Si abbassa il livello dei consensi per il Sindaco Piccitto. Perché ?

di Vilnius Nastavnic
La Governance poll, la classifica dei sindaci più amati dai cittadini, secondo una indagine del Sole 24 ore affidata a IPR marketing, vede scendere il sindaco di Ragusa del 14,4 % nei consensi dei cittadini elettori

Una occasione ghiotta, soprattutto per le testate ‘intelligenti’ che hanno colto la volo, e per primi, i risultati dell’indagine sui consensi per i sindaci. In un caso come quello del sindaco della città di Ragusa, l’occasione per validare due anni di critiche.
Se, almeno per chi scrive, già i risultati dei sondaggi vanno, spesso, interpretati nella giusta maniera, forti riserve vanno espresse per una indagine che raffronta il dato numerico, squisitamente elettorale, della vittoria alle elezioni, con quello, più emotivo, di un sondaggio di opinione.
Se poi si va a vedere che il primo classificato è il sindaco di Firenze, già secondo di Renzi e suo fido scudiero, e che il committente dell’indagine è l’organo di stampa di Confindustria, potere forte che tiene a galla il governo attuale, legittimo esprimere qualche perplessità sulla valenza dei risultati che ci vengono propinati.
Ma la premessa non è per difendere il sindaco di Ragusa, vuoi perché il calo dei consensi ci sta tutto, nelle previsioni e nella realtà, sotto certi aspetti anche fisiologico, vuoi perché il mantenersi ben oltre il 50%, dopo tutta una serie di critiche, provenienti da tutti i partiti, i movimenti e le liste civiche del cosiddetto arco costituzionale, lo pongono in una situazione facilmente difendibile.
Che, però, non è sfruttata, in termini di comunicazione, la causa, secondo noi, alla quale, per buona parte si può addebitare il calo di consensi.
Addirittura, con le casse comunali in condizioni assai critiche, come ricorda sempre l’assessore al bilancio, paghiamo un esperto per la comunicazione sul web che, anche in questo caso, non fa intravedere significativi cambiamenti rispetto al passato, evitando ‘accuratamente’ di intervenire anche in un caso come questo.
Non c’è spiegazione per i cittadini sulla classifica che, naturalmente, considerata l’autorevole fonte, viene presa per buona con un effetto trascinamento notevole.
Si deve ad uno dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, fra i più giovani e ‘svegli’ politicamente, se può capitare di leggere sul web, in uno dei più seguiti social network, la condivisione di un articolo su un quotidiano online che guarda la classifica in termini positivi: Dario Gulino riprende un articolo che evidenzia come Piccitto, in Sicilia, fra i sindaci più amati, risulti al secondo posto dopo quello di Caltanissetta, al 43esimo posto della classifica, assieme al sindaco di Palermo Orlando e prima di quello di Catania, Bianco.
L’articolo in questione non prende in considerazione il calo percentuale di consensi, di cui si accennava prima, evidenziato, invece, da tutti gli altri organi stampa che si sono interessati alla notizia, come pure in alcuni commenti dei lettori che fanno intravedere le valutazioni opposte che scaturiscono dalla stessa classifica
Appunto per fare chiarezza e sgombrare il campo da una miriade di valutazioni, autorevole sarebbe stato l’intervento comunicativo del primo cittadino.
Ma è una storia già vista in altre occasioni, la scelta del silenzio, di concedere scarsa o nulla considerazione alla maggior parte delle critiche e dei rilievi.
Accade però, nello stesso momento, che l’amministrazione, davanti all’ennesimo ‘taglio’ del governo nazionale sguaini la spada del verbo per coinvolgere i cittadini.

