Per i non credenti, i pervasi da superficialità politica, i rivali politici di Piccitto e i novizi della politica, è servito a raffreddare le fiamme della polemica e della contrapposizione personale il post sul profilo Instagram del vice presidente della Camera dei Deputati, nonché attuale responsabile politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio che diffonde la foto dell’incontro avuto, a Roma, con Federico Piccitto.
Mentre molti non si erano ancora ripresi dalle notizie giornalistiche e dalle riunioni del sabato precedente, per quelli che vi avevano partecipato, nonché non avevano messo a fuoco il dissenso emerso, nel gruppo consiliare pentastellato, nel corso della seduta di consiglio comunale, si attendevano conferme ufficiali dalle dichiarazioni che il Sindaco, come aveva fatto trapelare, avrebbe rilasciato al ritorno dalla missina romana per la metropolitana di superficie.
Gli ingenui attendevano conferme che i vertici rimani fossero a conoscenza delle scelte di Piccitto e delle sue indicazioni per il successore, non è che la foto dell’on.le Di Maio possa certificare il suo imprimatur sulle strategie di Piccitto, ma pensare che il Sindaco possa essere così leggero da agire senza avere le spalle coperte, abbondantemente, è da stolti come quelli che si sono avventurati in dichiarazioni più o meno ufficiali con esorbitante smania di protagonismo e buona dose di insipienza politica.
Già sopiti i bollori, ridimensionate le riserve su Iannucci, il solito canovaccio dell’apparente sollevazione contro Piccitto, per poi accucciarsi in un angolo, un po’ la riedizione della sollevazione contro Stefano Martorana che ha avuto gli esiti che sono sotto gli occhi di tutti, con il finale che, forse, l’assessore al bilancio uscirà da Palazzo dell’Aquila anche dopo il sindaco e, sicuramente, dopo tanti consiglieri comunali.
Magari non vi rientrerà, come invece faranno alcuni consiglieri e come auspicano tanti che attendono conferme in tal senso dai papabili nuovi amministratori, ma questa è ancora storia da scrivere.
Il Sindaco Piccitto, a margine della conferenza stampa di resoconto sulla missione romana per la metropolitana di superficie, nel corso della quale ha formato la relativa convenzione per il finanziamento, con la Presidenza del Consiglio, ha confermato, in risposta alle pressanti istanze di notizie sull’argomento, la propria intenzione di non ricandidarsi alla guida della città.
Ha ribadito di avere vissuto una esperienza umana esaltante, sotto tutti gli aspetti, ma intende riprendere il filo della sua vita privata.
Due gli obiettivi che si prefiggeva al momento dell’insediamento, quello di decentrare i contatti con il vertice comunale, di rendere il Comune più accessibile e comprensibile alla gente, farlo diventare la casa di tutti, uscire dal classico cliché del primo cittadino chiuso nella torre eburnea.
Altro obiettivo quello di dimostrare come il Movimento 5 Stelle fosse in grado di amministrare una città complessa, di ragguardevoli dimensioni amministrative.
Tante le problematiche affrontate sin dall’inizio, occorreva subito ricucire la città sotto l’aspetto sociale e urbanistico, il sindaco è convinto che sono stati ottenuti risultati importanti e di questo parlerà nel corso di appositi incontri che si stanno programmando per la fine della sindacatura.
Confermata l’indicazione del vicesindaco, Massimo iannucci, come suo successore alla candidatura di Sindaco della città, in una ottica di continuità, evidentemente strategia del Movimento, non sua scelta unilaterale, supportata dal fatto di essere stato chiamato a rappresentare, in altre realtà, l’espressione non personale ma di un modello politico che i vertici hanno voluto tutelare e valorizzare e che ora, con l’indicazione di Iannucci, viene messo in sicurezza, una indicazione dettata dalla logica del progetto politico (che molti, all’interno dello stesso Movimento, evidentemente, non hanno capito NdR).
Federico Piccitto ha confermato di aver ricevuto numerosi attestati di stima e di appelli a rivedere la decisione, ma ha voluto significare la sua distanza dall’identificare il Movimento con la persona.
Ha stemperato l’emozione del momento, non solo sua, scherzando sulla ipotesi che ci sarà stato qualcuno che ha brindato per la sua decisione, facendo riferimento a quelle opposizioni che lo hanno costantemnente attaccato, anche a livello personale, ma che hanno, nel contempo, inconsapevolmente, costituito la certificazione massima della valenza del lavoro svolto che è stato messo, costantemente sotto controllo, in ogni suo aspetto, senza che le stesse opposizioni abbiano potuto trovare elementi per dare sostegno alle proprie strategie di contrasto all’amministrazione.
Significativo il suo ringraziamento finale alla stampa dalla quale ha ricevuto il grande insegnamento che si può anche sbagliare, forse il più importante della sua quinquennale esperienza.
