Un fatto grave, ancorché attenga alle dinamiche interne di un piccolo movimento nel quale, evidentemente, manca l’autorevolezza di un leader e la capacità di scegliere gli uomini migliori per fare politica, sporca la campagna elettorale per le comunali.
I tentativi di strattonare da una parte e dall’altra gli elettori, con mezzi più o meno leciti e non sempre eticamente accettabili, hanno raggiunto il suo apice.
Occorre, veramente, che la gente possa riflettere e rivolgersi al nuovo, quello vero, genuino, pulito, perché non se ne può più di comportamenti azzardati e di tentativi di arraffare il potere ad ogni costo, con qualsiasi metodo, incuranti del sentire della gente.
Soprattutto, c’è da rimarcare l’insipienza politica di quanti, sia pure sconfitti in una comune diatriba interna, non si rassegnano e non percepiscono come il fastidio della gente per certe beghe e certi atteggiamenti ha raggiunto livelli di guardia.
La rivalità fra i candidati Tumino e Migliore per l’investitura a candidato di quella parte di coalizione che resta, di centro destra, ha vissuto momenti di vivace contrasto all’interno dei partiti e dei movimenti dell’area.
In sostanza, esclusi dalla diatriba Fratelli d’Italia, dall’inizio dichiaratosi a sostegno del candidato Peppe Cassì, e la Lega di Salvini, la cui unica espressione cittadina si era dichiarata a sostegno di Maurizio Tumino, restavano da indossare la bandiera di Forza Italia, quella di diventeràBellissima del Presidente Musumeci, e quella del Movimento Unione dei Siciliani, che ha come leader il vicepresidente della Regione e assessore al bilancio, Gaetano Armao.
Il leader della coalizione, o meglio di quel che resta della coalizione, in disfacimento già a livello nazionale, Gianfranco Miccichè, coordinatore regionale di Forza Italia, ha indicato Maurizio Tumino come candidato prescelto per le comunali di Ragusa, per la carica di sindaco.
Diligentemente, si sono uniformati alla decisione tutti gli alleati, senza voler entrare nel merito della convinzione sulla scelta che si è palesata, nella sua sostanza, con la profonda indifferenza manifesta nella campagna elettorale: per Tumino solo attestati verbali e foto ricordo, ma nessuno ci ha messo la faccia con una manifestazione pubblica: non lo ha fatto nessuno di Forza Italia, non si è avvicinato Musumeci, pur comiziando nella vicina Comiso, non è venuto Salvini, intervenuto nella vicina Modica a sostegno del candidato della città, nemmeno favorito.
In ogni caso è rimasta l’immagine di un Maurizio Tumino abbellito da una collana di gioielleria di simboli di partito e di movimenti del centro destra, mentre a Sonia Migliore è rimasta una collana di bigiotteria con le sigle di alcune liste civiche e del suo laboratorio politico.
Ieri, giovedì 7 giugno, a due giorni dalle elezioni, arriva nelle redazioni un comunicato targato Unione dei Siciliani, firmato da un coordinatore provinciale di Unione dei Siciliani, l’avv. Livio Mandarà e da un vicecoordinatore provinciale, il dr Livio Tumino, (che risulta anche vicepresidente del Laboratorio politico 2.0 di Sonia Migliore).
In pratica si disattende la posizione espressa dal leader Gaetano Armao e si dichiara che “a Ragusa i sicilianisti sostengono Sonia Migliore con otto candidati”
Sarebbero, infatti, otto le candidature al Consiglio Comunale di area sicilianista che sono scese in campo a sostegno di Sonia Migliore, guidati – si legge nella nota – dal Coordinatore cittadino il dott. Livio Tumino.
Si ribadisce chiaramente la scelta fatta a livello territoriale, operata più di 6 mesi prima, si chiarisce che nei territori, chi ci mette la faccia, il cuore e le energie non può certamente allinearsi a diktat calati dall’alto, per nulla concertati e soprattutto del tutto incomprensibili in forma e sostanza.
Una esplicita rottura con il leader diUunione dei Siciliani, si aggiunge, infatti, che Il simbolo di un partito non vuole dire nulla se non c’è dietro della gente pronta a spendersi per esso ed a Ragusa i sicilianisti sono con Sonia Migliore.
In ogni caso, una presa di distanza dalle indicazioni di partito assai tardiva, per il resto tutto rimane nell’alveo di beghe interne, oggi purtroppo comuni a quasi tutte le formazioni politiche.
Oltre che attesa, sembrava inevitabile una nota chiarificatrice del vertice di Unione dei Siciliani, arrivata nelle redazioni oggi, venerdì 8 , con le dichiarazioni di Gaetano Armao:
Questo il testo integrale della nota:
GAETANO ARMAO (UNIONE DEI SICILIANI): A RAGUSA SOSTENIAMO CON FORZA MAURIZIO TUMINO
“A Ragusa, dopo un lungo confronto, è emersa la candidatura di sintesi di Maurizio Tumino e su questa ci ritroviamo compatti” lo dichiara il leader del movimento Unione dei Siciliani e Vicepresidente della Regione Siciliana, prof. Gaetano Armao, “i cittadini ragusani hanno sperimentato, purtroppo prima degli altri, l’inetta ed ottusa gestione grillina ed adesso con il loro voto possono scegliere il candidato Sindaco ed i consiglieri che consentiranno il rilancio e lo sviluppo della Città”.
“Mi é stato riferito che qualche signore, che neanche conosco, abbia diffuso infondate notizie di sostegno ad altro candidato Sindaco da parte dell’Unione dei Siciliani. Chiedo ai Ragusani di scegliere Maurizio Tumino, di cui conosco l’impegno e la dedizione e col quale potremo lavorare per restituire credibilità all’amministrazione ed un nuovo futuro alla Città”.
Come più volte ribadito, alle elezioni del 10 giugno in Sicilia, il movimento politico Unione dei Siciliani partecipa alla coalizione di centrodestra che si riconosce nel Governo regionale in alleanza con Forza Italia.
Non ci sarebbe nulla da aggiungere alla perentoria replica del prof. Armao, se non il rilievo sul fatto che “a diffondere infondate notizie di sostegno ad altro candidato” possa essere stato “qualche signore che Armao neanche conosce”, particolare che, crediamo, solleciti un necessario intervento di bonifica politica all’interno del movimento, se ci possono soggetti che si dichiarano coordinatori provinciali senza essere conosciuti dal leader del movimento, particolare che fa intravedere la possibilità di responsabili per le periferie inadeguati per il ruolo assegnato e che presupporrebbe, altresì, la diffusione di messaggi falsi in un momento delicato della campagna elettorale, per i quali fatti andrebbe fatta immediata chiarezza a beneficio degli elettori di fronte a episodi di tale gravità, ancorchè inerenti le dinamiche interne del movimento.
