In tempo di candidature per la poltrona di sindaco, e considerate le prime autocandidature che non sembrano affatto il toccasana per la città, appelli come quelli del titolo sembrano rivolti a personaggi di buona volontà che volessero spendersi (ancora) per la città.
L’ultima trovata della consigliera Manuela Nicita non ci trova disponibili alla condivisione per tanti motivi: innanzitutto non è appropriato lo slogan “Se ti avanza una palla, mettila a disposizione del sindaco” perché proprio Piccitto ha dimostrato, abbondantemente, di avere palle a volontà.
Nonostante le reiterate richieste di dimissioni e i numerosi tentativi di attacco tramite TAR, Corte dei Conti e Assessorato agli Enti Locali, il sindaco non è stato nemmeno toccato dalle strategie di una opposizione incapace che non ha cavato un ragno dal buco per quattro anni e mezzo.
Fermo sulla sua poltrona, ha sempre raccolto la condivisione dei vertici 5 Stelle che lo hanno utilizzato anche come modello da esportare in altre città. Oltre a quanto di positivo fatto per la città, a iniziare dall’incontestabile riassetto finanziario, ha dimostrato di avere le palle contro tutte le contestazioni, anche interne: si è tenuto, fino alla fine, il fido Martorana, ha creato fenomeni assessoriali come quello della Campo, diventata onorevole, di Corallo, l’assessore da venti milioni di euro che ha illuso Cancelleri di poter illuminare tutta la Sicilia, di Iannucci, diventato il fenomeno della manifestazioni turistico culturali e dio dello spettacolo nelle piazze sempre stracolme di pubblico per le sue iniziative.
Ma, soprattutto, Piccitto ha mostrato di avere le palle per aver avuto a che fare, per quattro anni e mezzo, con il suo gruppo consiliare che non ha offerto mai grandi possibilità di una definizione esaustiva, quel famoso truppone che alcune autorevoli testate definivano malamente, secondo l’epiteto che avrebbe affibbiato loro lo stesso primo cittadino.
Un gruppo consiliare che ha fatto vedere di tutto e di più, che ha offerto spettacoli inenarrabili, un gruppo che, salvo pochissimi elementi, non ha dato nulla alla città, un manipolo di inesperti e incapaci che si sono ritrovati in consiglio, con lo sparuto consenso ottenuto, grazie alle strategie farneticanti degli avversari politici, che non hanno prodotto niente di importante per la città, salvo sbrigare piccole faccende per parenti, amici e datori di lavoro. Per il resto, il nulla assoluto.
Già avere a che fare con questi soggetti ha dato la caratura di Federico Piccitto.
Quanto alla questione degli addobbi natalizi, quella dell’albero di Marina di Ragusa è la trovata festiva della consigliera Manuela Nicita, rinata a nuova vita politica dopo l’uscita dal Laboratorio 2.0, la militanza nelle cui file, forse, tarpava le ali della sua smisurata creatività nel fare opposizione.
Non dobbiamo dimenticare che la Nicita fu eletta con i 5 Stelle, costituisce, quindi, la dimostrazione vivente dell’insipienza pentastellata ragusana che si è lasciata sfuggire i pezzi migliori del truppone, vedi la Nicita, vedi l’avv. Licitra, vedi tanti altri dissidenti, impegnato a trattenere elementi dei quali si sarebbe potuto, tranquillamente, fare a meno.
La questione degli addobbi per l’albero di Marina non ha consistenza, anche a Ragusa, ai tempi dell’illuminato assessore Corallo, fu posato un albero in piazza Poste, di fronte al palazzo comunale, e fu addobbato con le luci dopo molti giorni. E pensare che l’assessore Corallo di illuminazione pubblica se ne intendeva, figurarsi ora che manca la sua augusta presenza.
A primo giorno la Nicita ha inscenato l’iniziativa di protesta, efficace nella comunicazione verbale, ma che, come tante altre iniziative di opposizione, si spegnerà nel giro di poche ore, soprattutto dopo che l’albero sarà, comunque, addobbato.
Piuttosto, perché non ricordare all’amministrazione che si è in ritardo con il programma di Natale: città della provincia, come Comiso e Vittoria, hanno già presentato il cartellone delle iniziative per le festività natalizie, a Ragusa, nonostante la presenza di personale qualificato per le iniziative culturali ad alta valenza turistica, non c’è niente di pronto, come al solito si arriverà all’ultimo momento, senza nemmeno la possibilità di una adeguata promozione degli eventi.
Anche questo particolare rassegna la qualità di opposizioni, non solo quella della Nicita, che mostrano, ancora una volta, grossi limiti.
Impegnati in tutt’altro genere di questioni, sulle quali non hanno assolutamente nessuna influenza né potere, le opposizioni non si interessano dei programmi natalizi, non chiedono quali saranno le attrattive per un comparto che coinvolge turismo, cultura e sviluppo economico ma che vede i rispettivi settori immobili, vedi per le politiche del turismo, vedi per l’apertura del Museo del Costume, vedi per le iniziative che si sarebbero potute programmare per dare sostegno alle attività economiche.
E’ veramente opportuno chiedere alla città che chi ha le palle le tiri fuori, ma non per addobbare l’albero, piuttosto per invogliare la gente a candidarsi al consiglio comunale e poter vedere, finalmente, facce nuove e avulse dalla vecchia politica, fatta di schemi e strategie preordinate, condivise e improntate solo al mutuo soccorso fra le vecchie componenti politiche.
Quanto al Sindaco, forse, sarebbe meglio tenerci quello che abbiamo, visto quello che volteggia nel cielo.
