Le date di insediamento dei Parroci nelle nuove Parrocchie: manca quella di don Gino Alessi a Comiso

I fatti degli ultimi giorni consigliano di consultare spesso il sito della Diocesi di Ragusa, non è che ci si aspetti molto al di fuori di comunicazioni ufficiali, ma qualcosa suscita perplessità.
Oggi, 1° settembre 2017, un comunicato, in apertura della pagina diocesiragusa.it, annuncia che “Il nostro Vescovo S.E.R. Monsignor Carmelo Cuttitta conferisce la presa di possesso canonico ai seguenti parroci che eserciteranno le loro funzioni nelle parrocchie assegnate loro a partire dalle seguenti date di insediamento:
Martedì 26 settembre 2017, ore 20:00, Don Salvatore Converso – Parrocchia San Giovanni Battista (Vittoria);
Mercoledì 27 settembre 2017, ore 20:00, Don Nicola Iudica – Parrocchia San Francesco d’Assisi (Ragusa);
Giovedì 28 settembre 2017, ore 20:00, Don Giovanni Piccione – Parrocchia Immacolata Concezione della B.V. Maria (Roccazzo);
Venerdì 29 settembre 2017, ore 20:00, Don Salvatore Puglisi – Parrocchia San Giovanni Battista (Santa Croce Camerina);
Sabato 30 settembre 2017, ore 20:00, Don Francesco Ottone – Parrocchia San Pio X (Ragusa);
Lunedì 2 ottobre 2017, ore 20:00, Don Ettore Todaro – Parrocchia Santa Maria delle Grazie (Comiso);
Lunedì 9 ottobre 2017, ore 20:00, Don Luigi Diquattro – Parrocchia Angelo Custode (Ragusa);
Martedì 10 ottobre 2017, ore 20:00, Don Maurizio Di Maria – Parrocchia Maria Regina (Ragusa);
Mercoledì 11 ottobre 2017, ore 20:00, Don Raffaele Marco Diara – Parrocchia Sacro Cuore di Gesù (Ragusa);
Giovedì 12 ottobre 2017, ore 20:00, Don Giuseppe Antoci – Parrocchie Maria SS. Assunta e San Giovani Battista (Monterosso Almo).
Fin troppo evidente che manca la data di insediamento di don Gino Alessi nella Parrocchia dell’Annunziata di Comiso.
Legittimo per quanti non hanno gradito il trasferimento del Parroco della Cattedrale, sperare per un attimo che il provvedimento sia rientrato, persone vicine agli ambienti del clero e della Diocesi propendono per una mancanza di data dovuta alla assenza di un successore in Cattedrale.
Ma i preti parlano sempre di speranza, per cui riteniamo sia legittimo sperare che, almeno, non si riesca a trovare il successore.

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