Ecco perché il PD è ai minimi termini

Non è bastato l’indiscusso consenso nei confronti del candidato 5 Stelle alla Presidenza della Regione Siciliana, espresso dai cittadini di Ragusa, indiretto riconoscimento al buon lavoro dell’amministrazione Piccitto, non basta che il Movimento 5 Stelle sia il primo partito in città, non basta che ci siano state da quattro anni, senza soluzione di continuità, critiche all’amministrazione per ogni problematica e ogni emergenza, anche derivante da manchevolezze del passato o a situazioni emergenziali come il maltempo che si è abbattuto, con la ormai abituale violenza degli ultimi tempi sul territorio ragusano.
Nulla impedisce ai singoli consiglieri di continuare nella strategia della tensione attraverso l’irriducibile opposizione diretta al sindaco e all’amministrazione, ma, almeno un partito come il PD eviti di permettere che le farneticanti accuse al primo cittadino e all’amministrazione vengano diffuse con intestazione del partito, per evitare che anche il PD venga coinvolto in queste che, ormai, definire farse è poco.

Piove con inaudita violenza, le cosiddette ‘bombe d’acqua, un fenomeno meteorologico nuovo e inaspettato, strade di campagna, non la via principale della città o l’arteria di collegamento con l’aeroporto, vengono invase dai detriti che debordano dai terreni circostanti, un fenomeno quasi abituale nelle campagne, e Mario Chiavola si incatena alla tastiera del computer, come un novello Vittorio Alfieri, per scaricare ogni sorta di critica sul l’amministrazione guidata dal sindaco PIccitto.
La frazione rurale di San Giacomo è rimasta isolata da Ragusa a causa del violento acquazzone di oggi, il problema si ripete, ma la giunta non fa niente per risolverlo.
Sarebbero stati i privati, con i loro trattori, a liberare la sede stradale dai detriti.
L’arteria che collega la frazione al capoluogo è sì di competenza del Comune, dopo che la stessa è stata passata dalla provincia regionale, ma Chiavola sa che né la provincia prima provvedeva, come pure il governo regionale Crocetta, nelle file del cui movimento – iL Megafono di Crocetta – Chiavola fu eletto al consiglio comunale, non ha dotato i Comuni dei fondi necessari per il mantenimento delle strade.
Non si è trattato di una semplice grandinata con allerta meteo gialla ma di un vento atmosferico che per l’enorme quantità di acqua piovuta dal cielo si è trasformato in una vera e propria emergenza.
C’è gente che resta isolata per giorni, strade bloccate per ore, e Chiavola pretende che a san Giacomo funzioni un presidio permanente di protezione civile che metta tutto subito a posto, anche se dopo qualche ora il fenomeno si ripete e riporta tutto come prima.
Piuttosto ci uniamo all’appello di Chiavola e chiediamo anche noi all’amministrazione di verificare che i muri di contenimento e di perimetrazione dei terreni siano regolarmente posati e che si verifichino le aperture sulla sede stradale, attraverso cui, spesso, si incanalano le acque sulla sede stradale, perché che quest’ultima sia invasa da tale quantità di detriti ci sembra alquanto atipico.
Non vorremmo che andasse a finire come per l’inquinamento delle falde acquifere provocato dai liquami delle stalle, argomento insabbiato per non ‘disturbare’ gli agricoltori restii a mettersi in regola con le norme ambientali.

Anche la consigliera Nicita non trova di meglio che addebitare all’incapacità dell’amministrazione i disagi in centro città.
Saltano i tombini, le caditoie sono ostruite, i soliti problemi in via Archimede, all’incrocio dei pompieri, con la maestosa fontana di acqua che fuoriesce dal tombino centrale e alla Sacra Famiglia, con il conseguente allagamento della sede stradale.
“Ancora una volta città in ginocchio a causa della pioggia e, ancora una volta, le zone critiche sono sempre le stesse.
A che cosa sono serviti gli allarmi lanciati in tutti questi anni? A niente visto che un’amministrazione incapace di sanare i problemi continua a rivelarsi tale. E oggi, se ce ne fosse di bisogno, continuiamo ad averne la prova provata”.
Queste le parole della Nicita, a proposito di una problematica che né l’attuale, né le passate amministrazioni, hanno saputo risolvere.
Ma verrebbe anche da rilevare come mai né la Nicita, né altri consiglieri comunali, abbiano provveduto a emendare il bilancio, spostando somme da altri capitoli per queste emergenze che vengono ricordate solo quando l’evento è in corso.
Comunque le frazioni sono in abbandono, la città è nel disastro, a nulla valgono gli allarmi, ma 12.000 ragusani sono soddisfatti dell’amministrazione a 5 Stelle, tanto da desiderarne una per la regione, e se ne fottono degli allagamenti assieme al 53 % di cittadini che nemmeno vanno a votare, evidentemente soddisfatti di come viene amministrata la città, tanto da non avere bisogno di correttivi.

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