di Cesare Pluchino
Appena si percepisce un flebile segnale di una pace, magari virtuale, il fuoco delle rivalità divampa improvviso
Non è che si potesse credere che tensioni, rivalità e contrapposizioni all’interno del Partito Democratico ragusano fossero di colpo svanite. Si è pensato che le menti pensanti del partito avessero trovato la quadra di una situazione inestricabile e l’elezione del Presidente provinciale, dopo l’annullamento della prima elezione da parte dei vertici regionali, poteva costituire la pietra miliare di un nuovo corso dei democratici iblei, necessario per recuperare una condizione che oscillava dal paradossale al farsesco.
Più volte si era evitato di calcare la mano su fatti e dichiarazioni, anche non ufficiali, per rispetto delle persone, ma soprattutto di quelle impegnate a dirimere le varie contrapposizioni per il bene del partito.
Per lo stesso motivo ci si asteneva dal criticare i vertici provinciali che, innegabilmente, con il loro silenzio e la poca visibilità del ruolo, accrescevano la stranezza di una situazione incomprensibile.
C’erano stati, nei giorni scorsi, le note del secondo e del terzo circolo di Ragusa in ordine alla nomina dei delegati per l’elezione del segretario cittadino, secondo le regole approvate durante l’ultima assemblea provinciale di federazione, quella in cui si votò anche per il Presidente.
L’assemblea degli iscritti del Secondo Circolo del Partito Democratico della città di Ragusa si era riunita, presso la sede di via Cairoli, per procedere all’elezione dei rappresentanti del Circolo all’Assemblea Comunale del Partito democratico di Ragusa. Una riunione con una presenza numerosa di tesserati accorsi per discutere, confrontarsi e votare l’importante Lista che dovrebbe segnare, secondo gli intendimenti, l’inizio di un percorso che porterà, per la prima volta, alla nascita di un organismo che rilancerà l’impegno politico del Pd e farà sintesi dell’attività svolta dai Circoli nella città di Ragusa.
Un passaggio statutario, come evidenziato dal senatore Gianni Battaglia, necessario per creare sempre più occasioni di confronto, fondamentale per consentire al Partito di riacquisire una centralità nel dibattito politico, ormai da diversi anni perduta.
Anche l’assemblea degli iscritti del circolo Rinascita democratica del Pd di Ragusa si è riunita per votare i 53 delegati, che si aggiungono ai 14 componenti di diritto che esprime il terzo circolo cittadino, passo propedeutico, come sottolineato, per la costituzione dell’Unione comunale con il fine di costruire a Ragusa un Partito Democratico autorevole ed unito nel proprio gruppo dirigente.
Dalle indiscrezioni avute in sede di assemblea provinciale e constatata l’assenza dei rappresentanti del primo circolo, si propendeva una situazione ormai consolidata attorno al mancato tesseramento degli iscritti del circolo ‘Pippo Tumino’, che si pensava, restassero defilati in attesa delle eventuali decisioni regionali e nazionali del partito, ancorché fisiologicamente lentissime nell’essere definite.
Arriva, invece, la nota del primo circolo, il ‘Pippo Tumino’ di Ragusa, a firma del segretario Gianni Lauretta che informa dell’avvenuta riunione che avrebbe completato gli adempimenti previsti dal regolamento dell’unione comunale, con l’elezione dei delegati di circolo che faranno parte dell’assemblea dell’organismo in questione.
Lauretta parla, specificatamente, di “notevole affluenza di iscritti e di ampio dibattito che ne è scaturito… con unanime convergenza nell’azione politica da espletare in ambito cittadino”.
Non si è avuto nemmeno il tempo di sincerarsi di come stanno le cose che arriva il comunicato del Presidente della Commissione Provinciale di Garanzia della Federazione di Ragusa del Partito Democratico, l’avv. Gaetano Barone, che recita testualmente:
“Il Presidente della Commissione Provinciale di garanzia della Federazione di Ragusa del Partito Democratico, in relazione alle notizie di stampa, apparse in data 5 giugno 2015, relative alla elezione dei delegati alla Assemblea dell’Unione Comunale di Ragusa, da parte del Circolo ‘’Pippo Tumino’’, è costretto a precisare quanto segue:
1.Per effetto della mancata presentazione degli elenchi anagrafici e delle matrici delle tessere per l’anno 2014 da parte del Circolo ‘’Pippo Tumino’’ di Ragusa, la Commissione di Garanzia è costretta, suo malgrado, a certificare che gli iscritti erano solo due, i quali avevano utilizzato il sistema di iscrizione on-line presso la segreteria nazionale.
2.Siffatta omissione, della quale la Commissione non poteva valutare la consapevolezza o meno, ha determinato, come effetto ineludibile, l’impossibilità di certificare l’esistenza di altri iscritti al medesimo circolo.
3.La mancata superiore certificazione, ai sensi dell’art. 5 del regolamento dell’Unione Comunale di Ragusa, non consente di attribuire al Circolo ‘’Pippo Tumino’’ di Ragusa alcun delegato elettivo all’Assemblea dell’Unione Comunale
Pur comprendendo quali possano essere le strategie dei responsabili del primo circolo cittadino, sicuramente afferenti alle possibili eventuali decisioni di organismi regionali e nazionali del partito, non ci si può esimere dal considerare l’autorevolezza del parere espresso dall’avv. Barone che, in ogni caso, anche per le sue indiscutibili eccelse competenze in materia, costituisce un punto fermo della questione.
Per gli stessi motivi, ogni eventuale diversa decisione di organismi superiore del Partito costituirebbe una palese violazione delle norme e delle regole interne, cosa che trascinerebbe, come avvenuto in altre occasioni, il partito, nella farsa e nella commedia.
Unica soluzione, forse, allertare i pompieri per spegnere, definitivamente, il fuoco delle polemiche.
