L’ingresso in campo di Peppe Cassì per la competizione elettorale delle comunali a Ragusa, espressione della società civile, senza appartenenze partitiche, che sarà, verosimilmente, abbracciata dai partiti del centro destra e dalle forze civiche che fanno riferimento all’area in maniera più sincera, permette di tracciare una prima griglia verosimile dei concorrenti alla carica di primo cittadino.
Per quanto ci è stato comunicato, direttamente, dai candidati, gli aspiranti alla carica di primo cittadino di Ragusa sono, al momento, sei, meglio sarebbe dire cinque, perché sembra scontato che il Movimento 5 Stelle indicherà un candidato, si sa già che la base locale riconosciuta ha proceduto alla scelta per elezione dell’attuale Presidente del Consiglio Comunale, ma i vertici del Movimento, per motivi interni che lasciano, però, spazio a mille illazioni, ritardano nell’ufficializzare la candidatura.
Le illazioni riguarderebbero ipotetici rimescolamenti di carte in seno al Movimento 5 Stelle e fantasiose ipotesi di rientro in gioco dell’attuale sindaco Piccitto, sulle quali non ci sono conferme.
Del resto, anche se qualche ‘maestro del bene comune’ ci rinnoverà il ‘garbato’ epiteto di ‘servi del nuovo’, ancorché non ufficializzata dai vertici, la candidatura indicata dalla base del Movimento di Ragusa, sulla scia del grande consenso che si scarica su ogni espressione dei 5 Stelle, come confermato dalle ultime elezioni e dai più recenti sondaggi, emerge, con forza, come la più qualificata che i 5 Stelle possono esprimere, forte anche dell’elevato consenso personale del soggetto che, fino alla presentazione dell’ultima candidatura, era di gran lunga superiore a quello di tutti gli altri candidati e aspiranti tali.
Un altro candidato certo, questo con nome e cognome, è quello del Partito Democratico, il segretario cittadino Peppe Calabrese che ha esperito tutti i passaggi fondamentali della candidatura, con le necessarie approvazioni.
La candidatura più tranquilla, più naturale, che si deve guardare solo dai dissidenti cronici interni che già nel 2013 operarono, dichiaratamente, a danno del partito.
Partito che ora, relativamente all’ondata di consenso in calo, a livello nazionale e, soprattutto regionale, mantiene a Ragusa, e in provincia, percentuali dignitose per potere affrontare la contesa comunale, grazie anche all’autorevole appartenenza dell’on. le Nello Dipasquale che si conferma insostituibile baluardo di un partito in liquefazione, soprattutto in sede regionale.
Mancherebbe, al momento, il candidato della coalizione di centro destra, né ci sono state candidature di esponenti dell’area politica, intendendo Forza Italia, Fratelli d’Italia, la Lega, UDC e il movimento del Presidente della Regione, #diventerà Bellissima.
Per il resto solo cambiacasacca della politica, solo candidati che hanno cambiato sigla politica, alla ricerca di una nuova collocazione, adattandosi alle nuove condizioni, pur di trovare quello spazio negalo loro, democraticamente, nei partiti tradizionali. Addirittura, c’è qualcuno che non è riuscito a convivere nemmeno nei movimenti e nelle liste civiche, e allora dai, via con un nuovo simbolo e una nuova identità.
Gli altri candidati, escluso l’ultimo arrivato ai nastri di partenza, sono tutti autocandidati che, anche da tempo, hanno costruito la struttura politica che è servita per dare loro l’investitura.
Autocandidature irremovibili, frutto delle ambizioni personali, tutte legittime e giustificate, e di un seguito di amici e simpatizzanti che, però, non hanno mai difeso ufficialmente la candidatura in occasione dei vari tentativi di fare sintesi su singoli nomi.
Riferibile all’area di centrosinistra, la candidatura di Giorgio Massari, ex capogruppo del PD in consiglio comunale, che raccoglie consensi dai cattolici di sinistra fino alla sinistra di Sinistra italiana.
Si sono autodefiniti appartenenti all’area di centro destra i candidati Maurizio Tumino, uscito fuori nella comunicazione senza simboli di partito o di movimento o di lista civica, e Sonia Migliore che porta con sé il simbolo del suo laboratorio politico e di alcune liste civiche collegate.
Questi sono i candidati che hanno portato più confusione nella contesa, a dispetto delle loro piccole formazioni politiche.