Questo il testo del comunicato:

“E’ di oltre  3,3 milioni di euro il nuovo taglio, a valere sul Fondo di Solidarietà Comunale, nel 2015 per la città di Ragusa.
“Sceriffi di Nottingham travestiti da Robin Hood. E per di più senza alcun senso etico – commenta l’assessore comunale al Bilancio, Stefano Martorana –
Ascoltare le dichiarazioni degli esponenti del governo nazionale suona quasi offensivo, oltre che ridicolo. Una commedia degli equivoci in cui si afferma da un lato che non ci saranno nuovi tagli ai trasferimenti agli enti locali e poi praticamente si cancella il Fondo di Solidarietà Comunale che, per Ragusa, è sceso da 6,6 milioni nel 2013 a 4,6 nel 2014, per fissarsi a 1,2 milioni nel 2015.
Oltre 5 milioni in meno in due anni.
Si tratta – sottolinea l’assessore  Martorana –  di risorse provenienti dal pagamento dell’ Imu da parte dei cittadini ragusani, che vengono trattenute alla fonte dallo Stato, che poi le ripartisce ai comuni.
Tutto logico se non ci fosse un problema: il Comune di Ragusa alimenta il Fondo di Solidarietà Comunale rinunciando a 5,7 milioni ogni anno delle somme pagate dai contribuenti ragusani, ma riceve in cambio sempre meno: quest’anno solo 1,2 milioni. Proprio come se Robin Hood, invece di prendere ai ricchi per dare ai poveri, tenesse tutto per sé. 
Ma con quale coraggio e leggerezza si fanno dichiarazioni a sostegno delle realtà locali, quando poi si opera in senso totalmente opposto?
Una situazione grottesca, se non fosse tragica per i tanti cittadini che attendono risposte ed ai quali, d’ora in avanti, potremo solo allargare le braccia”.
Altro aspetto sottolineato dall’assessore Martorana riguarda, invece, le entrate derivanti dall’introduzione dell’Imu sui terreni agricoli: “Secondo le stime provvisorie, il Comune di Ragusa ha incassato solo il 20 per cento delle somme previste. Una situazione confusa che si scaricherà, purtroppo, sui cittadini. Nel 2014 avevamo almeno evitato l’introduzione della Tasi, ma in questa situazione siamo davvero in difficoltà estrema”.
Sulla stessa linea anche il sindaco, Federico Piccitto, che dichiara: “Sembra di assistere ad una competizione terribile, tra Stato e Regione, su chi si assumerà il merito di aver distrutto prima gli Enti Locali.
Non intendiamo stare a guardare in silenzio la realizzazione di un vero e proprio scempio, e lo abbiamo dimostrato con l’azione di protesta condotta insieme ai sindaci iblei. Saremo a Caltanissetta alla manifestazione regionale dell’Anci per far sentire la voce unitaria del territorio ibleo, che oggi lotta contro le scelte scellerate operate dal Governo Nazionale e l’assenza di scelte di quello regionale”.
Altra svista comunicativa, non si sa se del primo o cittadino, dell’assessore o di un esperto.
Si ‘piange’ per le mosse del governo nazionale, ma se ne parla come di una entità astratta, come se non ci fossero nomi e cognomi, nomi e simboli di partito, parlamentari di riferimento e rappresentanti in consiglio comunale. La preoccupazione è quella di ribadire come, prossimamente, rispetto alle istanze dei cittadini, non resterà che allargare le braccia. Ma Ragusa è solo uno degli ottomila comuni italiani nella stessa situazione o, forse, peggiore.
Un comunicato che sembra più articolato per scaricarsi di ogni responsabilità, in una evidente incapacità, peraltro già trapelata da più parti, di presentare un bilancio accettabile e nei temi promessi.
Una volta le colpe erano della precedente amministrazione per i debiti lasciati. Ora troviamo queste entità astratte del governo nazionale, non si fa cenno ad una situazione generale più che accettabile e più comoda di tanti altri comuni disastrati, sull’orlo del fallimento. Né si fa cenno alle royalties che, in ogni  caso, come già accaduto l’anno scorso, ci faranno uscire dal guado.
Se poi si tratta di comunicare alla gente come promesso (a proposito, i tempi richiesti sono già scaduti !) come siano stati spesi i fondi della legge su Ibla mancanti all’appello, si prende ancora tempo.
Ma tanto, il calo dei consensi riguarda il primo cittadino !

 

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