Fallito l’avvio della raccolta differenziata: si ritenta la partenza in tre fasi successive

Sintetizzabile in due dichiarazioni ascoltate in conferenza stampa, l’impasse dell’avvio del servizio di raccolta differenziata: il sindaco ha detto “il mancato avvio del servizio non ci lascia contenti”, il responsabile tecnico dell’impresa ha ammesso: “forse non abbiamo fatto una buona comunicazione”.
Non si vuole porre nessun intento polemico nella valutazione di quello che sta accadendo, prima di tutto perché convinti che il problema non è del sindaco né dell’impresa, ma dei cittadini che debbono collaborare per garantire che il servizio funzioni, nell’interesse di tutti.
Purtroppo, è difficile far capire ciò in un a città ad alto tasso di incivili che, fino ad ora, hanno considerato il conferimento dei rifiuti una espressione di libertà, depositando sacchetti di immondizia accanto a contenitori stracolmi, senza andare a cercare un altro cassonetto, e lasciando per strada mobili, materassi, porte, cessi e quant’altro di cui dovevano disfarsi nell’immediato.
Le motivazioni tecniche del rinvio, che appresso saranno sintetizzate, denotano, in ogni caso un mancato rispetto dei termini contrattuali dell’appalto, quello che risulta deficitario, come più volte abbiamo evidenziato, è il processo comunicazionale del tutto inefficace e inadeguato alla bisogna, ancorché siano state utilizzate le somme previste.
Se l’astensione dalle polemiche potrà aiutare per risolvere al più presto le motivazioni tecniche, la comunicazione adeguata diventa indispensabile, con uomini e mezzi adatti, per sopperire alle croniche criticità di una città che pensa che i propri obblighi siano esauriti una volta fatto il nodino ai manici del sacchettino di plastica con i rifiuti che viene lanciato a mo’ di palla da basket fuori dal finestrino.
Il sindaco, Federico Piccitto, ha parlato della questione della differenziata come di un obiettivo di programma fondamentale, che deve, in ogni caso, partire bene per minimizzare i disservizi e le difficoltà che saranno inevitabili. Sino all’ultimo giorno del suo mandato, ormai in scadenza, si attiverà per accompagnare la cittadinanza in questo percorso di cambiamento culturale che, però, ribadiamo, senza adeguato insegnamento ed efficace informazione, sarà destinato a restare percorso quanto mai accidentato.
Occorrerà, poi, in ogni caso, esortare i responsabili dell’impresa a usare toni meno accademici e palesemente tendenti alla repressione dell’evasore e dell’indisciplinato da sanzionare, atteggiamenti che possono ottenere solo effetti opposti e che, ci sembra, siano di competenza dell’ufficio tributi e dell’ufficio ambiente.
L’obiettivo deve essere quello di coinvolgere la collettività e invogliarla alla collaborazione condivisa, presupposti senza ai quali ci ritroveremo l’immondizia per strada, come avvenuto altrove, almeno nel primo periodo.

 

Il nuovo programma di partenza prevede l’avvio nelle zone attualmente servite dal porta a porta, a Marina di Ragusa e per le unità abitative nelle aree adiacenti nelle zone raggiungibili esclusivamente dalla provinciale per Marina, nonché i territori di Punta Braccetto e Passo Marinaro, dal 7 maggio.

Dal 2 luglio ampliamento della zona attualmente servita, in una zona identificata come zona rossa che va da via Eugenio Criscione Lupis alla via Forlanini.

Dal 3 settembre si coprirà tutto il resto del territorio.

I ritardi nel rispetto del cronoprogramma che era stato annunciato sono stati addebitati a discrepanze derivate dalla non rispondenza dei tabulati forniti dall’ufficio tributi, il 35 % delle utenze domestiche sarebbero risultate non regolari, la disparità dei numeri avrebbe anche provocato un ordine non sufficiente di contenitori.
A proposito di questi, la distribuzione, che doveva essere completata entro il 20 aprile, non è stata eseguita in toto, ma va detto che sono stati consegnati circa 84.000 contenitori per un totale di 22.000 utenze, delle quali 14.000 utenze domestiche, 8.000 condominiali (600 condomini su circa 1.100), che sommati a quelle delle utenze non domestiche fanno un totale di circa 100.000 contenitori distribuiti.
Sono, in ogni caso, numeri che indicano le difficoltà delle operazioni che, evidentemente, sono state studiate male a tavolino.
In conferenza stampa, si è passati ad esaminare le criticità per quei contenitori che non trovano sistemazione negli ingressi dei condomini che non hanno aree esterne disponibili, per le quali andranno, presumibilmente adottate deroghe alla regola che prevede l’impossibilità di posizionare contenitori sulla pubblica via.

Al momento vengono distribuiti solo sacchetti per l’organico, con una dotazione quadrimestrale, alla quale seguirà il posizionamento di distributori automatici, vetro e carta non avranno bisogno di sacchetti, ci saranno anche quelli per gli abiti usati, per la plastica andrà bene qualunque sacchetto dello stesso materiale.

E’ stato ricordato che restano aperti, anche di domenica, i centri di raccolta comunale, nei giorni feriali l’ecosportello di Ibla, oltre al cantiere operativo della ditta, alla zona industriale, dove sarà possibile ritirare i contenitori e dove si potranno inoltrare richieste di informazioni particolari.

Ultimi Articoli