Stessa recita a parti invertite

Prima seduta importante del Consiglio Comunale di Ragusa, sotto la sindacatura Cassì, dedicata alla approvazione della nota di aggiornamento al Documento Unico di Programmazione 2018/2020 e del Bilancio di Previsione 2018-2020.
Si trattava, in linguaggio meno formale, dell’approvazione del bilancio preventivo 2018, atto che doveva essere sottoposto al Consiglio entro il 31 marzo di quest’anno, atto che doveva essere tra i primi adottati dalla nuova giunta, insediata a fine giugno, atto per il quale la Regione aveva inviato, come in tanti altri Comuni dell’isola, il commissario ad acta, atto che secondo il tipico canovaccio siciliano, alla fine, è stato proposto e approvato, così come è stato per consuntivo 2017, per buona pace di tutti.
Strumento finanziario che arriva dopo nove mesi di esercizio provvisorio, durante i quali la quasi totalità delle somme è stata impegnata, con margini risicati di azione per la nuova amministrazione.
Il legislatore ha messo su una serie impressionante di norme per la nuova contabilità, per i cosiddetti bilanci armonizzati, nel contesto di un riordino della finanza pubblica, che pone, ancora, grosse difficoltà di interpretazione agli amministratori e costituisce strumento misterioso per i semplici consiglieri comunali che fanno mostra di aggirarsi fra le norme per apportare modifiche e variazioni a bilanci di difficile comprensione, retaggio esclusivo degli addetti ai lavori.
Per spiegare meglio ai lettori l’essenza di un bilancio per molti incomprensibile, anche per i consiglieri comunali, va detto che lo strumento finanziario è articolato su macroaree subordinate ai successivi PEG, i piani esecutivi di gestione di ogni assessorato. Diversamente da quanto avveniva in passato, si sa quanto è destinato al turismo, ma non si può evincere quanto riservato al materiale turistico, quanto alla partecipazione a fiere e manifestazioni nazionali e internazionali, quanto alla promozione e alla pubblicità, quanto al marketing turistico.
Difficoltà che si evincono dai tentativi dei consiglieri, prevalentemente di minoranza, di proporre emendamenti che, in definitiva, risultano solo tentativi, in partenza già considerati vani, di far comprendere alla gente come il rappresentante dei cittadini si attivi per concorrere al bene della città.
L’attuale sistema che assegna al sindaco una maggioranza che, soprattutto all’inizio della sindacatura, è solida e numericamente certa, trasforma l’approvazione del bilancio in una mera formalità.
C’è solo la parte di recita che è riservata alle opposizioni che presentano gli emendamenti, nella assoluta contezza, già manifestata e dichiarata ufficialmente nel corso dei lavori di commissione, che non saranno approvati dalla maggioranza, perché sarebbe complicatissimo variare l’architettura di un bilancio, peraltro legato a stringenti vincoli di equilibrio faticosamente raggiunti.
Su tutto prevale la forza della maggioranza che deve solo certificare quello che ha deciso l’amministrazione sostenuta.
Il ruolo delle opposizioni diventa solo formale. In pratica ribaltata la situazione dei cinque anni precedenti.
Prima c’era una maggioranza del Movimento 5 Stelle, per 5 anni consiglieri di opposizione, 10 di 8 gruppi politici diversi, all’inizio della consiliatura, hanno tentato, inutilmente di stravolgere i bilanci.
Nella migliore delle ipotesi, qualcuno, tramite accordi sottobanco, spesso nemmeno rispettati dalla giunta, otteneva qualche ‘confetto’, qualche apparente concessione, ma quello che veniva approvato era quanto deciso nelle stanze del potere, della maggioranza, della giunta in carica.
Tutto il resto era commedia, con interminabili lavori d’aula, con estenuanti e sterili dibattiti e interventi al limite della paranoia, con fiumi di emendamenti che, con il passare delle ore della seduta, si riducevano per stessa stanchezza degli attori di minoranza che non resistevano nemmeno alle stesse strategie architettate.
Si faceva palesare la possibilità di bocciare il bilancio, di creare difficoltà all’amministrazione, ma, in effetti, nessuno aveva le capacità e le possibilità, e, spesso, nemmeno l’intenzione, di creare danno all’amministrazione, solo fastidi per far apparire all’opinione pubblica il grande lavoro dell’opposizione, in funzione futura elettorale.
Si conoscono i risultati dell’opposizione al governo grillino: un totale fallimento che ha portato alla scomparsa, quasi totale, dalla scena politica, di tutti gli attori di minoranza. La stessa maggioranza 5 Stelle è stata sconfitta alle successive amministrative, segnale che 5 anni di bilanci approvati non sono serviti a certificare la bontà di una amministrazione e di un gruppo consiliare di maggioranza.
Anno 2018, si riparte per la stessa recita, a parti invertite: la legge ha ridotto il numero dei consiglieri, ma poco è cambiato, maggioranza di 15 consiglieri comunali pronta ad approvare, senza eccezioni di sorta, la proposta di bilancio, 15 soldatini che non hanno profferito verbo, salvo qualche piccolo ininfluente intervento sulla materia, ben addestrati a votare SI’ per l’emendamento dell’amministrazione e per il voto finale, NO a tutti gli emendamenti delle opposizioni.
Dall’altra parte, 5 grillini, 2 democratici e due consiglieri del gruppo misto hanno messo insieme appena 33 emendamenti, molti dei quali esclusivamente di facciata, ininfluenti, comunque, sulle sorti della città, buoni solo per trascinare la seduta per circa 14 ore, comprese le pause, senza riuscire nemmeno a far scattare il notturno per recuperare un altro permesso lavorativo e un altro gettone di presenza, oggi assai esiguo.
Parti invertite in tutto e per tutto, con pregiudiziale del Movimento 5 Stelle, regolarmente bocciata, con i resti della passata opposizione a tenera la scena, gli esperti Mirabella e Chiavola, e in parte D’Asta, a intervenire per ogni emendamento, Iurato aderente ad un profilo più sobrio e istituzionalmente elegante, i 5 Stelle a fornire una interpretazione che trasuda rassegnazione per un futuro che si prospettava, negli anni passati, radioso e rivoluzionario, ma che rivelerà, forse, se non lo ha già fatto, l’opportunità, più produttiva, di dedicarsi alla famiglia e al lavoro.
La nave di Cassì, secondo le previsioni degli esperti, naviga, e navigherà, per molto, in acque tranquille, con questo mare difficile fare errori, basterà tenere presente che, nel mare, non si deve mai rischiare o forzare la mano.

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