Nonostante la mancanza della maggioranza, Piccitto e la sua amministrazione e portano a casa risultati, a mancare, ancora una volta, sono le opposizioni che utilizzano le sedute di consiglio comunale solo come un distributore automatico di gettoni di presenza ed esoneri lavorativi.
Escamotage del numero legale per la doppia seduta, gente che va e gente che viene, gente che arriva a fine seduta, quando una presenza totale delle opposizioni poteva bocciare l’atto sulla variante al PRG, riguardante l’ex parco agricolo urbano.
Ma, forse, non c’era nulla da boicottare nell’iniziativa della Giunta Piccitto, un altro atto a favore della città per il quale si sono spese solo inutili parole di retorica e sterili tentativi di bloccare l’atto con motivazioni strumentali, solo per fare vedere e per fare sentire che qualcuno delle opposizioni è vivo.
Fino all’ultimo Piccitto e il Movimento 5 Stelle incassano risultati, le opposizioni stanno a guardare le stelle.
Ieri la seduta è stata dominata, fino alle ore 20, dai tentativi del gruppo di Maurizio Tumino di bloccare, ancora una volta, l’esame dell’atto: il mese scorso, per avere il tempo di presentare emendamenti dei quali, poi, non c’è stata traccia, ieri per i criteri di accertamento di eventuali incompatibilità dei consiglieri.
Alla fine, 13 dei 14 consiglieri pentastellati hanno votato favorevolmente insieme alle consigliere Sigona, che pare abbia, di nuovo, abbracciato la causa dei 5 Stelle, e Migliore.
Astenuti i due consiglieri del PD e Giorgio Massari, mentre quelli del gruppo misto hanno abbandonato l’aula alla fine dei loro tentativi di boicottaggio, senza esprimere giudizi complessivi sulla valenza dell’atto.
Ricordiamo che la variante riguarda tre aree della città: primo obiettivo la rigenerazione della zona dell’ex parco agricolo urbano, che evita una parcellizzazione degli interventi e fornisce alla città un polmone verde di 38 ettari, una grande risorsa per la città, con aree da attrezzare e da vivere.
La zona del parco agricolo urbano viene considerata anche in funzione degli interventi di sostenibilità ambientale attuabili anche grazie ai fondi dell’agenda Urbana.
Altra zona oggetto di variante quella di San Luigi, per la riqualificazione di piazza Monte Pellegrino e l’integrazione di quei servizi oggi mancanti nell’area.
C’è poi l’intervento sulle zone PEEP, quelle di edilizia residenziale pubblica, il problema della ricucitura con il tessuto urbano, con la forte riduzione della potenziale presenza di abitanti che scende dai 18.000 previsti a meno di 9.000.
Un intervento di riduzione attuato tramite strumenti importanti, mantenendo il diritto a edificare ma spostandolo su altre aree, si ha una forte riduzione del consumo di suolo, si passa da 1.695.000 mq a 855.000 mq, con una importante inversione di tendenza rispetto alle politiche precedenti, con circa 10 km di pista ciclabile e la creazione di collegamenti tramite mobilità sostenibile.
Una variante frutto di ben sei delibere di giunta, che via via hanno adeguato la stessa alle nuove normative, esposta, anche questa volta, in maniera incisiva e sintetica dal primo cittadino, non eccepita dagli esponenti delle opposizioni, come abbiamo detto, forse per una sua reale valenza che difficilmente può trovare punti contestabili.
Ineccepibile appare l’atto, a tutto merito della capacità del primo cittadino che, fino alla fine del mandato, riesce a concretizzare importanti misure per la città ad onta delle critiche che, ancorché costanti, hanno ormai perso ogni filo di credibilità politica e di dignità degli estensori, anche per i puntuali interventi in aula dell’architetto Dimartino, dirigente del settore, che ha illustrato la parte tecnica con la consueta chiarezza espositiva.
Nella precedente seduta il Dirigente aveva spiegato della prima delibera, della successiva concertazione, con gli incontri dell’ottobre 2016 da noi ampiamente seguiti sul nostro giornale, con le associazioni e i portatori di interessi, con i proprietari e le parti dell’edilizia residenziale.
Dalla delibera 390 del 2015 si passa alla 105 del 2016, poi l’annullamento della delibera 77 comporta un adeguamento al PRG, secondo le norme dettate dalla Regione.
Successivamente, dopo la delibera di adeguamento, la 144 del 2016, interviene la Legge 3 del 2016 che equipara la pubblicazione del rapporto ambientale a quella del PRG e delle varianti, per cui si arriva alla delibera 381 del 2017 che approva la variante con il rapporto ambientale, dopo, ancora, il piano paesaggistico prevede aree di tutela 2 in alcune zone di edilizia residenziale pubblica, aree che, di concerto con la soprintendenza, vengono stralciate.
Come si può facilmente evincere, una giungla normativa, peraltro aggiornata in itinere, che sgombra il campo da ogni dubbio su possibili incapacità o lentezze degli uffici, sottomessi a normative inderogabili che, primariamente, sollevano l’amministrazione da ogni possibile ritardo sull’applicazione degli strumenti urbanistici.
Da aggiungere che l’attuale amministrazione ha dovuto occuparsi di molti atti propedeutici che hanno comportato, prima di tutto, la inderogabile necessità di fare ‘pulizia’ in un settore oppresso da decenni di caos proprio del settore.
Questo non lo dice il sindaco, non lo dice il dirigente ma è palese nelle discussioni con i tecnici dei vari uffici che, a tutti i livelli, in forma del tutto riservata, minimizzano ogni possibile responsabilità della politica e, segnatamente, dell’attuale amministrazione che, sia pure al termine del mandato, ha predisposto, nella materia urbanistica, i presupposti per dare alla città gli strumenti adeguati.
