Permane e si acuisce il malessere nel Partito Democratico

di redazione
I contrasti, all’interno del circolo “Rinascita Democratica” di Ragusa, portano alle dimissioni dalla segreteria del capogruppo al Consiglio Comunale, Giorgio Massari

Nella crisi profonda che attanaglia il Partito Democratico, a livello nazionale e regionale, le condizioni a livello provinciale, segnatamente per il capoluogo, non sembrano determinanti per il futuro politico.
I dissidi fra le varie correnti sono stati trattati, quasi sempre, con distacco, complici i tempi lunghissimi degli organismi regionali e nazionali nel dirimere questioni importanti inerenti la vita del partito.
Le profonde spaccature hanno delegittimato i vertici provinciali e dove i vertici non ci sono stati, come a Ragusa, si è determinato il caos assoluto.
Una situazione che si voleva far decantare, senza interventi bruschi, ha subito uno scossone dall’ingresso, nel partito, dell’on.le Nello Dipasquale che ha trascinato con sé fedelissimi di ogni colore politico e inevitabili tensioni dovute alla immaginabile intenzione di non limitarsi, nella nuova compagine, ad un ruolo di comprimario.
Protagonista, ancora una volta, di quello che accade nel Partito Democratico di Ragusa, il leader dei renziani, Mario D’Asta.
Al centro dell’attenzione quando, con malcelata strategia, si oppose all’accordo Territorio – Calabrese per la candidatura a sindaco di Giovanni Cosentini. Dopo il risultato che, nelle intenzioni della vigilia, gli doveva assegnare una leadership ma che, nei fatti, si rivelò alquanto improduttivo, D’Asta è stato determinante per la nomina del segretario provinciale, Giovanni Denaro, contro la corrente di Calabrese.
Successivamente D’Asta passa, con Calabrese, contro Denaro, contribuendo ad incrementare un caos ormai cronico nel partito che subisce per la mancanza di una autorevole guida.
Ma anche con Calabrese, folgorato anche lui dal verbo renziano, la convivenza risulta difficile tanto che D’Asta coglie al volo, ricambiato, l’opportunità di aprire le porte della sua corrente, e del suo circolo, a Dipasquale e ai suoi fedelissimi, uno dei quali, addirittura, diventa Presidente del sodalizio.
Ma il circolo non era solo suo: se D’Asta rappresentava l’anima nuova del partito, la componente che faceva riferimento al nuovo leader nazionale Renzi, a livello locale il nocciolo duro del circolo, quello che poteva vantare il pedigree necessario per fare politica in una certa maniera e raccogliere il consenso della collettività ragusana, o quanto meno di una parte importante, ben identificata, di ispirazione cattolica, significava Giorgio Massari con una schiera di qualificati fedelissimi che connotavano positivamente la terza espressione cittadina del partito.
Il malessere all’interno del circolo è ormai spaccatura conclamata: le dimissioni di quattro membri della segreteria non possono essere considerate semplici incidenti di percorso. Solo Alessandra Sgarlata, con auspicabile totale rifiuto di ogni ipocrisia, ha fatto cenno alla presenza scomoda di Dipasquale, più democristiani D’Angelo, Anzaldo e Boncoraglio che hanno evitato accuratamente di fare cenno al nuovo arrivato, ma tutti conoscono l’origine del malessere, ancorché determinato da una democratica conta delle tessere alle quali, come per le primarie, (ma è una malattia genetica del PD), tutti inneggiano  ma non si inchinano.
Non c’è nulla di più assordante del silenzioso passo indietro di Giorgio Massari che, con un elegante e sintetico comunicato rassegna le dimissioni dalla segreteria del circolo.
Il contenuto della nota è di quelli che non si presta a nessun tipo di commento, per il carattere esaustivo, scevro da tentazioni polemiche.

