Lo spettacolino della politica continua

La situazione politica locale, relativa alle prossime comunali, mostra segni di criticità crescenti: se un soggetto come il senatore Mauro, indiscutibilmente il politico di eccellenza del nostro territorio, ed anche oltre, non riesce a dominare quelle che, in definitiva, sono mezze figure della politica, vuol dire che non ci sono ‘cavalli di razza’ ma selvaggi indomabili che hanno bisogno solo di praterie per le loro scorribande, nel rifiuto assoluto di regole e di condizionamenti che sono inevitabili quando chiedi di far parte di un partito o di una coalizione.
Ma anche il senatore Mauro, dall’alto della sua prestigiosa caratura politica non può andare oltre, deve dire, e lo deve fare entro poche ore, chi rappresenta Forza Italia, chi sono i candidati del partito alla carica di consiglieri comunali, chi è il candidato del partito, altrimenti, considerato che i parlamentari locali di Forza Italia, di cui uno eletto a Catania, non mostrano autorevolezza e capacità decisionali per indicare una direzione precisa di un partito che non esiste nemmeno sui loro territori, si chiuda bottega e amen.
Ci è stata propinata la favoletta del vertice romano con Gasparri, responsabile degli enti locali di Forza Italia, poi quella delle riunioni palermitane, l’ultima quella di giovedì sera, l’ultimissima è quella delle 24 ore di tempo che si sarebbero presi per l’ultimo tentativo di far fare passi indietro a qualcuno.
Vale l’antico detto del tentativo di far entrare l’asino a marcia indietro.
La valenza degli aspiranti rappresentanti della coalizione va misurata, innanzitutto, su un consenso che non è unanime né sufficiente per nessuno dei contendenti.
La riprova è data dalla spasmodica ricerca di queste alleanze impossibili che vengono ricercate anche quando buona e qualificata parte della coalizione ha già indicato le sue preferenze, e restano a disposizione solo i voti di Forza Italia che, oggi, da solo, senza partitini di contorno e senza il sostegno indispensabile del voto di opinione dei moderati di centrodestra, si risolve solo nel consenso numericamente modesto dei vari galoppini del partito.
Ma la situazione è grave perché, alla risultante delle inutili ed estenuanti trattative, nessuna delle soluzioni che potrà essere preferita, risulterà determinante per l’obiettivo.

Ragusa vive, forse, il momento più basso della sua storia politica anche per la crisi che attraversa, localmente, il Movimento 5 Stelle, in balia dei vertici siciliani e dei loro collaboratori più stretti che sgomitano per cercare di essere ancora protagonisti a Ragusa, ancorché appartenenti ad altri territori.
Modica ha ufficializzato il suo candidato a 5 Stelle, Comiso pure, solo a Ragusa, forse per i condizionamenti che qualcuno vorrebbe imporre, si cincischia.
Il candidato indicato dalla base di Ragusa, con elezioni regolari, secondo il concetto grillino della regolarità, si mostra come soldatino obbediente all’uomo della famosa stretta di mano, ieri sera, a margine della seduta di Consiglio Comunale si sussurrava che la tanto agognata certificazione della candidatura era ormai cosa fatta, si sussurrava che la parlamentare Campo stava per far predisporre dal suo addetto stampa un comunicato per anticipare l’avvenuta certificazione, ma, fino al momento in cui scriviamo, non è pervenuto nulla, ma poi, perché la Campo si preoccupa di anticipare l’avvenuta certificazione ? Ha un ruolo determinate per questa certificazione e perché e a quale titolo?
Anche il Movimento 5 Stelle, letteralmente, nella merda, complice anche la fognatura saltata nella sede di viale Ten Lena. La vicenda delle consultazioni romane docet.

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