Anche per il ponte del 1°maggio, gabinetti pubblici chiusi a Ibla

Il consigliere Mario D’asta, capogruppo del Partito Democratico, spesso, ci resta male se non condividiamo i suoi rilievi rivolti all’amministrazione comunale.
Oggi può sorridere perché possiamo solo essere uniti nel sacrosanto stupore nell’apprendere che, ancor auna volta, in periodi importanti per il momento turistico, non si riesce a garantire l’apertura dei gabinetti pubblici a Ibla.
Gabinetti pubblici che dovrebbero restare aperti sempre, indipendentemente dal periodo turistico ma rivelano, ancora una volta la totale incapacità di quanti sono preposti a far funzionare il servizio, da quelli che ci devono mettere i soldi a quelli che devono garantire una gestione efficiente con personale adeguato.
Sarebbe bene che l’amministrazione rivelasse le cause del perenne disservizio.
Problemi a Ragusa, problemi a marina di Ragusa, da sempre, occorre sapere se i soldi sono stanziati in maniera adeguata, se le ditte incaricate del servizio ottemperano agli obblighi contrattuali, occorre conoscere le motivazioni per le quali non si è trovato, dopo cinque anni l’assessore capace che, quantomeno, abbia il coraggio di denunciare quali sono gli ostacoli per un funzionamento ottimale di queste strutture indispensabili in una città che si definisce ‘turistica’.
D’Asta la butta sulla incapacità di chi deve sovraintendere all’idea di turismo, ma ci permettiamo dire che quella dei bagni pubblici non è solo esigenza turistica, anche perché è stato dimostrato che, in fatto di politiche turistiche, la questione bagni pubblici non è la sola problematica.
Piuttosto, anche se, forse, risulta poco edificante, occorrerebbe che sulla materia si pronunciassero i candidati sindaco: vogliono garantire, comunque, e a qualsiasi prezzo, l’apertura dei bagni pubblici, oppure ha ragione Piccitto a considerare secondaria la questione.
Noi siamo convinti che è solo una questione economica, non si vogliono spendere i soldi necessari per mantenere in funzione tutti i bagni pubblici della città.
Di recente, un bando di gara per la gestione dei bagni riportava una cifra esigua che, forse, non serve nemmeno per gestire un solo bagno in un anno, dovrebbe essere chiaro che questa amministrazione non è stata intenzionata a svenarsi per tenere aperti i bagni pubblici, ma si deve dire anche che nessun consigliere comunale, come per la manutenzione del verde pubblico e per altri importanti servizi, ha mai tentato, in sede di approvazione dei bilanci, di appostare le somme necessarie per il servizio.
Se ne parla solo quando si trovano le porte chiuse o quando l’erba è alta ad altezza d’uomo.
Riteniamo che ostinarsi a eccepire rilievi sia, ormai, inutile, piuttosto occorre sollecitare i candidati a sindaco a dire la loro sull’argomento per capire se in questa città si potrà, o meno, fare pipì.

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