Chi acchiappa i voti ?

di Cesare Pluchino
Ragusa ormai protagonista della televisione nazionale, grazie a Montalbano ma, più ancora grazie a Nello DiPasquale e al Partito Democratico

Serata di domenica 13 settembre 2015 che ha regalato un momento di notorietà a Ragusa, grazie al suo deputato regionale, ex sindaco della città, Nello DiPasquale, e alle vicende del Partito Democratico, siciliane e ragusane in particolare.
Notorietà pagata a caro prezzo, con esposizione di panni sporchi al vento e una buona dose di notizie imprecise, per usare un eufemismo.
Una trasmissione che, invero, partiva dalle vicende dl nuovo PD renziano che, sui territori, cerca consensi ingaggiando politici senza guardare alla provenienza.
Così come accade a Roma, di fronte al defilarsi delle truppe ortodosse del vecchio PD di Bersani e compagni, viene facile pescare nel centro destra in disfacimento. E la trasmissione parte da Catania, dove nel PD vanno a confluire le truppe di centro destra di Articolo 4, la formazione politica del compianto Lino Leanza, uno dei maghi della politica siciliana prematuramente scomparso.
Per gli autori del programma, non sembra vero trovare una ex militante del PD, ora passata con Civati, che fa passare la sua uscita dal partito come conseguenza dell’ingresso dell’ex sindaco di Forza Italia.
Una serie impressionante di imprecisioni, meglio sarebbe dire inesattezze, ha dominato la parte di trasmissione dedicata a Nello  DiPasquale: in maniera sbrigativa si è fatta passare l’idea di un Sindaco di Forza Italia trasferito con gli iscritti del partito di Berlusconi, cosa questa del tutto falsa, nel PD.
Volutamente e artatamente non si è voluta tracciare la storia del politico ragusano che, già durante la sindacatura, abbandonò Forza Italia, creando, poi un suo Movimento, Territorio, con il quale si presentò e fu eletto al parlamento siciliano, alleato di Crocetta, attuale Presidente della regione Siciliana, leader del Megafono poi confluito nel PD. Di tutto questo nemmeno una parola nella trasmissione.
Come pure non è stato detto che, dopo le nazionali, competizione elettorale che vide DiPasquale appoggiare l’escluso del PD, Lumia, contribuendo alla sua elezione al Senato, nel giugno del 2013 Territorio si alleò con il PD, a Ragusa, per sostenere il candidato sindaco, ex vice dello stesso DiPasquale per due sindacature. Esperimento rivelatosi fallimentare, che porto il Movimento 5 Stelle al governo della città ma che, unito alla vicinanza a Crocetta, suggellò l’avvicinamento dell’ex sindaco di Forza Italia al Partito Democratico, ancorché osteggiato da varie frange del partito che criticarono fortemente l’alleanza per il candidato sindaco.
Per la cronaca, il più fiero oppositore di quella alleanza fu  il primo referente dei renziani in provincia, Mario D’Asta, oggi alleato di ferro del DiPasquale.
Tutti questi passaggi sono stati ignorati, addirittura si è voluta far passare la notizia clamorosa che il centro destra non esiste più a Ragusa perché sarebbe confluito nel PD renziano, particolare che da solo ha sminuito la credibilità di tutta la trasmissione e di quanti hanno contribuito alla realizzazione.
Il tutto può essere facilmente inquadrato, da Roma a Ragusa, in quella condizione di allarme e nervosismo che vede il Partito Democratico incalzato, soprattutto in Sicilia, dal Movimento 5 Stelle.
Se la figura del partito acchiappavoti si adatta al PD di Catania, lo stesso non si può dire di quello di Ragusa, sofferente già di suo per rivalità e beghe interne che lo hanno portato alla consunzione, dalla quale non potrà essere risollevato facilmente con i soli voti dell’ex democristiano e forzista DiPasquale
Un politico esperto e navigato, sin da giovane immerso nella migliore Democrazia Cristiana della Sicilia, ma che ha perso, strada facendo, parte dei suoi elettori: alcuni che lo sostennero per il parlamento siciliano, in massa, non lo seguirono nelle successive avventure elettorali, facendo perdere parte del consenso per le nazionali e decretando la non condivisione dell’accordo con il PD per le amministrative cittadine.
Lungo il cammino, l’abbandono di Territorio, relegato al ruolo di laboratorio politico per il passaggio nel PD, non vide la totale condivisione di tutti gli iscritti del Movimento, molti dei quali, in ogni caso, si rifiutarono di prendere la tessera del PD.
A questo punto, in vista di nuove elezioni che si prospettano, appunto, per il parlamento siciliano, si  moltiplicano gli interrogativi sulla consistenza locale dei renziani, del PD e di Nello DiPasquale, che, nell’immaginario collettivo restano ancora tre entità diverse, ancorché, di fatto, un’unica cosa.
Saranno i renziani a beneficiare dell’acquisto dell’onorevole oppure sarà quest’ultimo a godere del consenso del leader nazionale ? E il vecchio PD, parte ancora preponderante, in tutta la provincia, del centro sinistra, quanto consenso riserverà a Renzi, quanto a DiPasquale e quanto alla corrente renziana locale con il suo nuovo leader ?
In definitiva, chi sarà l’acchiappavoti vero ?

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