Occorre uscire dall’equivoco e distinguere i ruoli fra assessori e dirigenti

di redazione
La città è stanca di sentir parlare di TAR, di anticorruzione, di irregolarità, di procedure illegali

Più volte, a qualche consigliere comunale, è scappata di bocca la frase – ‘’questa  volta se ne vanno a casa’’ – all’indirizzo della Giunta che amministra la città.
Di certo, ci sono state incertezze, lentezze nell’azione amministrativa, indecisioni e scarse competenze di qualche assessore, tutte cose che, in un ordine normale delle cose, avrebbero dovuto far gioire le opposizioni, perché determinanti del futuro politico degli amministratori.
Invece, la sberla elettorale che consegnò al Sindaco del Movimento 5 Stelle Palazzo dell’Aquila e la città, condita dal ‘regalo’ della maggioranza consiliare, ha offuscato alquanto le menti di molti dei consiglieri di minoranza che, in questi primi due anni, hanno dato vita ad una opposizione giudicata, da molti, poco produttiva e poco costruttiva, dedicata, per buona parte alla segnalazioni di rilievi e irregolarità che non hanno trovato riscontro tale da determinare scossoni nella vita amministrativa del Comune.
In particolare nessun organo di controllo, nessuna autorità preposta, né l’anticorruzione, l’assessorato agli enti locali o il Tar hanno dato segnali inequivocabili che a Ragusa regnassero l’illegalità e una totale irregolarità negli atti amministrativi.
Si è passati, allora, lentamente, ad un cambio di strategia, con il riconoscimento di qualche provvedimento, l’apprezzamento per il riscontro alla segnalazione, la fotografia celebrativa di un’opposizione non belligerante ma collaborativa. Come nel caso più attuale, segnalato dal consigliere Elisa Marino che ha diffuso un comunicato di pieno riconoscimento per un  Comune che ‘’quando vuole sa fornire risposte efficaci’’
L’occasione è stata data dal ripristino della ringhiera di via Mongibello, che risultava dissaldata e ormai caduta nel terreno adiacente, struttura protettiva per i passanti che è stata, dopo la segnalazione della Marino, tempestivamente riparata e regolarmente installata

Ma gli estremisti dell’opposizione cieca non hanno riposto le armi, forse convinti che, prima o dopo, ‘’ci scappa il morto’’, politicamente parlando, senza neanche tenere in conto, nonostante la lunga esperienza, che, ove l’attuale amministrazione andasse a casa, il futuro per la città sarebbe quanto mai nebuloso per il clima politico indecifrabile, senza riferimenti precisi, con partiti storici sulla via del tramonto definitivo e un panorama tutto ancora da definire.
Ecco allora le consigliere Migliore e Nicita che riprendono, forse in occasione della pubblicazione di una sentenza del TAR, la questione, già sollevata in aula, durante una seduta del consiglio comunale, della gara per il servizio idrico.
Come aveva specificato in aula lo stesso assessore al ramo, Corallo, e come si può evincere dal comunicato delle consigliere del gruppo UDC o Laboratorio 2.0, il TAR ha rilevato, principalmente, l’anomalia dell’offerta che provoca l’annullamento dell’affidamento e la condanna al pagamento delle spese processuali per la cooperativa ricorrente da addebitare al Comune.
Nel comunicato le consigliere si approfondano in una disamina su eventuali risarcimenti dovuti alla cooperativa Concordia, prima affidataria della gara, sul nuovo affidamento alla seconda cooperativa classificata, con relative somme impegnate di cui nemmeno la Migliore e la Nicita sanno dare spiegazioni, sui costi del servizio che, per i fatti in oggetto, lieviterebbe da 139 mila euro a 279 mila, anche in questo caso senza plausibili spiegazioni.
La conclusione è quella tipica di questo tipo di opposizione che platealmente, per un malcelato effetto mediatico dagli esiti dubbi sulla collettività, chiede le dimissioni dell’assessore.
Queste opinabili strategie di opposizione, che non mettono in dubbio le volontà di contrasto politico di alcuni consiglieri e le capacità di fare opposizione, sia pure con risultati tutti da verificare, pongono, per gli stessi contenuti dei rilievi, seri interrogativi.
Sono gli stessi consiglieri che, con l’abbondanza di particolari sulla gara mettono in evidenza il ruolo dei dirigenti e degli uffici per questo tipo di procedimenti. Anzi, nello specifico, il ruolo dell’assessore non solo non è previsto ma un suo intervento sulla materia può essere considerato ‘turbativa d’asta’.
Sembra evidente che le procedure di gara, preliminari e finali, siano di competenza dei dirigenti, peraltro ricompensati, per quello che si dice, con stipendi adeguati. I rilievi del TAR restano squisitamente di carattere amministrativo, non si vede quale possa essere il ruolo dell’assessore o della politica.
Piuttosto, in questa, come in tante altre occasioni, si intravede nella strategia dei consiglieri di opposizione una attenta esclusione del ruolo del dirigente che, spesso, invece, risulta centrale e determinante.
Servirebbe avere contezza del perché c’è il facile attacco all’assessore di turno, perché si evita di tirare in ballo i dirigenti, perché, troppo spesso, per molti servizi del comune, girano sempre gli stessi nomi, perché non si auspica un reale cambiamento con ditte e maestranze specializzate che diano nuovo impulso, adeguato ai tempi, al comparto dei servizi comunali.

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