Anche con Musumeci il tradizionale mercato degli assessori

Come i colleghi candidati alla Presidenza della Regione Siciliana, anche Nello Musumeci si è ben guardato dall’indicare, preventivamente, i nomi degli assessori, ma nemmeno ha indicato quale sarebbe stata la distribuzione in base voti.
C’è una sorta di classica spartizione della torta, secondo principi e criteri vecchi, nonostante i proclami di autonomia decisionale.
Leggere, stasera l’apertura di livesicilia.it non è certo esaltante per gli ortodossi di destra, obbligati ad assistere a uno spettacolo di prima repubblica.
La storia e il prestigio personale di Musumeci indurrebbero ad essere cauti nel giudizio, ma da quello che si legge sulla pagina di un autorevole online palermitano è quasi d’obbligo dubitare.
Già la pretesa di Miccichè di nominare gli assessori dopo le votazioni per la Presidenza dell’Assemblea, da più parti data come notizia certa, lascia intendere il clima il clima da vecchia politica che si respira negli ambienti politici siciliani.
La base dell’esecutivo regionale si fonda sul vicepresidente e assessore al bilancio, Armao, sull’assessorato, ma non si sa quale, per Lagallla, sull’assessorato, dovrebbe essere quello alla cultura, per Sgarbi.
I primi due sembrano già inamovibili, per Sgarbi solo le certezze dell’interessato che non mette in dubbio gli accordi con il Presidente, successivi al ritiro della sua candidatura.
Anche Musumeci ha piazzato, preventivamente, la sua pedina, il suo fedelissimo, l’avv. Razza, esponente di destra, già assessore alla Provincia Regionale di Catania, che il Presidente vuole fermamente alla Sanità.
Per il resto il borsino degli assessori oscilla come il mercurio dei vecchi sincronizzatori che servivano per mettere a punto i carburatori doppio corpo di una volta.
Protagonista dei movimenti per gli assessorati Forza Italia che, anche per il numero di posti a disposizione catalizza l’attenzione: sempre nelle migliori tradizioni del partito, Miccichè pensa di sistemare, sempre secondo le indiscrezioni di livesicilia.it, i trombati eccellenti dell’ultima tornata elettorale.
Poco conta che l’elettorato ha scelto, valgono i desiderata dei vertici del partito, in barba a quello che decide la gente.
Ma la regola non vale sempre, perché, per esempio, la nomina del nostro Giovanni mauro non è molto quotata, anche se al partito potrebbe fare comodo un posto libero al Senato. per le prossime nazionali.
Poi si legge di cose strabilianti, come il recupero del settantenne coordinatore agrigentino del partito, un inno al rinnovamento e ai giovani.
Per il resto, i potenti delle varie aree geografiche della Sicilia, per i singoli partiti sono in prima fila per rivendicare posizioni personali o per i fedelissimi.
Ci aspiranti ‘raccomandati’ dall’ex Presidente Lombardo, politici che portano come curriculum l’assessorato con il governo Crocetta.
Poi c’è la questione che riguarda la coppia di partiti, Fratelli d’Italia e Lega, che avrebbe diritto ad un assessorato per il quale non si sono messi d’accordo: situazione difficile da dirimere perché Fdi ha già avuto un esponente nel listino ma Musumeci guarda, naturalmente, con più favore la nomina di un esponente di destra.
Uno sguardo agli eletti della nostra provincia non offre grandi speranze per vedere un ragusano assessore, il che dovrebbe suscitare non poche perplessità.
E’ chiaro che le quotazioni dei ragusani soffrono di fronte alle esigenze di province che hanno espresso più voti e che hanno esigenze maggiori di dare risposte sul Territorio, ma vedere un Giorgio Assenza, che non è alla prima esperienza a Palermo, concorrere solo per la carica di capogruppo o per la presidenza di una commissione non costituisce un bilancio esaltante per il nostro territorio che non è capace, nemmeno, di chiedere garanzie prima di offrirle ai candidati.
Un po’ la storia di Crocetta che da Ragusa fu sostenuto notevolmente, grazie a Nello Dipasquale che non fu per nulla ricompensato, nonostante la giostra dei 50 assessori animata dal gelese.
Anche Orazio Ragusa, pur se arrivato da poco in Forza Italia, può vantare anni di esperienza all’assemblea e potrebbe aspirare ad assessorati importanti.
Già si vocifera che potrebbero essere possibilità nella seconda parte della legislatura, particolar che può fare piacere per i nostri esponenti ma che la dice lunga sulle poche differenze che ci saranno con i governi precedenti, sempre alle prese con rimpasti quasi mai giustificabili, se non nel contesto di un becero mercato della politica

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