di Vilnius Nastavnic
Una partita che si gioca dal centro alla periferia, molti arriveranno stanchi alla meta
Gli esiti delle lezioni, dei sondaggi e delle proiezioni danno in pole position Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. Soprattutto da noi, in Sicilia, non si intravedono formazioni in grado di disturbare la partita delle attuali e delle prossime elezioni
Per questo motivo le ‘attenzioni’ dei protagonisti in campo sono reciproche e influenzano situazioni apparentemente distanti, come le trivellazioni o le autocelebrazioni per le riduzioni degli emolumenti e delle indennità.
Inondano, in questo momento, le caselle di posta elettronica gli scambi di vedute fra Crocetta e i leader siciliani del Movimento 5 Stelle, accompagnati dai comunicati di personaggi di secondo piano a sostegno dl Presidente della Regione: tutto nasce dalle dichiarazioni di Crocetta che hanno bollato come demagogia l’iniziativa di finanziare la realizzazione della strada che permetterà ai siciliani di spostarsi più velocemente e più comodamente dalla Sicilia orientale a quella occidentale, evitandogli di inerpicarsi sulle montagne di Polizzi, per di più con fondi derivanti dalla riduzione delle indennità di carica dei pentastellati.
Come quando, nei giorni scorsi, una visita del vice presidente della Camera, Luigi Dimaio, e qualche dichiarazione di rito, sono bastate per scatenare la reazione di un onorevole Nello Di Pasquale che era silente da due anni sulla contrapposizione tra vecchio e nuovo a Ragusa.
Avevamo anche giustificato la reazione con i numerosi attacchi che DiPasquale ha subito nei ventitrè mesi di amministrazione grillina, spesso immeritatamente e in funzione solo propagandistica e strumentale per una facile conclusione che ogni difficolta ragusana deriverebbe, ancora dopo due anni, dalla scellerata ultima amministrazione a Palazzo dell’Aquila.
Discussioni e diatribe che hanno stancato la gente che, a suo tempo, evidentemente, aveva votato Piccitto perché insoddisfatta del gruppo aveva amministrato la città.
Nella fantasmagoria di esternazioni si era inserito, da ultimo, il gruppo dei grillini dissidenti, il metup RagusAttiva 5 Stelle, che si scaglia contro il parlamentare ragusano, reo di aver criticato le parole di Di Maio che additava la giunta grillina di Ragusa come ‘’esempio per l’intera nazione’’
Il timore, evidentemente assai vivo, di un suo ritorno sulla scena politica cittadina, ‘’per cercare di riprendersi la città’’ fa dire ai grillini dissidenti che si tratta di fatti con ‘’rilievo di igiene politica e di moralità civica’’ che consiglierebbero di tacere, per sempre, su questioni di ordine politico, avendo cura di ricordare che ‘’l’operazione trasformistica, che fu messa in atto, causò in modo determinante la rovinosa sconfitta del suo delfino, pertanto l’onorevole rifletta bene poiché la Città ricorda e non dimentica.’’
Preoccupazioni e timori eccessivi di chi, evidentemente, non ritiene il successo del Movimento 5 Stelle fondato su solide basi e supportato da una azione amministrativa che, in ogni caso, non dovrebbe richiamare ripensamenti e nuovi cambi di orientamento.
In definitiva, una inspiegabile malcelata paura di un ritorno al passato che dovrebbe essere naturalmente escluso dalle mirabilie della gestione amministrativa pentastellata. Uno scoprirsi ampiamente criticabile, valutando che la mossa, che si può giudicare avventata e strategicamente di poca competenza politica, viene da un gruppo che non sarebbe riconosciuto dal Movimento 5 Stelle, secondo i consiglieri comunali del Movimento, peraltro assente agli incontri con Di Maio e con altri leader del Movimento, in questi giorni in città.
Un gruppo, quello dissidente, che, in pratica, non è considerato dai grillini ufficiali ma che ottiene visibilità e acquisisce importanza per le inspiegabili attenzioni che gli vengono dedicate dall’on.le DiPasquale, evidentemente ‘schiffariatu’ in questa fase di pausa dell’attività parlamentare palermitana, a tal punto da riservare tempo e considerazioni per il metup che altri giudicano ‘inesistente’.
Nello Di Pasquale ribadisce, con forza, che “non starà mai zitto, soprattutto quando c’è da dar voce alla verità” e lo farà, legittimamente, sulla base dell’inattaccabile consenso elettorale ricevuto ed del mandato elettorale affidatogli.
Costretto a parlare perché non ha intravisto il cambiamento proclamato ma non praticato, l’onorevole mostra di non percepire la distanza che separa gli amministratori e la maggioranza consiliare dal gruppo dissidente che, non si sa a quale titolo, prende le difese di DiMaio e della Giunta Piccitto, possibilmente senza essere nemmeno considerato.
Ripercorrendo rilievi ed eccezioni sollevati in conferenza stampa, Di Pasquale non può che rilevare assenza di risposte, offrendo la più totale disponibilità a qualsiasi tipo di confronto diretto.
E in chiusura, come tutti i salmi finiscono in gloria, accanto alle ultime considerazioni sulla qualità dell’amministrazione locale, messa a confronto con quelle del passato, è inevitabile per il fedelissimo di Crocetta portare la polemica sul prossimo ballottaggio di Gela ed evidenziare l’alleanza, ancorché sotto traccia, del Movimento 5 Stelle con il centro destra, richiamo nel quale si scopre il nervo scoperto dei crocettiani, preoccupandosi Di Pasquale solo di Gela e non, per esempio, di Enna, dove, evidentemente, la sorte di Crisafulli non sta a cuore come quella di Fasulo.
