Ormai è solo tiro a segno: chi porterà a casa il peluche più grande ?

Le opposizioni hanno ormai perso il controllo delle proprie strategie: la calma mostrata dai pentastellati in occasione delle ultime regionali e i risultati di rilievo ottenuti nei confronti del candidato presidente e della lista hanno sconvolto gli avversari politici che intravedono, confessandolo, che, forse, non sarà poi così facile battere i 5 Stelle, togliere loro il governo della città, conquistare la poltrona di Palazzo dell’Aquila.
Questa non è, chiaramente la posizione dei due maggiori avversari, Forza Italia e il centro destra, e il Partito Democratico, che sono consapevoli delle loro forze e hanno intrapreso la campagna elettorale forti delle loro possibilità: soprattutto Forza Italia, e tutto il centro destra, dopo che in queste ore hanno sistemato la ‘pratica’ Miccichè, diventato nuovo Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, si apprestano ad azzerare i vertici per riorganizzare, con i leader più autorevoli, finalmente, il partito sul territorio e sfruttare l’onda montante che vede il l’area politica di destra in forte ascesa di consensi e di simpatizzanti.
Sono piuttosto le forze civiche locali, prive di consistenza numerica, a soffrire la riscoperta di un consenso mai sopito per i 5 Stelle, dopo che si erano illusi che rimandare a casa Piccitto e soci fosse opera da poco.
Oggi si riscopre, invece, che la consistenza dei pentastellati deriva da una linea politica consolidata, incarnata a Ragusa da Federico Piccitto con l’avallo dei vertici nazionali, che, difficilmente, potrà essere incrinata se non da forze di consistenza e carattere nazionale.
In pratica, a Ragusa, sarà un confronto fra Forza Italia, Movimento 5 Stelle e, per la presenza dell’autorevole leader locale, l’on.le Dipasquale, Partito Democratico.
Tutte le forze civiche, comparse che potranno essere protagoniste solo se responsabili attori della parte e del ruolo che potrà essere loro assegnata nel contesto della scenografia principale.
Ma di tutto questo non tutti hanno contezza, si continua a sparare sulle lattine e le bottigliette del tiro a segno, come nei migliori pomeriggi delle feste patronali.
Ieri è stato il PD protagonista della giornata al luna park con una conferenza stampa dedicata gli sprechi dei 5 Stelle per l’effimero, della quale ci occupiamo in altra parte del giornale.
Oggi è la consigliera Manuela Nicita che contesta le spese per le luminarie di Natale, in relazione al risultato ottenuto in città.
E’ l’occasione per l’ennesimo attacco alla giunta Picciotto, ma, come al solito non si riesce a portar a casa il peluche grande.
Per la Nicita, luminarie modeste che regalano solo un senso di tristezza diffuso, sembra un allestimento in economia ma sarebbero state spese circa 37 mila euro.
Poi le stesse considerazioni, assurde, che sono emerse anche nel corso della seduta di consiglio comunale, nello spazio dedicato alle comunicazioni: le più frequenti quelle sul ritardo con cui sarebbero state installate le luminarie che, secondo alcuni, e secondo una prassi inusuale di altre cittadine, dovrebbero essere sistemate già da novembre.
Assurdo! La tradizione vuole che i festeggiamenti per il Natale abbiano inizio per il giorno dell’Immacolata e fino alla Befana.
Ma a Ragusa la commedia è, ormai, risaputa: c’è sempre da lamentarsi, se si mettono prima, se si mettono dopo, se sono modeste, se sono esagerate, se si spende poco, se si spende molto, e poi le vie, quali che siano quelle scelte, c’è sempre qualcuno che si lamenta, cittadini, commercianti, un problema irrisolvibile che non troverà mai tutti d’accordo.
La storia è sempre la stessa: chi amministra è responsabile delle proprie azioni e degli atti amministrativi che promulga. Alle elezioni il giudizio, ma statene certi che nessuno voterà mai un amministratore giudicandolo per le luminarie di Natale.
Ma il pomeriggio al luna park si deve passare, allora spariamo, spesso senza mirare bene al bersaglio.

In particolare, la scelta delle vie è impossibile, perché, almeno secondo chi scrive, anche optando solo per le vie principali, (ma quali sono?) restano sempre fuori tante vie, con tanti commercianti che non sono figli di nessuno.
Va detto, comunque, che l’allestimento non è affatto modesto, in corso Italia, per esempio, per la prima volta si è riusciti a creare uno scenografico tetto di luci come non si era mai visto.
Piuttosto, invece di disquisire sul nulla, va rilevato che il senso diffuso di tristezza scaturisce dallo scarso movimento che c’è in città: chi scrive ha avuto modo di passare per il centro commerciale di Modicq nella mattinata di sabato e, già alle 10 del mattino, c’era un traffico da impazzire, con i parcheggi delle attività commerciali pieni.
La crisi imperante a Ragusa, che non può essere determinata esclusivamente da scelte sbagliate dell’amministrazione 5 Stelle, andrebbe affrontata diversamente, in primis da tutte le forze politiche, senza distinzione di sigle perché non è più tempo di convegni, caminetti e dibattiti da salotto, ma c’è da intervenire seriamente, perché la situazione è grave.
Ci sono settori del governo della città che esigono un ricambio immediato, lo sviluppo economico e il turismo sono allo sbando, la cultura è solo salotto o spettacoli di illusionismo come quelli delle mostre al Castello, non ci sono iniziative per vivacizzare la città, occorre dare una svolta, come ha avuto modo di esprimere il consigliere Maurizio Tumino, 6 mesi non sono molti ma possono servire per imprimere la svolta, il Sindaco, invece di essere bersagliato, deve essere aiutato perché, purtroppo, finora, le persone che dovevano costituire la spinta nei diversi settori, lo hanno costretto a spingere, continuando, però, a fare passerella tenendo, apparentemente, il volante in mano. Brumm, brumm, brumm !!!

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