Italia in Comune di Ragusa interviene sulla questione rifiuti in città

Come è noto a qualcuno, si è costituita a Ragusa, con Presidente l’ex assessore grillino Brafa, una struttura locale di Italia in Comune, la nuova formazione politica nata con un progetto che vuole essere alternativa chiara e netta ai populismi del Movimento 5 Stelle e della Lega.
In una nota recente, a firma dello stesso Brafa, erano state puntualizzate le strategie politiche, a livello locale, della nuova formazione politica, le considerazioni sulla figura politica del nuovo sindaco della città, si è voluto puntualizzare che a Ragusa, in ‘Italia in Comune’, non ci sono esuli o espulsi ma solo quelli che non hanno deviato dagli originari ideali.
Una sorta di aggregazione di indignati (non quelli di Armao) di fronte ad una vecchia amministrazione 5 Stelle che ha dilapidato le ingenti risorse delle royalties, perdendo una occasione di sviluppo della città che non tornerà più, e che ha parlato di rivoluzione senza conoscerne il significato, indignati, ancora, di fronte a certa opposizione che ha flirtato con l’amministrazione invece di ostacolarne le scelte sbagliate.
Una aggregazione che vuole una politica come luogo dove viene pianificato il realizzabile, e non la terra delle promesse, una politica che deve tornare ad essere il luogo per riavvicinare i cittadini alla cosa pubblica.
Non è escluso, ma non è confermato, che abbiano seguito Brafa nella nuova esperienza anche gli amici Claudio Conti e Giuseppe Dimartino, gli altri due ex assessori defenestrati dall’ex sindaco Piccitto, confluiti insieme, prima nel meetup mai riconosciuto ragusattiva5Stelle e poi nella lista civica Città Futura.

Che ci possano essere stretti contatti con il prof. Conti è reso plausibile dai contenuti di una nota che ‘Italia in Comune’ di Ragusa ha inoltrato sul tema della raccolta differenziata dei rifiuti nella città, con riferimenti chiari a particolari più volte evidenziati dal prof. Conti.

Questa la nota di ‘Italia in Comune’ di Ragusa:

I RIFIUTI ABBANDONATI E L’EREDITA’ DEL PASSATO

La situazione fuori controllo nella gestione dei rifiuti, per quanto riguarda gli abbandoni, sia nel centro città che in campagna, è tutta da addebitare alla cattiva gestione dell’appalto di igiene urbana nei primi sei mesi dell’anno e a chi l’ha permesso.
E’ il regalo lasciato alla città dalla vecchia amministrazione che ha consentito, senza battere ciglio, quelle modifiche illegali apportate al capitolato d’appalto, che sono la causa dei disservizi attuali, con l’aggiunta di un maggior costo di 600.000 € a carico di tutti i cittadini per via dell’assunzione di 14 persone non necessarie al servizio tra le quali, guarda caso, il titolare dell’impresa a più di 70.000 € l’anno e suoi parenti.
Si è permesso che fosse peggiorato il servizio con la modifica dei contenitori (più piccoli di quelli necessari e quindi non sufficienti) ma soprattutto si è fatto finta di non vedere che l’impresa non aveva distribuito i contenitori a domicilio a tutti i cittadini come previsto dal contratto, distribuzione che avrebbe portato al recupero dell’evasione.
Con il risultato che chi non ha ritirato i contenitori nei punti di distribuzione e ha visto sparire i cassonetti non ha potuto far altro che abbandonare i rifiuti per strada.
E fra questi sicuramente coloro che abitano in case affittate in nero nel centro storico.
Per non parlare della comunicazione per la quale erano stanziati oltre 400.000 € e che doveva servire a insegnare a fare la raccolta differenziata, quasi del tutto inesistente. La vecchia amministrazione non si è accorta di nulla, o ha fatto finta di non vedere che sotto i suoi occhi si stava consumando un imbroglio per i cittadini?
Ma d’altra parte cosa ci si poteva aspettare da sprovveduti che hanno dimostrato di non saper cosa significhi amministrare.
Con quale coraggio si accusano tutti i cittadini di inciviltà quando nessuno ha spiegato loro come fare raccolta differenziata?
Lo zoccolo duro di cittadini che si comporta da incivile va colpito duramente, ma prima tutti vanno correttamente informati che il sistema di raccolta è cambiato, ma questo finora non è successo.
Rimaniamo basiti di fronte alla proposta di trasformare i cittadini in vigilantes dei rifiuti, come ha fatto il capogruppo cinque stelle in consiglio comunale, dopo i disastri provocati dal loro sindaco.
E’ curioso che i cittadini che già pagano profumatamente un servizio debbano impiegare il loro tempo a sorvegliare le loro aree di residenza per risolvere un problema per la cui soluzione è pagata un’impresa.
Prima viene il rispetto dei contratti e l’erogazione integrale del servizio che i cittadini pagano di tasca propria molto profumatamente e, solo dopo, se qualcuno è disposto e permane il problema si può anche fare del volontariato.
O i diritti dei cittadini sono scomparsi dal vocabolario?
Confidiamo nelle capacità del sindaco Cassì di rimettere ordine negli appalti pubblici e lo invitiamo a pretendere il rispetto dei contratti stipulati dall’A.C.
Dato le sue competenze professionali siamo sicuri che si sarà già accorto che c’è molto che non funziona nella gestione dei rifiuti urbani e che agirà di conseguenza.

