di redazione
Legambiente protagonista al convegno nazionale, la selva di pennelli illegali sulle coste ragusane sempre più un caso nazionale
Importante riconoscimento all’impegno delle Associazioni ambientaliste iblee per la salvaguardia della fascia costiera.
“Cattiva programmazione del territorio, spreco di risorse pubbliche ed illegalità. Il caso delle spiagge di Montalbano e l’impegno di Legambiente”, è questo il titolo della comunicazione svolta dal Gruppo intercircoli di Legambiente, venerdì 5 Giugno, nell’ambito di un Convegno scientifico nazionale tenutosi a San Benedetto del Tronto, che vedeva tra gli organizzatori il Ministero dell’Ambiente ed alcuni tra gli enti e le associazioni più rappresentativi in Italia sull’argomento: il Gruppo Nazionale di Ricerca sull’Ambiente Costiero (GNRAC), Legambiente Nazionale, l’Università di Camerino, il Consiglio Nazionale dei Geologi, ecc.
L’iniziativa, incentrata sullo studio dell’erosione costiera, delle sue dinamiche e degli interventi attuabili per limitarla, ha visto la partecipazione di diversi esperti del settore, che con i loro interventi hanno delineato un quadro puntuale della situazione in Italia, sia dal punto di vista prettamente tecnico che da quello ambientale e socioeconomico.
Significativo l’apporto dato alla giornata da Legambiente che, oltre ad esporre il ‘Caso Ragusa’, ha coordinato la specifica sessione sui casi studio in diverse parti d’Italia con il moderatore Giorgio Zampetti, responsabile scientifico nazionale dell’Associazione.
Legambiente ha infatti di recente presentato un Dossier nazionale dal titolo “Spiagge indifese, dati e storie dell’erosione costiera”, che mostra come oltre il 42% delle spiagge italiane sia minacciato da opere a mare inutili e sbagliate, urbanizzazione dei litorali e prelievo d’inerti nei fiumi: un dossier in cui il ‘caso Ragusa’ è stato uno degli elementi significativi.
“Tale Dossier è stato più volte citato dai relatori del Convegno, cosa che dimostra come il concetto di ambientalismo scientifico portato avanti dalla nostra Associazione sia una necessità per la società civile”, ha commentato a margine dell’incontro il Presidente del Circolo Legambiente “Il Carrubo” di Ragusa Antonino Duchi.
Molto apprezzata la relazione del gruppo intercircoli ibleo, esposta da Antonino Duchi ed elaborata dallo stesso, insieme alla Presidentessa di Legambiente Sikelion Natalia Carpanzano: dopo aver effettuato un rassegna sui progetti in corso di realizzazione sul litorale ragusano, il relatore del Cigno Verde ha affrontato in particolare gli aspetti legati alle violazioni del Piano Paesaggistico della provincia di Ragusa, con i nulla-osta non conformi alle indicazioni del piano rilasciati dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Ragusa, nonché la lacune del Piano di Assesto Idrogeologico Coste della Regione Sicilia, evidenziando le iniziative avviate dai Circoli di Legambiente sul territorio per cercare di fermare l’ennesimo scempio.
Già da tempo, infatti, si è costituito il Gruppo di lavoro intercircoli ibleo, che sta mano a mano analizzando i progetti programmati in provincia ed è intervenuto con iniziative quali: presentazione di osservazioni all’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente, esposti, realizzazione di momenti pubblici informativi, realizzazione di videoinchieste, ‘blitz’ e momenti di ‘escursionismo attivo’ lungo le nostre coste.
