATICA

 E, p.c.  ORGANI DI STAMPA

Oggetto: Dimissioni componenti segreteria del circolo PD  “Rinascita Democratica”.

I sottoscritti componenti della Segreteria Anzaldo Carmelo, Boncoraglio Carmelo e  D’Angelo Vito, avendo constatato che sono venute a mancare le condizioni minime necessarie per poter contribuire a che il circolo da noi fondato possa essere fedele alle sue promesse e alle sue idee costituenti legate alle creazione di uno spazio  libero da appartenenze a correnti e  da prevaricazione personalistiche, in cui ogni iscritto potesse sentirsi semplicemente un  “democratico” in una comunità di persone capaci di un  confronto politico libero e rispettoso delle diversità di ognuno, teso alla ricerca di percorsi condivisi per il bene della nostra  città.

Preso atto che il segretario Tony Francone non è stato capace di custodire e valorizzare le risorse e le diversità umane, culturali, politiche presenti nella segreteria, nel coordinamento e nel circolo, rendendo il confronto interno difficile e sterile ;

Preso atto che in un anno di segreteria Francone la proposta politica del circolo è stata sostanzialmente assente nel dibattito politico della città ed assolutamente inutile ad orientare l’azione amministrativa dei consiglieri comunali, come testimonia il fatto che in un anno nessun documento ufficiale a firma della segreteria è stato prodotto, se escludiamo qualche velina giornalistica in cui il nome del segretario era graziosamente associato  a quello dei consiglieri.

Preso atto che il segretario non è stato capace di gestire con equilibrio l’ingresso di nuovi iscritti al circolo, creando le condizioni perché questi ultimi anziché essere accolti come nuove risorse che in un percorso politico legittimo avevano scelto di aderire al Pd e che quindi si aggiungevano alla realtà presente nel circolo, venissero invece utilizzati come strumento  per trasformare  e caratterizzare il circolo come corrente di partito a servizio di una parte.  

Tutto ciò premesso, rassegnano le proprie dimissioni da membri della segreteria ed assicurano che non faranno mancare il proprio impegno politico affinché il circolo “rinascita democratica” torni ad essere quella comunità pensata alla fondazione, cioè una comunità di persone semplicemente democratiche, capaci di fare sintesi delle diversità per una politica utile a Ragusa.

F.to   Carmelo Anzaldo  –  Carmelo Boncoraglio  –  Vito d’Angelo  

 

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