A questo punto, pubblicata la nota, per alcuni riferimenti importanti che meritano approfondimenti e riscontri da parte degli amministratori e, eventualmente, da parte delle autorità preposte, si rendono quasi inevitabili alcuni rilievi sul comunicato:

-appare evidente la voglia di colpire la vecchia amministrazione 5 Stelle, forse per un astio non ancora sopito

-ci sarebbero modifiche illegali al capitolato d’appalto che, il sindaco/avvocato prima, e il DEC subito dopo, avranno già valutato

-sarebbe assai più proficuo spiegare il nesso di un maggior costo per cittadini, dovuto ad assunzioni non necessarie, tralasciando le considerazioni incomprensibili su una impresa che assume il titolare e le illazioni su assunzioni di parenti che, in una impresa privata, sono del tutto legittime.

-sulla mancata distribuzione dei contenitori ‘porta a porta’ abbiamo scritto anche noi, sulle capacità specifiche dei singoli contenitori non ci sarà occasione migliore per il DEC di dimostrare come fa il suo lavoro e qualcuno che della materia è competente ci potrà dare lumi se la famosa ESPER (che è il DEC) vale o non vale.

-quanto alla conclusione che chi non ha ricevuto i contenitori “non ha potuto fare altro che abbandonare i rifiuti per strada” stendiamo un velo pietoso

-anche della mancata o inefficace campagna di comunicazione abbiamo scritto, ma nessuno ci dà riscontro, né dalla passata amministrazione né dall’attuale, come pure sembrano ‘ipnotizzati’ i vari esponenti delle opposizioni, passate e presenti.
Quando c’erano determinati assessori in carica si discuteva anche delle spese per la comunicazione del passato appalto, ma nessuno degli amministratori fece nulla per far venire fuori le carte, di questi argomenti si discuteva solo nelle riunioni a porte chiuse che caratterizzavano i 5 Stelle e gli assessori del tempo.

-parlare di sprovveduti a proposito di quelli che non hanno saputo amministrare, quando qualcuno non solo è stato in giunta ma ha preferito non parlare, senza ricorrere alla trasparenza tanto decantata, sia quando era in giunta come pure quando è stato defenestrato, è solamente provocatorio e indegno delle persone che si permettono, ora, di sollevare riserve sul piatto dove hanno mangiato e sul quale non hanno nemmeno permesso di guardare.

-Il fatto che i cittadini non siano stati eruditi sulle regole per la differenziata non li obbliga ad abbandonare i rifiuti per strada, il che non è solo indice di inciviltà ma di pura barbarie da terzo mondo.

-l’ipotesi della delazione della denuncia dei cittadini, non è stata solo dei consiglieri 5 Stelle, anche il Sindaco ha invogliato i ragusani a denunciare, quanto all’istituzione di squadre di forze dell’ordine o di volontari per stanare i barbari, non ci sarebbe nulla di strano, si potrebbero, forse, prevenire altri fenomeni da debellare.

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