di Cesare Pluchino
Il civico consesso sempre più fiera di sterile opposizione, di manifesta incompetenza sui lavori d’aula, di pretestuosi contrasti per nulla costruttivi, e mercatino delle malefatte economiche del passato
Nonostante gli sforzi della componente di maggioranza, aiutata dall’esponente del Movimento Città per rendere efficienti ed efficaci i lavori d’aula, e delle commissioni, poco è cambiato dopo le modifiche allo Statuto e al regolamento dei lavori.
Ci si trascina, ancora, stancamente, fra comunicazioni che debordano dai limiti temporali, come se i contenuti delle stesse fossero di provata importanza, e la solita sfilza di interventi sui punti all’ordine del giorno che, fra primo e secondo intervento, eventuali emendamenti e dichiarazioni di voto, fanno emergere solo strategie finalizzate unicamente a declamare in aula, nell’illusione che la città ascolti numerosa, con un intento, evidente, di mostrare capacità di opposizione, spesso senza andare alla sostanza degli argomenti trattati, deviando continuamente in attacchi alla maggioranza, al Movimento 5 Stelle e ribattendo alle accuse di malapolitica degli anni passati.
In questo scenario disordinato di passerelle politiche si ascolta di tutto, dalla consigliera del Movimento 5 Stelle che chiede di buttare fuori gli extracomunitari dal centro storico al consigliere di Marina di Ragusa che chiede uno stadio nuovo di zecca per la frazione marinara, unitamente alle solite istanze su temi di attualità, come la sanità in provincia, il turismo, la refezione scolastica e le varie iniziative dell’amministrazione.
Tema centrale della seduta di giovedì 17 settembre, il “Ripiano del maggior disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario dei residui, effettuato in attuazione dell’art. 3 comma 7 del decreto legislativo n. 118/2011, da cui deriva la delibera di proposta della Giunta n. 366 del 24.08.2015.
In pratica la delibera stabilisce, alla luce delle nuove normative sul bilancio, di proporre al Consiglio Comunale, per l’approvazione, che, sulla base di una precedente delibera del 7 agosto 2015, la n. 355, per il riaccertamento straordinario dei residui, il maggiore disavanzo di amministrazione, pari a 17.821.039,34 euro, venga riportato in trenta quote annuali costanti, pari euro 594.034,64 da imputare nei singoli esercizi finanziari a partire da quello 2015, fino al 2044, secondo le modalità di legge.
In particolare la delibera n. 355 si occupa del riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi, secondo un recente normativa che vuole mettere ordine nella finanza locale. In passato, nei bilanci, venivano inserite somme in entrata, anche senza un preciso riferimento di esigibilità, che permettevano di prevedere pari somme in uscita. Le nuove norme, non solo impediscono questi artifici contabili ma impongono una regolarizzazione che obbliga ai passaggi posti in essere dalla Giunta comunale di Ragusa.
Un provvedimento dovuto alle nuove normative contabili, dove, comunque, c’era poco spazio per iniziative autonome o di tipo politico.
Le opposizioni hanno, comunque, trovato ampio spazio per rilievi in ordine ai criteri e alle valutazioni contabili, supportati anche dai numerosi contrasti di opinione fra gli stessi revisori dei conti, sulla materia.
Ialacqua, del Movimento Città, si è prodotto, ancora una volta, in un intervento di particolare severità nei confronti dell’amministrazione, accusata, senza mezzi termini, di poca trasparenza. Rilievi per la mancanza di una relazione esauriente, da parte dell’assessore e del dirigente, plateali proteste per la mancata discussione del rendiconto 2014, atto dal quale, secondo il dirigente, si potevano trarre maggiori particolari.
Sonia Migliore ha replicato i rilievi sollevati dall’organo di revisione contabile e ha detto di restare in paziente attesa dei risultati dei controlli della Corte dei Conti, certa dei risultati delle verifiche dell’organo di Stato, ancorché tardive rispetto alla quotidiana attività dell’amministrazione.
Le eccezioni più ricorrenti riguardano l’efficacia dei controlli sui titoli di esigibilità di alcuni crediti che potrebbero influenzare, non poco, la reale situazione dei conti pubblici.
Per Giorgio Massari, nell’atto, solo esigenze di adeguamento alla normativa, senza ombra di programmazione, una operazione dettata da esigenze di ’legalità’, pervasa da schizofrenia e irresponsabilità.
Ancora il prof. Ialacqua ha rispolverato rilievi già sollevati, più volte, in passato, sui residui attivi, strumento attraverso i quali le amministrazioni, non solo di Ragusa, producevano ‘finanza allegra e creativa’. Una ’operazione verità’ che si è fatta anche troppo tardi.
Ma aspetto importante della questione, sollevato dal consigliere del Movimento Città, le responsabilità del passato che faticano ad emergere per una strategia, inconcepibile, dell’attuale amministrazione che, forse, accusa assai grave, non fa conoscere la realtà delle cose nemmeno agli stessi consiglieri di maggioranza, o a buona parte di loro.
Secondo Ialacqua si coprono le amministrazioni precedenti che hanno sempre ostentato un Comune in buona salute economica, inspiegabile atteggiamento che vede l’amministrazione della rivoluzione grillina esitante nell’attuare la rivoluzione.
Diversa l’opinione di Giorgio Massari che, anche nella qualità di ex Sindaco della città, amministratore del passato, ancorché ormai troppo lontano, si è scagliato contro la vulgata sulla palingenesi, sull’opinione che le amministrazioni del passato avrebbero fondato i bilanci su falsi residui attivi, considerando il tutto una volgare analisi condotta con buona dose di pressapochismo.
Non meno incisivi gli interventi di Stefano Martorana, assessore al bilancio che ha smontato le critiche della Migliore ricordando che, per il Comune di Ragusa, l’unica volta in cui la Corte dei Conti ha rilevato irregolarità gravi è stato relativamente all’anno in cui la stessa Migliore rivestiva la carica di assessore nella Giunta Dipasquale
Per il resto, in risposta al giudizio di operazione minimale, espresso da Ialacqua, Martorana ha rivendicato i meriti di un provvedimento serio e attento nelle procedure.
Non rilevanti, come contributo al dibattito, gli interventi di ‘parrocchia’ di alcuni esponenti della maggioranza che hanno cercato di fare sfoggio di inesistenti competenze per dare manforte all’amministrazione.
Un consiglio già di per sé poco edificante per la storia amministrativa della città, termina con un quadretto a metà fra la farsa e la tragedia: un emendamento, puramente strumentale, dell’opposizione viene ritirato ma, subito, fatto proprio dal consigliere Stevanato in un poco lucido tentativo di poter ulteriormente intervenire nel dibattito. Prova ne è che, dopo 30 secondi, dopo aver espresso quello che voleva dire, Stevanato ritira l’emendamento, che aveva fatto suo pochi secondi prima, senza plausibile motivo, scoprendosi nella sciocca manovra irrispettosa del regolamento.
Una mossa che, oltre a metter in imbarazzo il tavolo della presidenza, ha fatto emergere i grosso limiti di una classe politica pervenuta al potere senza i necessari e minimi requisiti di competenza.
Un episodio pietoso per il civico consesso che ha fatto palare di farsa, di contesto inaccettabile, di assoluta schizofrenia, di incapacità di conduzione dei lavori d’aula, di delegittimazione del Consiglio, di pagina nera della storia dell’assise comunale, di tentativo penoso e scorretto, di tipico ‘suicidio politico’ al quale sarebbero abituati, di questi tempi, in provincia, i grillini.
{gallery}consiglio 17 09{/gallery}
