Particolarmente attiva la componente della Società per la mobilità alternativa, creata per concretizzare e sostenere l’importante iniziativa per l’infrastruttura che si ritiene essenziale per un nuovo sviluppo della città.
Alla presenza del sindaco, Federico Piccitto, e dei tecnici dell’ente di palazzo dell’Aquila, ing. Michele Scarpulla e ing. Giuseppe Corallo, si è fatto il punto sulla situazione e sono emerse alcune importanti indicazioni.
Significativo l’entusiasmo della gente che ha partecipato in modo significativo all’appuntamento, per conoscere più da vicino quella che sarà un’opportunità da sfruttare al meglio sul fronte della mobilità alternativa.
Illustrato il progetto che punta su cinque stazioni programmate, Ibla che sarà collegata al Giardino ibleo attraverso una funivia, quella che esce a mezza costa in zona Carmine, la stazione di piazza del Popolo, di viale Colajanni all’angolo con via Torricelli e di Cisternazzi, all’altezza con il nuovo ospedale.
C’è anche la fermata di Donnafugata dove, però, non c’è alcunché da fare in quanto non sono previste opere.
Sono cinque più una le stazioni che punteggeranno la metropolitana di superficie. In un certo qual senso ancora insufficienti. Ma intanto, visto che il progetto per la realizzazione dell’importante infrastruttura è stato finanziato con 18 milioni di euro dal governo nazionale, si comincerà a concretizzarlo e poi, eventualmente, strada facendo, si creeranno altre fermate tra quelle che appaiono indispensabili, vale a dire in zona via Paestum e in zona Asi.
Su questo progetto iniziale si aggiungono le difficoltà e le lungaggini dell’iter burocratico, nonché i ‘sogni’ che, riteniamo siano più pericolosi della burocrazia.
E’ indispensabile che ci si concentri sul progetto generale, parlare sin da ora di ampliamenti del progetto sembra azzardato.
Occorre cogliere il momento favorevole, approfittando dell’attuale amministrazione che, concretamente, ha abbracciato la causa e la sta portando avanti, ma non si può tirare troppo la corda, non dipendendo l’esito del progetto solo dall’amministrazione locale.
Nel comunicato, per esempio si parla di sottopassi e cavalcavia e il pensiero non può non andare all’incapacità e alla inefficienza di tante amministrazioni del passato che non sono riuscite a concretizzare nemmeno il collegamento, sopra o sotto i binari, fra via Archimede e la zona di via Dante /Stazione.
Già il progetto attuale comprende realizzazioni che, per come siamo stati abituati a valutare, sono solo da libro dei sogni.
La progettazione di queste cinque stazioni dovrebbe essere a carico di Rfi, mentre l’ente di palazzo dell’Aquila dovrebbe occuparsi, sul piano progettuale, della realizzazione della funivia a Ibla, dell’ascensore inclinato che dalla stazione del Carmine condurrà sino alla piazza omonima e dell’ascensore verticale che, invece, collegherà la stessa stazione con Largo San Paolo.
Ma sarebbe opportuno valutare i costi relativi prima di spingersi oltre, senza dire che si dovrebbero cnoscere tempi certi per la firma della convenzione fra Comune e Rfi.
Un altro argomento trattato ha riguardato lo scalo merci di piazza Stazione, un’area di 15mila metri quadrati che Rfi ha messo in vendita a meno di un milione di euro e che il Comune potrebbe acquistare in considerazione del fatto che si tratta di un’area che sorge al centro della città con destinazione verde pubblico.
Qui, tra l’altro, si potrebbe realizzare una fermata degli autobus, un punto di bike sharing e, più in generale, una zona di scambio per la mobilità alternativa.
Il Presidente della Società, Franco Cilia, ha evidenziato quella che ci appare come una inderogabile necessità, quella di un adeguato processo di informazione e formazione sull’utilità di questa importante infrastruttura che attraversa importanti quartieri della città e potrebbe favorire la mobilità.
Ma occorre anche iniziare a progettare un nuovo sistema di trasporto urbano, senza il quale la metropolitana di superficie resterà alla stregua di un trenino elettrico o, nella migliore delle ipotesi, di un trenino turistico.
Ricordiamo che siamo nella città dove si sono costruiti ben tre parcheggi pluripiano dei quali solo uno si riempie parzialmente solo nelle ore mattutine, mentre al di fuori la gente evita di parcheggiare anche nelle aree di sosta a pagamento, intasando viuzze e marciapiedi.
