Reperti e materiali per la Soprintendenza

di Cesare Pluchino

Uffici meno impegnati con il rilascio di pareri per strutture al servizio della balneazione potrebbero salvare questi reperti di “archeologia segnaletica”

Sicuramente materiale da tutelare quello scovato da Mario Chiavola, Presidente dell’Associazione “Ragusa in movimento” e rappresentante del movimento politico “Laboratorio 2.0”.
Come se ne trovano tante nell’area urbana, ormai diventate ‘invisibili’ per chi vive da anni a Ragusa, Chiavola ha scovato, all’incrocio viale del Fante – Via Carducci, tabelle segnaletiche turistiche che addirittura indicano la direzione per lo stadietto di Villa Margherita.
Non è la sede per spiegare alle nuove generazioni cosa fosse il ‘catino’ tempio della pallacanestro ragusana, palcoscenico delle epiche imprese dei fratelli Sasà e Franco Cintolo, di Nanè Lo Presti, di Turi D’Asta e dei vari Tumino, Recupido e Blasone.
Ma è certo la sede per verificare l’apatia delle passate amministrazioni per determinati settori, che, per anni, ha ammorbato l’ambiente, arrivando, forse, a contagiare la nuova amministrazione che temporeggia nell’estirpare la mala pianta dell’abusivismo pubblicitario e segnaletico.
Si è consapevoli che togliere di mezzo un impianto pubblicitario, o la targa segnaletica di un privato esercente della ricettività alberghiera, può essere complicato, specie se in presenza di autorizzazioni ancorché tutte da verificare per la loro legittimità, con il pericolo di incorrere nelle inestricabili reti della giustizia italiana, dove non sempre resta impigliato chi ha torto ed è contro legge.
Ma se il percorso per debellare la piaga dell’abusivismo pubblicitario è lungo e costellato d’ostacoli, non sempre facili da aggirare, bonificare la città di tabelle arrugginite, vecchie, che, come in questo caso, indicano siti non più esistenti, è cosa che si può fare, anzi si deve fare.
Come si può rilevare dalla documentazione fotografica, ci sono zone, agli incroci più trafficati, dove è anche impossibile leggere le tabelle per la confusione creata dall’accumulo delle stesse, ma non solo, i paradossi sono provocati anche dal personale del Comune, perché sarebbe opportuno capire cosa ci fa un divieto d’accesso all’imbocco della Via Alfieri, in zona Villa Pax, o Piazza Vann’Antò per i più giovani.
Come sarebbe opportuno capire chi ha installato, ad altezza di bambino, in condizioni di scarsa sicurezza, le tabelle del Mercato degli Agricoltori o degli uffici tributari del Comune. Nello stesso sito, ben sei pali, quasi tutti arrugginiti, una serie di tabelle rivolte, addirittura, alla sottostante sede ferroviaria, girate al contrario.
Ma, forse, queste concentrazioni di tabelle sono anche poste per ricreare la mente del viandante: come la criptica tabella “tutte le direzioni” o quelle di un noto centro commerciale che piazza queste tabelle a quasi 10 km di distanza dalla sede, palesando il vero intento del posizionamento che è più pubblicitario che effettivamente indicatorio, dove, simpaticamente si legge che bastano solo 5 minuti per arrivare da piazza Vann’Antò in cda Nunziata, forse di notte con le strade sgombre, ma nemmeno!

 

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