Nessuno tiene conto che c’è ancora un Sindaco in carica, naturale candidato al secondo mandato, un primo cittadino che viene costantemente attaccato dalla truppa disperata delle opposizioni, che, ormai da anni, conducono una battaglia cieca e senza raziocinio contro l’amministrazione a 5 Stelle, opposizioni che hanno già decretato il fallimento dell’esperienza pentastellata, senza minimamente anticipare come saranno risolte le diverse criticità che sono giornalmente evidenziate.
Tutti gli esponenti che aspirano a sostituire Piccitto sulla poltrona di Palazzo dell’Aquila pretendono di ottenere fiducia a scatola chiusa, pretendono di essere considerati, comunque, risolutori di ogni emergenza della città, ma non c’è uno straccio di soluzione alternativa all’orizzonte, come pure nessuno è in grado di offrire impegni precisi.
La furia politica viene incentivata, poi, da una amministrazione che, poco a poco, porta a casa risultati e consenso diffuso, che vengono, in ogni caso, sempre minimizzati ma spingono ad accelerare il ritmo delle candidature, senza capire che i nomi che escono prima sono quelli destinati a essere bruciati anzitempo.
Complici le prossime elezioni regionali, il clima è di grande confusione, sono già almeno sei gli aspiranti sindaco, ma è prevedibile che altre ambizioni troveranno spazio da qui alla prossima primavera.
Quello che più preoccupa è che ci sono in atto trattative strane per affermare determinate posizioni, che si giocano sui consensi che si otterranno per le regionali, sempre difficili da identificare come provenienza ma comune denominatore delle beghe interne di partito dalle quali, alla fine, escono fuori candidature che non sono espressione del sentire comune ma frutto delle strategie più furbescamente architettate.
Un dato preoccupante è emerso dai comunicati inerenti l’appoggio di Sonia Migliore al candidato Musumeci e gli endorsement dei deputati di area.
Eppure Sonia Migliore nel suo comunicato aveva tentato di puntualizzare che “Differentemente da qualcuno che cerca posti al sole e parla candidamente di accordi da stringere con questo o quell’esponente politico, con questo o quel partito, il Laboratorio politico 2.0 è interessato solo al bene dei siciliani e per questo, pur decidendo di appoggiare ufficialmente l’amico Musumeci, intende sottrarsi al mercato dei patti più o meno celati. Non è una scelta ideologica, ma di credibilità”.
Belle parole e belle intenzioni, comunque subito smentite dai comunicati dei deputati di area Musumeci.
Se Giorgio Assenza, forse abituato, per la sua professione, a misurare meglio le parole, si è limitato a dire di Sonia Migliore, più esattamente del suo laboratorio politico: “ha dimostrato, negli anni, passione, competenza e combattività nella sua azione di netta opposizione e di alternativa alla maggioranza grillina nel capoluogo ibleo e rappresenta oggi una concreta possibilità di reale cambiamento per la città di Ragusa”, molto più esplicito è stato l’on.le Nino Minardo che ha parlato di una “scelta che rafforza il nostro dialogo già da tempo in essere”, aggiungendo parole chiare e inequivocabili:
“La scelta compiuta ieri da Lab 2.0, rafforza il nostro dialogo già da tempo in essere e connota oggi, la contezza che ci sono percorsi presenti e futuri che hanno come prospettiva le Amministrative del 2018 a Ragusa.”
Quella fatta ieri sera da Lab 2.0, è un’ottima base su cui costruire un processo quanto più condiviso e di coalizione’ per la prossima primavera ed una scadenza elettorale importante per la città capoluogo e la sua amministrazione. Per questo, plaudo a quanto deciso ieri sera dal movimento civico di Sonia e dalle tante persone che danno ad esso significato e forza oltre che una presenza continua, costante e fattiva per Ragusa e per i Ragusani.”
A questo punto. è lecito chiedersi: “Chi sceglierà i prossimi candidati a sindaco ?
Impossibile non rilevare come elementi, fino a pochissimo tempo fa, militanti nell’area alfaniana del NCD, sono piombati, sic et simpliciter, in Forza Italia, non si comprende da chi presentati e da chi accolti, con tutti i presupposti per rinverdire le contrapposizioni interne che, già una volta, hanno portato al disfacimento del partito in provincia.
