Il nuovo Ospedale di Ragusa sarà il fulcro della Sanità del territorio provinciale

di Cesare Pluchino
I vertici della Direzione Strategica dell’Azienda Sanitaria confermano la priorità della posizione del ‘’Giovanni Paolo II’’ nell’agenda dei programmi per mantenere e accrescere i livelli di eccellenza della nostra Sanità, avallata dall’autorevole presenza dell’on.le Nello DiPasquale  
Addebitabili ad un riconosciuto difetto di comunicazione, secondo il Direttore Generale, dr Aricò, i timori per un paventato depotenziamento delle strutture del capoluogo

La convocazione della conferenza stampa, e il frontespizio della cartellina predisposta dall’ufficio Stampa, recitavano della “consegna dei lavori delle sale operatorie dell’Ospedale ‘Giovanni Paolo II’ “
In verità si è trattato di un ennesimo, gradito, aggiornamento sull’avanzamento di tutte le opere e le procedure che debbono portare all’apertura del nuovo nosocomio del capoluogo, nei tempi annunciati e previsti entro la fine del mandato dell’attuale Direzione.
Sulla scelta di organizzare l’incontro, con i rappresentanti degli organi di informazione, hanno influito, certamente le ultime polemiche legate alla presentazione  dell’Atto Aziendale alla Conferenza dei Sindaci, dalla quale è scaturita la posizione nettamente contraria del Sindaco di Ragusa, l’ing. Federico Piccitto, che ha determinato, a cascata, la forte reazione del Consiglio Comunale di Ragusa, rappresentata dal suo Presidente, nonché Presidente di FederSanità ANCI Sicilia, il dr. Giovanni Iacono.
E’ stato facile, per la Direzione Strategica dell’Azienda, che si è avvalsa della esaustiva relazione tecnica dell’ing. Aprile, Direttore dell’Ufficio Tecnico dell’ASP, cercare di smorzare i timori su uno scadimento dell’importanza del nuovo ospedale, grazie alla mole di dati sull’avanzamento dei lavori e sulle procedure in atto per far sì che la moderna struttura possa essere a disposizione dell’utenza nei tempi e nei modi giusti.
In effetti, avevamo già evidenziato dubbi su un intenzionale depotenziameto della Sanità ragusana che, in ogni caso, sarebbe stata, naturalmente, illuminata dalla nuova struttura, inevitabilmente destinata a diventare appetibile per i migliori operatori della sanità e per l’utenza, lo stesso motivo per cui forse, in periferia, hanno cercato di accaparrarsi targhe per arricchire la segnaletica degli ospedali che, inevitabilmente, saranno destinati al ruolo di comprimari nel panorama sanitario della ex provincia, anche al di là di tutte le possibili protezioni politiche.
La considerazione che abbiamo esternato non scalfisce, comunque le iniziative tese a mantenere alta la guardia su manovre che, al netto del rispetto delle normative regionali e nazionali, seguite con competenza dai Direttori Amata e Drago, hanno malcelato manovre politiche e di carattere campanilistico legate a esigenze di consenso, anche elettorale.
Sul nuovo Ospedale è stata illustrata una sintetica ma esaustiva relazione che rende conto dell’attuale stato dell’arte per lavori e procedure.

