Dopo l’odierna elezione di D’Asta a Presidente della Commissione Trasparenza, dopo l’annuncio ufficiale di Giorgio Massari che non ci sarebbe stata opposizione al governo Cassì, dopo le puntate a San Giacomo, dove il consigliere Chiavola è indicato ai residenti come referente dell’amministrazione, resta la perplessità se chiamare ancora opposizioni gli elementi della minoranza, considerato anche che, fino a questo momento, per stessa ammissione dei componenti, la squadra 5 Stelle non ha mostrato di voler fare opposizione in modo serio, anche se dopo il caso trasparenza, si prevede che ci un diverso atteggiamento.
Parliamo dunque di elementi delle minoranze che, come avevamo previsto hanno iniziato a scialarsi con la finta critica che oggi si chiama sollecitazione. Una volta si diceva e si scriveva che per manifesta incapacità e conclamata inefficienza il sindaco doveva dimettersi per essere restituito agli affetti familiari.
Oggi, assai più democristianamente, si parla di sollecitazioni al Comune, nella speranza che ci sia ‘qualcuno’ che si stia occupando della cosa.
Tema del giorno, altrettanto importante, dopo quello della casa protetta, la piazza stazione, sovrastante al parcheggio pluripiano sotterraneo di piazza del Popolo.
Piazza rimasta incompleta, come, d’altronde, metà del parcheggio chiuso per mancanza di fondi, per l’assenza degli impianti di sicurezza.
Tipica storia ragusana dove i politici del passato hanno preferito mettere mano alle opere senza avere certezza della disponibilità del totale delle somme occorrenti.
Complice l’abbandono della stazione ferroviaria da parte delle ferrovie di stato, complice il fatto che la zona, negli ultimi tempi di vita reale era mal frequentata, si è preferito lasciare questo sconcio in pieno centro, nonostante insistano in zona importanti uffici.
Il consigliere Iurato vorrebbe che si ripristinassero i luoghi per riportarli all’antico splendore, ma sa, di certo, che mancano molte cose per far rivivere il sito, senza dire che la copertura del parcheggio non potrà accogliere gli alberi che abbellivano la piazza.
Con la stazione ormai quasi sempre deserta, gli uffici chiusi, la prossima chiusura dell’ospedale per trasferimento, la monumentale scalinata resterà per sempre una cattedrale nel deserto, ma è impensabile che non si metta mano, subito, al completamento della piazza.
E’ una di quelle eredità del passato che la giunta Cassì deve incassare solo per ridare decoro ad una zona che
resterà anonima, dimenticata e inutilizzata, come del resto era sempre stata piazza Stazione.
Bene ha fatto il consigliere Iurato a ricordare questa situazione che, prevediamo, sarà una delle prime di una lunga lista di incompiute di cui è ricca la città.
Il prossimo bilancio e l’allegato piano triennale delle opere pubbliche saranno il banco di prova per ulteriori sollecitazioni ed emendamenti finalizzati ad accelerare tempi e interventi per quanto in oggetto.