Ora veniamo a sapere che ci sono non embrioni ma concreti e avviati approcci con un deputato di Modica, di Forza Italia, per determinare le scelte per identificare un candidato sindaco della città che, alla luce di quanto appreso, paradossalmente, nemmeno a Forza Italia appartiene.
Anche se, passare in Forza Italia non sembra impresa difficile.
Allora ci piace rispolverare un post recente di Tonino Solarino, che avevamo già attentamente analizzato.
Apprezziamo il pensiero di Tonino Solarino, pur non condividendolo sempre, ma nell’attuale situazione dobbiamo maggiormente ammetterne la profondità di pensiero.
Questo il suo post:
L’elezione del sindaco è importante per costruire il futuro della comunità e la campagna elettorale per Ragusa è già partita.
Speriamo che partire presto possa servire a darsi il tempo di elaborare “pensieri e progetti lunghi”.
Sono già una decina i candidati di cui si chiacchiera. Due hanno ufficializzato la candidatura. Non ho mai amato le logiche dei partiti quando tendono a mortificare ogni possibilità di profezia, contemporaneamente sono preoccupato per la frammentazione in atto: la politica è anche l’arte della sintesi!
La situazione è difficile. C’è tanta incertezza e disillusione. C’è un deserto da attraversare. La nostra città ha le potenzialità per attraversarlo se si riuscirà a favorire ampi spazi di partecipazione e a recuperare risorse che oggi sono marginali!
Ragusa ha un impellente bisogno di ripensare il suo modello di sviluppo e ha un drammatico bisogno di classe dirigente in tutti i settori. Di questi bisogni occorre farsi carico. Chi si propone alla guida della città ha la responsabilità di contribuire alla selezione di una classe dirigente competente e onesta dove l’esperienza dei “vecchi“ e la vitalità dei giovani trovino una virtuosa sintesi anziché l’opposizione di luoghi comuni. Occorrerà mettere insieme visione e buona gestione. Capacità di leadership e di management.
Ragusa non ha bisogno di un sindaco! HA BISOGNO DI SETTE SINDACI che esprimano i mondi vitali della città. Ha bisogno di una leadership condivisa con sei assessori (il numero previsto dalla legge) con lo spessore di un sindaco: con buona cultura, con esperienza amministrativa, con sensibilità valoriali comuni.
Quanto sarebbe “normale” poter conoscere l’orizzonte valoriale, la cultura politica di riferimento, le esperienze amministrative e gestionali pregresse dei prossimi candidati.
La confusione, la povertà culturale, l’improvvisazione hanno degradato la politica.
Ragusa ha bisogno di un sindaco con cui la maggioranza della città si possa identificare perché selezionato attraverso processi democratici dal basso: con i focus group, con le primarie aperte, con i sondaggi, con ogni strumento possibile che possa permettere a chi lo desidera e ha a cuore il comune bene di partecipare ad un discernimento collettivo.
Accanto agli assessori e al sindaco, dirigenti e consiglieri comunali all’altezza. C’è la necessità di un progetto che non escluda a priori i partiti, ma che li induca a mettersi in viaggio e a ritrovare la centralità democratica e progettuale che, nella vita della città, hanno, in gran parte, perduto!
Ragusa è piena di energie positive e di persone che si prendono cura dei bisogni degli altri ed esprime tante personalità interessanti.
I partiti, i movimenti, le liste civiche, le associazioni, la chiesa, ognuno con la sua specificità, si facciano carico di aiutare l’emersione della potenziale classe dirigente che questa città possiede.
Agli intellettuali, agli imprenditori, agli operatori sociali, a tutti coloro che hanno una storia professionale credibile è richiesta una grande generosità.
L’appello è a mettersi a disposizione nella prima, nella seconda o nella terza linea, senza anteporre le ambizioni personali all’ambizione del progetto.
Tra le lettere dei condannati a morte della Resistenza ce n’è una che mi auguro possa scuotere le nostre coscienze.
Un giovane ventenne, la sera prima di essere fucilato dai nazisti, scrive ai genitori: “tutto questo avviene perché voi un giorno non avete più voluto saperne di politica”.
Disinteressarsi della politica è un comportamento stupido ( i greci, al politico che si occupa del tutto, opponevano l’idiota che si occupa solo dei suoi fatti privati) e ha come effetto solo quello di favorire i gruppi di interesse organizzati.
Costruire ciascuno un pezzo di bene comune è il percorso necessario e non più prorogabile!