Questo il testo integrale della nota diramata dal prof. Massari:

 “A

SEGRETARIO CIRCOLO PD “RINASCITA DEMOCRATICA”    Tony Francone                                                             

SEGRETARIO PROVINCIALE PD  Giovanni Denaro

COMPONENTI COORDINAMENTO CIRCOLO RINASCITA DEMOCRATICA

ORGANI DI STAMPA

OGGETTO: dimissioni Giorgio Massari.

Le recenti dimissioni dei quattro membri della segreteria del circolo Rinascita democratica, che fanno seguito a quelle di Elio Accardi dalla presidenza del circolo, mostrano quanto negativo sia  il giudizio politico che viene dato alla gestione del segretario Francone.
Questo giudizio non solo è da me condiviso, ma è stato ampiamente anticipato, da tempo, con la mia auto sospensione, nel febbraio scorso, dalla segreteria e da cui ora ne ufficializzo le dimissioni.
Non abbandono il circolo di cui, assieme ad Elio Accardi, sono stato l’ideatore, condividendone il progetto, prima con l’amico  Vito Piruzza  e poi con il consigliere D’Asta.
Il circolo “rinascita democratica” ha finora perso tutte le sfide per cui era nato: la sfida a realizzare uno spazio in cui la politica si connotasse  come progetto contro il declino di Ragusa e non come arena in cui contendere spazi di micro potere;
la sfida agli indifferenti e ai diffidenti rispetto alla politica, attraverso il sostegno ad una partecipazione semplicemente democratica, non imbrigliata dai numeri delle tessere e dalle correnti; 
la sfida per una politica capace di produrre identità ed identificazione nel partito democratico, ma che invece ha prodotto distacco e allontanamento.
E’ necessaria una svolta sia nel circolo “rinascita democratica” che nel PD di Ragusa nelle sue varie articolazioni. Nel circolo la svolta passa attraverso l’azzeramento di tutti gli organismi e la ripresa di una fase di riprogettazione politica, coerente con le idee e i valori dichiarati nella sua fondazione. Ma credo che i tempi siano maturi perché i tre circoli del Partito Democratico di Ragusa,   diano inizio ad una nuova stagione politica, assumendosi ciascuno le responsabilità del passato che non può essere rimosso né ignorato, ma piuttosto utilizzato come occasione per apprendere dagli errori  e trovare le cause che hanno portato alla frammentazione, a tante defezioni e al fallimento in tutte le elezioni dal 2008 ad oggi.
Questa nuova fase può, senz’altro, partire dalla consapevolezza che il Partito Democratico esprime a Ragusa, se guardiamo ai singoli componenti, una classe dirigente di qualità, ricca di esperienza, di competenze politiche, tecnico-amministrative, progettuali e relazionali di cui Ragusa avverte  drammaticamente la mancanza; una classe dirigente sicuramente capace di interpretare, rappresentare e governare lo sviluppo della nostra città, perché  espressione della storia politico-amministrativa e della cultura ragusana.
Una classe dirigente che ha una storia, che conosce la storia del territorio, cioè il ruolo che la storia ha assegnato a Ragusa e che interpretandolo può creare le condizioni perché  la nostra città torni ad essere vincente, uscendo dal pantano in cui oggi si trova. Tutto ciò sarà possibile se le virtù individuali si trasformano realmente in virtù del gruppo cioè del partito.
E’ comunque l’ultima chiamata. Fallire significherà sancire l’inadeguatezza a pensare ed ad agire politicamente come partito locale.
Un primo passo verso questa nuova fase può essere costituito dalla creazione dell’unione comunale e dalla scelta di un segretario cittadino capace di garantire un percorso nuovo, di condurre ad unità le legittime diversità dei circoli e delle esperienze, garante dell’autonomia dei territori e di una politica nuova in cui ogni democratico si senta parte di un progetto vero per il bene comune, un segretario capace di portare a sintesi un progetto di governo per Ragusa.  A questa nuova fase, assieme a tanti altri sinceri democratici, dichiaro la  piena disponibilità a dare il mio contributo.

Ragusa. 20/4/2015 — Giorgio Massari   –   Capogruppo Partito Democratico Ragusa”   

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