di Cesare Pluchino
Si parcheggia in maniera scellerata, dentro e fuori Palazzo dell’Aquila
Nulla da eccepire per l’ottimo servizio della Polizia Locale, anche e soprattutto in riferimento alla circolazione cittadina, alla regolamentazione del traffico e ai controlli effettuati, sempre precisi e indiscutibili.
Manca, però, forse, il personale per dare una controllata dentro e fuori il palazzo comunale, evidentemente frequentato da gente ‘potente’ che, approfittando dell’assenza di vigili urbani, ritiene di potersi muovere, o meglio sostare, come meglio ritiene opportuno, in barba ad ogni elementare senso civico e di rispetto della collettività.
Perché spesso l’atteggiamento di chi posteggia male non è solo determinato da menefreghismo per le regole e da incuria per possibili sanzioni, ma anche da una mancanza di rispetto verso gli altri, innata e naturale.
Nella mattinata di martedì 8 settembre, davanti al palazzo comunale faceva bella mostra di sé uno di quei veicoli fuoristrada, inconcepibili per uso cittadino, che il proprietario ha ritenuto opportuno posteggiare all’angolo, nel senso letterale del termine, fra il corso Italia e la via Mario Rapisardi, per buona parte sul marciapiede, addirittura, incivilmente, sopra lo scivolo per i disabili.
Da notare la finezza delle quattro frecce lampeggianti per attirare meglio l’attenzione sul pachiderma a quattro ruote.
Immancabile una foto ricordo.
Ma c’è anche di meglio: qualcuno dell’assessorato ai servizi sociali ha pensato di mettere bene in mostra la nuova vettura dell’ufficio, con tanto di ‘biglietto da visita’ sul parabrezza per evitare che qualche stolto potesse pensare che un comune mortale posteggi nell’androne del palazzo comunale senza averne titolo.
Anche in questo caso inevitabile una foto ricordo, maggiormente necessaria in quanto, di solito, il potente autista dell’assessorato posteggia nell’androne Renault Clio bianche, questa volta trattasi di una elegante Fiat Punto di colore blu notte che arricchisce la nostra fornita documentazione fotografica al riguardo.
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