Tumino è un fuoriuscito di Forza Italia che si fa forte del suo gruppo di consiglieri comunali tutti provenienti da liste civiche diverse, che ha prestato due di questi a #diventeràBellissima senza riuscire a ottenere l’investitura ufficiale, nemmeno di candidato della lista del Presidente Musumeci, tanto da tentare e pretendere di nuovo il sostegno di Forza Italia, intervenendo anche ufficialmente alla convention elettorale per le politiche, mentre alle regionali aveva appoggiato l’on.le Assenza di #diventeràBellissima.
Le ultime notizie parlano di un tentativo, in extremis, di farsi accreditare come candidato preferito della Lega di Salvini che, formalmente, dovrebbe partecipare al tavolo della coalizione per le amministrative anche per l’adesione della consigliera Nicita ai riti della Festa dei Popoli Padani
Una storia da Settimana Enigmistica, da veri esperti della politica, una di quelle che allontana, veramente, la gente dalla politica e dai suoi attori che si propongono a forza.
Poi c’è Sonia Migliore, altra ambiziosa concorrente alla carica di monarca del centro destra di Ragusa, che si fa forte di contatti con il Presidente della Regione, da un lato, e con il senatore Mauro come nume tutelare, autorevoli sostegni che, però, non hanno fatto vedere effetti concreti nella corsa alla candidatura che si vuole, giustamente, a tutti i costi, unitaria.
La recente moda del civismo ha fomentato questa smania di protagonismo di piccole formazioni politiche, nonostante gli ultimi risultati elettorali depongano a favore di una tendenza dell’elettorato a concentrare i favori verso le grandi aggregazioni politiche, lasciando da parte anche i piccoli partiti, ancorché rappresentati da autorevoli personaggi.
L’ultimo candidato, solo in ordine di tempo, è nuovo della politica, si presenta come classico esponente della società civile, dichiara di non voler rappresentare nessun partito anche se non nega di fare riferimento, come ideologia, ad una precisa area della destra moderata, piomba sullo scenario della politica locale come un meteorite, sconvolgendo i disegni di molti dei candidati, in primis quelli che aspiravano a vestire i panni del centro destra.
Sconvolge perché il candidato Peppe Cassì, appartenente ad una dinastia di avvocati da sempre molto in vista a Ragusa, egli stesso stimato avvocato, assai noto in città per essere stato, per molti anni, il n.1 del basket locale, gode di un apprezzamento diffuso, sincero, spassionato e svincolato da obblighi politici, presso ampi strati della cittadinanza, e si pone, già da subito, al netto delle previsioni di voto, come il candidato da battere.
Parlavamo di meteorite e, come tutti i corpi, arriva all’improvviso, ma gli ‘studiosi’ sapevano che, da tempo erano numerosi gli esponenti del centrodestra che si passavano la palla nel tentativo di corteggiare colui che, ancor oggi, considerano l’elemento ideale per sgombrare il campo dalla vergogna di non poter offrire validi esponenti di partito alla sindacatura, al netto di veti incrociati fra parlamentari e di ambizioni personali immotivate.
Il candidato è sceso in campo, ha premesso agli amici che lo hanno spinto ad accogliere l’appello di scendere in lizza che non si sottometterà ai giochi di partito, rifiutando imposizioni per cariche e incarichi, si sa già che i più autorevoli esponenti della coalizione sono pronti a dare il sostegno personale che andrà ad aggiungersi a quello della coalizione, al momento in pausa tattica di riflessione.
Si dovranno eliminare le ultime resistenze degli altri aspiranti, occorrerà il tempo per cercare di dimostrare che si è fatto l’impossibile per scongiurare altre ipotesi di candidatura, si dirà che di fronte a cotanto nome, per il quale, in verità, si lavora da tempo, è difficile eccepire qualcosa.
Alla fine, anche se tardi, il centro destra avrà il suo candidato per la corsa a Sindaco della città, ci sarà solo da stare attenti perché ci sono già in atto mosse per salire sul carro della coalizione che molti ritengono vincente, sarebbe bene che si valutassero adesioni diverse, soprattutto se provenienti da opposte coalizioni e da opposte esperienze di alleanza e di governo.
Questa è la situazione al giorno di Pasqua che, per i candidati, non è un giorno di pace ma segna l’inizio vero della contesa, nulla toglie che ai sei candidati possano aggiungersi altri volenterosi per il bene comune, perché, non dimentichiamolo, quello solo è l’obiettivo.
