A Palazzo dell’Aquila si vivacchia a suon di gettoni di presenza

di Cesare Pluchino
Le modifiche statutarie e di regolamento non hanno  modificato un andamento lento della vita consiliare e di commissione. Anche l’attesa per le scelte sulle Presidenze ha anestetizzato le sedute della commissione risorse e del civico consesso

Una giornata di attività consiliare, che poteva risultare intensa, si è risolta in una mera erogazione di gettoni di presenza, senza nulla di produttivo per la città. Sullo sfondo, un atteggiamento di palese apparente procurata calma, in attesa delle scelte della maggioranza per le presidenze delle commissioni.
Sedute di commissione e di consiglio comunale dominate, in ogni caso, dall’assenza di fatti concreti, solo formali banalità, senza nemmeno il sale e il pepe di opposizioni che sembrano aver rinunciato a insidiare il leader della corsa, il Sindaco Piccitto, che con a sua squadra sembra avviato, senza disturbo, alla fine del mandato, con buona probabilità di rinnovare l’impresa.
Ci vorranno strategie forti e programmi importanti per scalfire una impalcatura nata fragile, un castello di carte che gli sputi delle opposizioni, invece di rendere molle e destinato a cadere, hanno consolidato e cementato.
In mattinata la 4ª Commissione, Risorse, si è nuovamente riunita per esaminare il ‘Ripiano del maggior disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario dei residui’, le opposizioni presenti sono apparse spente, pur rimarcando le eccezioni già sollevate e rilevando non pochi dubbi sugli atti e sulle procedure di accertamento, in ogni caso sancite, nella loro legittimità, dal parere positivo del collegio dei revisori, ancorché espresso a maggioranza e non all’unanimità.
Strategia morbida, quella dell’assessore Martorana e della maggioranza, è stata giudicata da Sonia Migliore che, con Giorgio Massari ha tenuto accesa la fiammella fioca di una opposizione rassegnata.
Seduta dominata dagli interventi di Massimo Agosta, che ha puntualizzato alcuni aspetti delle posizioni del revisore De Petro, dagli interventi di precisazione del Dirigente Cannata e dello stesso De Petro che ha confermato alcuni dei dubbi già espressi sulle valutazioni per i crediti esigibili e per quelli derivanti dal mantenimento degli uffici giudiziari.
Si poteva pensare che tutte le energie fossero state riservate  per la seduta di consiglio comunale del pomeriggio, ma così non è stato.
Era logico attendersi, dopo la pausa estiva, un fuoco incrociato di critiche e di rilievi, contro il Sindaco, contro diversi assessori, contro il gruppo consiliare impelagato nelle irrisolte questioni delle presidenze di commissione e, più ancora, nelle fibrillazioni interne per le questioni di bilancio e di relativo assessore.
Problematiche importanti che potevano essere messe sul tavolo, che avrebbero potuto permettere, a più di un consigliere, di volare alto con interventi di opposizione di pari livello.
Dalle azzardate dichiarazioni del Sindaco sulla vicenda vertice del Libero Consorzio, al bilancio preventivo che nemmeno si intravede, da un auspicabile definitivo chiarimento sui fondi mancanti della Legge su Ibla alle irrisolte questioni per la raccolta dei rifiuti e per le discariche, dall’immobilismo sul Patrimonio UNESCO all’impasse che domina l’organizzazione della Mostra dei Vestiti d’Epoca, evidentemente affidata in mani competenti ma non, appunto, di organizzazione.
Ma non sarebbero mancati argomenti importanti, PRG, Piano Particolareggiato, Parco degli Iblei, Vallata Santa Domenica, e tanto altro ancora, per non parlare delle ormai croniche assenze alle sedute di amministratori e consiglieri di maggioranza.
Invece la seduta si traduce in annunci, anche dell’amministrazione, e sterili comunicazioni, spesso ripetizione inutile di quanto, poche ore prima, consegnato agli organi di informazione.
E’ così che l’assessore Salvatore Martorana reitera gli annunci sull’attività della Giunta, parlando di gratuito trasporto degli studenti pendolari, di acquisto di quattro scuolabus nuovi, della materna di Marina di Ragusa, ma senza parlare del bando per la refezione scolastica bloccato per un ricorso, né della irrisolta questione dei bagni pubblici, in particolare di quelli di Marina, a proposito dei quali non si vuole ammettere il fallimento della strategia di affidamento agli indigenti, mentre non si ha il coraggio di dire la verità sulla reale mancanza di fondi per assicurare il personale necessario alla bisogna.
I consiglieri hanno fatto a gara per comunicazioni già propagandate, sulla stampa, in commissione e nelle interrogazioni.
Sonia Migliore ha ripercorso le criticità degli atti finanziari fino a qui esitati, anticipando l’appuntamento, ormai consueto ogni anno, con il riesame delle somme spese per le manifestazioni estive, il tutto condito, come ormai consuetudine, dall’esortazione per un rinnovo all’interno della giunta che, considerata la formazione, si traduce nell’ennesimo auspicio della defenestrazione di un solo ben identificato soggetto che, più giorni passano, più sembra ancorato bene alla poltrona.
Carmelo Ialacqua ha rispolverato la questione mai  risolta delle competenze in Commissione centri storici, ricevendo condivisione da parte del collega Massari e dal Presidente del Consiglio Iacono, e ha ribadito le riserve sull’atteggiamento dell’amministrazione in ordine ai ricorsi per le trivellazioni a mare.
Manuela Nicita, come le brave cuoche di una volta che, a fine stagione, mettevano insieme i legumi diversi rimasti in dispensa, ha messo insieme destinazione delle royalties, sporcizia della città, abbandono del verde pubblico, dissesto delle strade e mancata manutenzione, il tutto coronato dal contenuto dell’ultimo comunicato sul degrado e sulla pericolosità dell’impianto di via delle Sirene a Marina di Ragusa.
In definitiva l’unico intervento che ha mostrato concretezza nei contenuti è stato quello di Giorgio Massari che, per una dimostrazione del gradimento calante dell’amministrazione, percepibile in città già dal primo livello dei saloni dei barbieri, ha rilevato le criticità a proposito di  esagerata tassazione, di mancata programmazione, di poca o nulla attenzione per il welfare, per il Corfilac, per l’Università, per il Piano Regolatore e quello particolareggiato dei centri storici, per la variante al piano, fino ad arrivare alla questione di una biblioteca comunale poco fruibile dal pubblico, per dimostrare una continuità nella mancata pianificazione del futuro della nostra città.
Parimenti incisivo, ancorché smarrito anch’esso, nel finale, nelle nebbie della polemica indirizzata, l’intervento di Maurizio Porsenna, del Movimento 5 Stelle che ha parlato dello spazio delle comunicazioni come di uno sfogatoio, di uno spazio denaturato che spesso contribuisce ad imbrattare la città nella sua immagine, nel tentativo, spesso sterile, di attaccare l’amministrazione.

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