Ammettiamo di avere sbagliato: abbiamo scritto, ieri, a proposito del passaggio al gruppo misto della consigliera Sigona, che, al tempo della sua sospensione da parte del Movimento 5 Stelle, seguita solo dalla richiesta di chiarimenti a difesa, che “qualche ‘professore’ dei grillini si sbilanciò anche nel dire che sarebbe uscito dall’aula quando avrebbe preso la parola la ‘fascista’”.
Abbiamo errato, perché a pronunciare la forma di protesta, poi non attuata, fu il democratico Chiavola, ex di destra.
Ce ne scusiamo con il professore, il consigliere Spadola, del Movimento 5 Stelle, che, a suo tempo inviò una mail per conto del Movimento 5 Stelle Ragusa.
Il comunicato esortava la Sigona a trarre le conseguenze delle sue scelte e a dimettersi da consigliere.
Si leggeva che la signora Gianna Sigona non era la benvenuta in Consiglio comunale e che l’accaduto era stato l’ovvio epilogo di una situazione divenuta insostenibile, che aveva messo i grillini in serio imbarazzo come cittadini, come rappresentanti di un’Istituzione ed infine come esponenti del Movimento 5 Stelle.
Si leggevano ancora una serie di amenità, come quella che “più e più volte avevamo provato a farle capire l’incompatibilità di certe posizioni ideologiche, di certi valori o meglio disvalori, con il ruolo politico, istituzionale, pubblico che si apprestava a ricoprire.”
Si parlava, ancora, di una signora giustamente espulsa dal Movimento, ma evidentemente, sia pure dopo anni di militanza pentastellata, i 5 Stelle di Ragusa non avevano ancora capito chi fossero e come fossero fatti i leader del Movimento che, come ampiamente verificato a Ragusa, sono usi a tollerare ogni tipo di intemperanza da parte di anonimi attivisti o presunti tali.
Era la mail dove si chiedeva alla signora Sigona di togliere il disturbo e dimettersi immediatamente da consigliere, nella speranza che qualcuno in Aula non avesse accarezzato l’idea di cooptarla, per non avere ancora tra i piedi simile elemento che, invece, dopo poco, fu nuovamente accolto, come se nulla fosse accaduto.
Appello che non fu seguito, al contrario i 5 Stelle dimenticarono presto e tutto fini a tarallucci a vino, e la signora fu di nuovo accolta normalmente come consigliere.
Tanto valeva non disturbarsi a scrivere e ad inviare la mail.
Sono stati i contenuti della mail, in fondo non molto dissimili dalle esternazioni di Chiavola, nella sostanza, ad indurci nell’ errore, d’altra parte…l’età c’è e la memoria comincia a mostrare un deficit fisiologico, ce ne scusiamo
