di redazione
Rientrano, di colpo, le tensioni provocate dal ridimensionamento della Chirurgia di Comiso
Il sindaco di Comiso, Filippo Spataro, avrebbe commentato che si è scritta una bella pagina di storia.
Sinceramente, da una persona esperta in comunicazione che più volte abbiamo avuto modo di apprezzare per il suo dire incisivo e forbito, avremmo preferito leggere altro a proposito dell’esito della querelle ASP – Comune di Comiso.
Avrebbe vinto il dialogo, con un accordo completo fra le parti, ma non sembra che siano cambiate di molto le carte per il futuro dell’ospedale di Comiso e del reparto di chirurgia in particolare, alla luce, soprattutto, di una persistente mancanza di fondi dedicati, i soli che permetterebbero di poter scrivere il futuro della struttura ospedaliera in maniera diversa da quanto, finora, pianificato a Palermo.
Secondo il comunicato diramato dall’ufficio stampa dell’ASP, evidentemente concordato, almeno, con la Direzione Generale, “l’Azienda e l’Amministrazione comunale esprimono la loro soddisfazione per l’esito favorevole del dialogo che ha permesso di giungere ad una soluzione di piena soddisfazione delle due parti, dando risposta alle richieste della cittadinanza e garantendo la piena funzionalità della assistenza chirurgica erogata in azienda”.
La Azienda, nell’auspicare la massima valorizzazione delle professionalità dell’ospedale, nel quadro della prossima applicazione della riorganizzazione aziendale e della rete ospedaliera regionale, ha sintetizzato i punti concordati fra le parti, oggetto di un apposito verbale, che sono:
1. Estendere l’attività chirurgica da Day-surgery a One-day-surgery, con possibilità di pernottamento notturno post-operatorio ove necessario
2. Riorganizzare in tal senso l’organizzazione del lavoro, garantendo la presenza notturna di una unità infermieristica ed un medico reperibile.
3. Eventuali mobilità del personale verranno disposte solo su base volontaria.
