di Cesare Pluchino
Attenzioni e polemiche, in aula consiliare e fra l’opinione pubblica, per una di quelle questioni per le quali è impossibile mettere tutti d’accordo
Comunicati a pioggia, per evidenziare il livello dell’interesse attorno alle strutture alberghiere in verde agricolo: dopo la sequela di interventi successivi all’approvazione dell’atto di indirizzo, la replica delle posizioni assume caratteristiche strumentali. Da una parte, i difensori delle misure che permettono la realizzazione delle strutture sembrano voler vantare il proprio impegno agli interessati, gli oppositori ne fanno argomento di contrapposizione politica, per ribadire principi e ideologie.
Nella sostanza, la misura, con tutti i condizionamenti e le restrizioni adottate, riservata solo a d una decina di richieste, o, meglio, manifestazioni di interesse, rischia di essere dedicata solo a due o tre strutture che riusciranno a definire i progetti, con buona pace dello sviluppo economico, dell’incremento dei flussi turistici, dei livelli occupazionali.
Troppa animosità nei comunicati, che tradiscono la contrapposizione politica, talora anche personale, quando scivolano non solo sulle trivellazioni ma, addirittura, anche, sugli ombrelloni di Randello.
Chi scrive rivolge grande rispetto alle politiche per l’ambiente, un ambientalista osservante ma non praticante, ma rifugge da posizioni rigide e ortodosse.
Basterebbe solo il particolare che le istanze ammesse sono state valutate una per una: solo a progetto realizzato si può eccepire se qualcosa non va, fermo restando il totale asservimento alle rigide regole imposte.
Il nostro territorio può vantare strutture ricettive di eccellenza, come l’Eremo della Giubiliana, dove alloggiò anche il Presidente della Repubblica, Ciampi, durante il suo breve soggiorno a Ragusa, che dovrebbero costituire modello di accoglienza.
Certo, se dopo, si aggiunge la piscina, l’acqua scivolo, il centro benessere, la sala convegni, la sala trattenimenti, per trasformare poi la struttura ricettiva in mini appartamenti, destinabili alla vendita, la questione è un’altra. I rimedi preventivi ci sono, le sanzioni successive anche, ma non si possono tarpare le ali alla ricettività alberghiera in nome di una ideologia che, ancorché supportata da sentenze e norme dello Stato, deve essere verificata nei fatti.
Non deve finire come per le ricerche petrolifere, dove Roma e Palermo producono leggi e accordi, espropriando gli enti locali e i territori di ogni possibilità di autodeterminazione, oppure come per la spiaggia di Randello, dove Forestale, Demanio, Capitaneria e Soprintendenza fanno a gara per dare autorizzazioni e poi si va a cercare l’anonimo sindaco o assessore del posto per fare giustizia.
A Roma, come a Palermo, come a Ragusa, è sempre questione di numeri: quando ambientalisti e movimenti affini nel pensiero riusciranno a portare a Roma, a Palermo e a Ragusa, propri rappresentanti, allora si potrà legiferare di conseguenza.
Numerosi i comunicati sull’argomento, che, in ogni caso, pubblichiamo, contestualmente, in forma integrale e singolarmente, nella nostra rubrica ambiente e turismo.
Argomentazioni diverse, non sempre cogenti, che inducono a delle semplici e brevi riflessioni: solita inspiegabile sovrapposizione di comunicati della forza politica di maggioranza, quella che dovrebbe avere le idee più chiare: due comunicati del Movimento 5 Stelle, affidati ai volontari di turno che parlano per tutti i 16 consiglieri, o, almeno, così si spera.
Al primo, prettamente propagandistico di Porsenna, segue quello delle ‘’menti pensanti’’ del gruppo 5 Stelle, – non osiamo allargarci al Movimento per non disturbare la suscettibilità di qualche amico, – che, con sopraggiunta esperienza politica, ‘danzano’ attorno alla questione in maniera convincente per chi è dotato di elasticità mentale, un po’ meno per i ‘talebani ‘ di turno.
Di un comunicato del Movimento 5 Stelle, rileviamo, inoltre, la provenienza dallo stesso ufficio stampa del gruppo PDL, o Forza Italia che dir si voglia, gruppo estensore di una nota ordinaria che si risolve in una comunissima critica all’operato della parte politica avversa, dopo aver fatto acciuffare per i capelli qualche richiesta assimilabile a quelle ammesse e con qualche elemento che si è defilato, al momento del voto finale, dopo aver votato gli emendamenti ‘interessanti’.
Il Movimento Città ha rinnovato l’impegno a fianco dei cittadini che ancora credono nel rinnovamento, con una nota di piena condivisione per gli interventi del consigliere Ialacqua, particolarmente incisivo, in aula, nella critica alle posizioni dell’amministrazione, con toni duri e con la pesante domanda finale sull’ora del passaggio del cambiamento ed della rivoluzione grillina, per cui tanti si erano arruolati nella protesta con il voto del giugno 2013.
L’ortodossia è rappresentata dal pensiero di Legambiente, la cui nota rinnova i criteri di chiarezza, indipendenza di pensiero e lucida competenza sulle materie trattate. Ancorché possono essere non totalmente condivisibili nei suoi contenuti, le opinioni espresse meritano attenzione per la grande coerenza e coinvolgono il lettore in alcuni passaggi che smontano, con semplice eleganza, le tesi opposte, come quando si fa riferimento alla Francia che con solo il 6% in più di posti letto, gode di flussi turistici maggiori dell’80%.
Pervenuto anche il comunicato del metup 5 Stelle RagusAttiva, quello dei dissidenti grillini, che guardiamo con simpatia, naturalmente attratti da tutto quanto risulti dissidente rivoluzionario.
Pervaso dalla ormai nota contrapposizione con i grillini di governo a Ragusa, il comunicato inizia proprio parlando di ‘’falsi rivoluzionari al servizio dei gruppi di potere locale’’.
Ci sembra eccessivo, anche perché convinti che i gruppi di potere locale mirano a ben altro che qualche alberghetto di campagna, e non possono essere considerati nel novero di uno sparuto gruppo di imprenditori, in qualche caso improvvisati, più gestori di strutture alberghiere che autentici esponenti del settore ricettivo.
Piuttosto auspicheremmo chiarezza e piena trasparenza quando si parla di ‘’NOSTRO MoVimento’’, il cui possessivo non corrisponde a quanto si apprende dalle voci ufficiali del Movimento 5 Stelle, voci acclarate dall’assenza dei dissidenti all’incontro con Luigi Di Maio, durante il quale, peraltro, si discuteva di temi fondanti per il movimento, come quello delle trivellazioni.
Per il resto, la nota di 5 Stelle RagusAttiva ricalca la coerenza ideologica, già riscontrata in quella di Legambiente, con il netto rifiuto di deroghe ai principi fondamentali del movimento, e il richiamo alle dichiarazioni e agli interventi del passato che si vedono disattesi.
Di enormemente rilevante, in tema di legalità, il forte richiamo al marcio che ci sarebbe stato durante precedenti amministrazioni, elementi che, ancorchè provenienti da parte considerata avversa, meriterebbero sollecita e trasparente attenzione: si parla di alberghi trasformati in residenze con conseguente reato di lottizzazione abusiva, dell’esistenza di un doppio piano regolatore, (questione questa sollevata a suo tempo dall’allora assessore all’urbanistica e poi caduta nel silenzio, ndr), di lottizzazioni abusive in zona agricola, di abitazioni costruite a Marina di Ragusa come residenze o B&B, con i contributi regionali, e poi trasformate in case di villeggiatura.
