di redazione
Gli ambientalisti per una riqualificazione naturalistica dei siti, in ossequio alle normative di legge, e con il fine, ormai inderogabile di eliminare i fabbricati abusivi non sanabili per ripristinare la legalità.
Richiesto alla Regione l’invio di un Commissario ad acta per mancata emissione dei provvedimenti repressivi e sanzionatori in materia di abusivismo edilizio
Continua l’azione di protesta dell’Associazione Passo Marinaro, in difesa dell’omonima contrada e di quella limitrofa di Branco Piccolo, che vede il sostegno anche dei consiglieri comunali Sonia Migliore e Manuela Nicita con il Laboratorio politico culturale 2.0
Anche nella mattinata di domenica 21 giugno, il sit-in di protesta a Passo Marinaro, con la presenza delle due consigliere comunali che sono impegnate per portare avanti, all’attenzione dell’opinione pubblica, le criticità che, da troppo tempo, affliggono quei territori e quegli abitanti.
La protesta, come è stato più volte ribadito verrà interrotta solo quando l’Amministrazione comunale non risolverà tutte le questioni messe in evidenza da quei cittadini.
Ma non sono solo le due esponenti politiche a farsi carico della situazione delle due contrade: anche il Circolo ‘Il Carrubo’ di Legambiente Ragusa, ancor prima delle due consigliere, ha attenzionato la delicata vicenda che coinvolge aree di grande interesse naturalistico, afflitte, purtroppo, dalla presenza di numerosi agglomerati abusivi.
Entrambi i protagonisti di questa campagna di interesse sui siti sembrano mossi dall’esigenza di una riqualificazione che, però, alla luce delle precisazioni, sembra di carattere urbanistico per la Migliore e la Nicita, mentre gli ambientalisti esigono solo una riqualificazione naturalistica che si potrà ottenere solo con il pieno ripristino della legalità. Entrambi sono accomunati dalla sollecitazione nei confronti dell’amministrazione comunale per un intervento concreto.
In una nota diffusa sull’argomento, il Circolo ‘Il Carrubo’ di Legambiente Ragusa evidenzia come la vicenda degli agglomerati abusivi sulla costa iblea sta assumendo aspetti paradossali perché infarcita di inesattezze, a volte in buona fede ma, spesso, da parte di diversi esponenti politici, di autentica mala fede tesa solo a procurarsi futuri vantaggi elettorali. Per questo, viene ritenuto opportuno fare chiarezza sull’argomento: nell’area SIC, che a Passo Marinaro arriva a 220 metri dalla battigia, si possono fare solo interventi di tutela della dune mobili embrionali.
Nell’area ricadente in zona 3 del piano paesaggistico, che riguarda tutta l’area di Passo Marinaro, si possono fare solo interventi di tutela, conservazione del patrimonio naturale, rinaturalizzazione: niente parcheggi, campi di calcetto, né tanto meno varianti al PRG.
Infine, nei primi 150 metri dalla battigia ogni edifico è abusivo, non sanabile, per cui va abbattuto come previsto da norme nazionali, regionali, sentenze della magistratura, pareri della soprintendenza.
In questo ultimo caso rientrano per intero Branco Piccolo e parte di Punta Braccetto e Passo Marinaro.
Secondo Legambiente Ragusa, da oltre 20 anni, l’illegalità domina nell’intera area e ciò impedisce quella valorizzazione che tanti oggi invocano.
Perché prima di avviare ogni intervento di riqualificazione naturalistica occorre ripristinare la legalità a partire dall’abbattimento di tutti quei fabbricati abusivi non sanabili.
Legalità che l’amministrazione comunale di Ragusa, a detta dei responsabili del Circolo, sembra non voler ristabilire, visto che finora, in due anni, non solo non è stata emessa alcuna ordinanza di demolizione, ma non sono neanche stati notificati ai proprietari i dinieghi di sanatoria.
E ciò, nonostante ripetuti interventi del Dipartimento Regionale dell’Urbanistica, citati in calce.
Di fronte all’inerzia rispetto alle diffide e agli inviti della Regione Sicilia, volti a risolvere una volta per tutte la piaga dell’abusivismo edilizio nelle aree di pregio, Legambiente si è vista costretta, ai sensi dell’art. 2 della L.R. n. 66 del 21 agosto 1984, a richiedere all’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana l’invio urgente di un commissario ad acta per mancata emissione dei provvedimenti repressivi e sanzionatori in materia di abusivismo edilizio; ciò affinché venga dato finalmente l’avvio alle procedure necessarie alla predisposizione delle proposte di delibera da sottoporre al Consiglio Comunale di Ragusa inerenti le opere edilizie abusive che risultano insanabili.
GLI INTERVENTI DEL DIPARTIMENTO REGIONALE ALL’URBANISTICA
nota n. 11753 del 30/5/2013 – Impone ai comuni siciliani, e tra questi il comune di Ragusa, ad emettere entro il settembre 2013 provvedimenti repressivi in materia di abusivismo edilizio;
circolare n. 14055 del 3.7.2014 – I comuni, e quindi anche Ragusa, hanno l’obbligo di effettuare interventi repressivi riguardo gli abusi edilizi; l’opera abusiva non sanabile deve essere prioritariamente demolita;
circolare n. 3 del 28.5.2015 – Nei confronti dei proprietari che non eseguono l’ingiunzione di demolizione deve essere irrogata una sanzione da 2.000 a 20.000 €, mentre i responsabili della mancata o ritardata emanazione della sanzione sono soggetti a provvedimenti di natura disciplinare ed erariale, oltre che eventualmente di natura penale.
Di seguito, in immagine, il testo della richiesta di commissariamento inviata alla Regione:
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