I veri numeri della sanità sono le guarigioni

di Cesare Pluchino

Incontro della Festa provinciale dell’Unità, sulla sanità iblea, introdotto dall’avv. Angela Barone

 

Primo appuntamento tematico della Festa del Partito Democratico che si tiene, in questi giorni, ai Giardini Iblei di Ragusa Ibla.
Subito dopo l’apertura della manifestazione, che ha goduto della presenza di Massimo D’Alema, un incontro con l’On. Giuseppe Di Giacomo, presidente della Commissione Sanità dell’Assemblea Regionale Siciliana, e con il dott. Maurizio Aricò, direttore generale dell’Azienda Sanitaria di Ragusa, a cui hanno partecipato anche il dott. Enzo Cilia, medico psichiatra, già sindaco della Città di Vittoria, il prof. Luciano Di Natale e Carmelo Comisi dell’Associazione MOVIS di Vittoria.
Inevitabile iniziare a parlare di sanità iblea mettendo in primo piano la rete ospedaliera, da cui, secondo Di Giacomo, dipende il futuro della Sanità non solo locale ma regionale.
Da un incontro con l’assessore Borsellino e la responsabile dell’area strategica dell’assessorato, la dott.sa Murè, non sono emerse criticità, come pure il progetto non ha subito rilievi dal Ministero competente.
La filosofia del progetto di rete ospedaliera gira attorno al salvataggio di 29 piccoli ospedali attraverso il modello dell’ospedale unico. Impossibile non concepire come un’unica struttura gli ospedali di Vittoria e Comiso o di Modica e Scicli. Urge predisporre la nuova rete ospedaliera perché, dopo, si potrà procedere ai concorsi, ci saranno assunzioni dal momento che, finora, complice anche il Presidente della Regione Crocetta, viene data prevalenza ai vincoli finanziari su quelli della salute.
Di Giacomo ha delineato una situazione globale della sanità iblea, collegata a quella regionale: grande assistenza, grandi professionalità ma mancano centri d’eccellenza, di ortopedia o pediatria per esempio, che riescano a limitare il flusso di interventi in quelle realtà sanitarie del nord che vedono i bilanci sanati  con le nostre prestazioni.
Disperdiamo grandi risorse, serve mettere in sicurezza il sistema eliminando la precarietà, una rete ospedaliera efficiente ci mette in condizioni di affrontare il futuro con serenità.
Il Direttore Generale Aricò ha convenuto con Di Giacomo sulle linee di gestione dello scenario siciliano in cui tenterà, soprattutto a livello della nostra Azienda sanitaria, di portare la sua esperienza di clinico.
La sanità di Aricò, almeno nelle sue intenzioni, non sarà una sanità di numeri e di bilanci: la salute è e resta un diritto fondamentale. Nel ragusano ne ha trovata una di qualità, in un contesto viziato in cui il personale è stato ridotto e dove ci sono margini limitati per intervenire.
Il fatto che molti primari siano andati in quiescenza pone seri problemi alla sanità: l’impossibilità di procedere a nuove assunzioni è un grave fattore negativo, nessun paziente è stato mai guarito da un Direttore Generale, occorrono sempre un uomo o una donna con esperienza per coordinare una squadra, la sola senza di cui il sistema collassa.
E’ intervenuto ancora l’On. Di Giacomo per delineare i contorni di un grande centro d’eccellenza per la riabilitazione, al “Regina Margherita” di Comiso, e per affermare la necessità di considerare con la giusta attenzione il territorio, perché si parla, troppo spesso, di ospedali, ma si sottovaluta la valenza degli altri comparti della sanità che, da noi, hanno grandi peculiarità e sopperiscono, spesso, alle criticità della parte ospedaliera. Concetto che è stato ripreso e sostenuto dal dott. Cilia che ha incentrato il suo intervento sulle necessità di una sanità che deve stare al passo con i tempi, rifuggendo da una cultura ospedalocentrica, dove l’uomo, e la sua necessità di essere curato, siano posti al centro di ogni strategia.
L’incontro è stato assai seguito e ha visto, in chiusura, la trattazione di due temi, di grande attualità e meritevoli di attenzioni mirate.
Il prof. Luciano Di Natale ha puntato il suo intervento sulla necessità di un’informazione diffusa sugli aspetti legati alla vita artificiale e alla possibilità di rifiuto di questa attraverso lo strumento del testamento biologico. Più in generale, secondo Di Natale, è indifferibile una campagna d’informazione sui vari aspetti della vita allo stato vegetativo e occorre un piano di prevenzione dello stesso.
Carmelo Comisi ha voluto riprendere il progetto ‘’Vita Indipendente’’, già realtà nelle nazioni più civili d’Europa, che cerca di contrastare l’internamento negli istituti mirando all’autodeterminazione e al pieno inserimento in società dei disabili gravi.
L’onorevole Di Giacomo, a cui il progetto era stato già presentato all’inizio dell’anno 2013, si è detto favorevole all’iniziativa che, però, in ogni caso, deve fare i conti con le normative di legge e con le disponibilità finanziarie, senza le quali ogni disegno di legge non può essere incardinato in maniera seria. 

 

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