di Cesare Pluchino
Un sito rinnovato che non è risuscito a decollare, ora in totale abbandono, diventato facile strumento per colpire l’amministrazione a cinque stelle
C’è stato il periodo della ‘Ragusa da bere’, come nella più famosa Milano: grandi progetti, molti dei quali realizzati, innovativi anche in termini di progettazione per una diversa fruizione della città.
Molte opere, ineccepibili dal punto di vista progettuale, non si sono rivelate del tutto gradite alla popolazione che, quasi, non li considera né, tantomeno, ha modificato le abitudini di vita per approfittarne.
E’ accaduto questo con la via Roma, del tutto abbandonata rispetto agli anni passati, è accaduto con i parcheggi pluripiano, del tutto inutilizzati rispetto alle potenzialità e alle possibilità di decongestionare i flussi veicolari, è accaduto con l’area della villa Margherita, dove, una volta, insistevano lo stadietto del basket, prima, e i campi da tennis, dopo.
Un’area prima frequentata, centrale, è stata modificata, con uno stile moderno, un parco per la città, arricchito da una funzionale struttura a due piani per la ristorazione, con una agevole sala convegni.
Fino a quando la struttura di ristorazione è stata in funzione, c’è stato un certo movimento, anche per la sala convegni si era creato un certo movimento ma, forse, la gestione non è riuscita ad attirare flussi di clientela sufficienti, per cui l’attività è cessata.
Senza il riferimento del locale pubblico il sito non è più frequentato, sono rimasti, forse, solo i proprietari di cani che avevano eletto il grande spazio verde centrale come area di sgambettamento per i propri animali.
Un fattore, questo, determinante per la desertificazione dell’area, dal momento che i cittadini, sia pure pochi, soprattutto se con bambini, dovevano fare i conti, anche per recarsi al bar, con cani di tutte le taglie che scorrazzavano liberamente, senza museruola, inondando, fra l’altro, l’area di bisogni fisiologici che rendevano impraticabile il prato, specie per i più piccoli.
In pratica, un’area già poco frequentata desertificata dalla mancanza i controlli.
Elisabetta Marino, consigliere comunale, addebita lo scempio alla giunta grillina che ha quasi ignorato l’area nei primi due anni di amministrazione, non dedicandole nessuna attenzione.
Un tempo vegetazione lussureggiante, oggi solo sterpaglie e rifiuti di vario genere, nel cuore della città, a due passi dalla vallata Santa Domenica per la quale, peraltro, l’amministrazione sta dedicando particolare attenzione per un totale ripristino destinato alla pubblica fruizione.
L’opportunità per il consigliere di fare facile opposizione per i mancati adempimenti da parte degli assessorati competenti, l’occasione per ricordare che non sempre i progetti architettonicamente allettanti e urbanisticamente originali si sposano con la realtà, soprattutto di una collettività conservatrice e poco disposta a cambiare abitudini.