Il ‘Giovanni Paolo II’ nasce da un progetto esecutivo del marzo 2004, per un importo di € 47.913.681,51, aggiudicato in data 7 ottobre 2004 in favore del Consorzio AEDARS che affidava i lavori all’impresa Guaraldo di Treviso.
I lavori, consegnati il 10 giugno 2005, dovevano essere ultimati ad aprile 2008, termine, poi, prorogato ad aprile 2011 per la concessione di necessarie proroghe contrattuali.
Perizie di variante, e per assestamento somme, portavano l’importo dell’aggiudicazione di € 27.252.724,11, dovuto al ribasso del 16,36%, alla somma di € 34.793.421,08.
I lavori sono stati ultimati in data 20 giugno 2011 e consegnati all’Azienda Sanitaria in data 13 settembre 2012.
L’attuale dirigenza ha avuto modo di riscontrare, all’insediamento una stasi delle procedure, per cui ha provveduto, dal luglio 2014, alla predisposizione di un gruppo di lavoro  delle Unità Operative Complesse Tecnico e Provveditorato, per la definizione delle procedure non completate, dei progetti da predisporre e da attuare per l’apertura del nuovo presidio.
Avviate attività di verifica degli impianti, elettrico, antincendio, riscaldamento, condizionamento, gas medicali, con contestuale avvio delle pratiche, per l’avvio degli stessi, procedure validate, per avvenuto collaudo e certificazione, con approvazione amministrativa dell’Azienda.
Avviata l’attività di completamento dei progetti: in particolare il completamento del blocco operatorio, approvato tecnicamente a marzo 2015, aggiudicato il 23 luglio 2015, con contratto stipulato il 15 settembre scorso, con termine ultimo per la ultimazione dei lavori fissato al 22 giugno 2016.
Nello stesso periodo sono previste le ultimazioni dei lavori per il completamento dell’impianto antincendio, per l’adeguamento e miglioramento funzionale delle Unità operative, Pronto soccorso, radiologia, ampliamento farmacia e urologia, adeguamento UTIN e servizio endoscopia, oltre a lavori da realizzare, all’esterno, per l’ingresso utenza.
Al riguardo il dr. Aricò ha sottolineato come ci sia un programma attento per scadenze comuni, una serie di attività concentriche per assicurare il raggiungimento degli obiettivi in maniera sincronizzata.
Definiti entro l’anno in corso, anche per esigenze legate ai finanziamenti, il progetto per la CT/PET per la Medicina Nucleare, la fornitura di due Gamme camera, il lavori per i pozzi artesiani finalizzati a ottimizzare l’approvvigionamento idrico, per l’appalto integrato  riguardante i lavori di completamento della centrale di sub-sterilizzazione e il completamento della Unità Operativa di Pediatria.
La dott.sa Amata ha illustrato la definizione dei progetti per la rete fonia e dati, ultimati a marzo 2015, per le centrali telefoniche e device informatica, che saranno ultimati a marzo 2016, i lavori per il verde esterno della struttura, in collaborazione con la Forestale per la piantumazione di essenze arboree per le aree marginali e per le superfici estese, oltre alle aree di ingresso e accoglienza che saranno affidate ad uno specifico progetto del settore tecnico dell’Azienda.
Come era stato anticipato nel corso di una visita alla nuova struttura, dedicata ai rappresentanti degli organi di informazione, puntualmente avviati i progetti per la fornitura di arredi, attrezzature sanitarie e attrezzature specifiche, grazie ad una attività frenetica del settore provveditorato.
Ad ulteriore e definitiva conferma delle azioni in atto senza soluzioni di continuità, segnalate le gare, previste per il prossimo mese di ottobre, per attrezzature per sale operatorie, ventilatori polmonari per UTIN e pronto soccorso, isole neonatali e incubatrici, arredi degenze e ambulatori, stativi pensili per UTIN chirurgia  e pronto soccorso, lampade per fototerapia, monitor multiparametrici per pronto soccorso e rianimazione, defibrillatori ECG ed  elettrobisturi.
In ultimo, illustrata dal Direttore Sanitario, dr. Drago, l’ultima rimodulazione delle discipline mediche e chirurgiche previste nel nuovo ospedale, che, inevitabilmente si lega alle recenti polemiche divampate sull’atto aziendale e sulla pianta organica: al nuovo nosocomio saranno convogliate Astanteria, Terapia Intensiva, Chirurgia Generale, Ortopedia, Urologia, Medicina generale e area Day Hospital medica e chirurgica, attualmente al Civile.
Dal Maria Paternò Arezzo andranno al ‘Giovanni Paolo II’ Cardiologia con emodinamica, Unità coronarica, Ginecologia e Ostetricia, Pediatria, Terapia Intensiva Neonatale  e Neonatologia, per un totale complessivo di 213 posti letto.
Primo fra le strutture della provincia, il nuovo ospedale prevede un incremento del personale di 103 unità, pari al 39% di incremento, eminentemente dedicate a tre aree che rilevavano le maggiori carenze, sicurezza punti nascita e pediatria, pronto soccorso e rianimazione.
Non specificati nella rimodulazione, sarebbero presenti a Ragusa, in grado di fornire adeguata assistenza, anche otorinolaringoiatria e gastroenterologia, con responsabili di reparto, mentre la sede legale del Direttore di reparto, in qualche caso, è destinata in periferia, Modica o Vittoria, con ipotesi, dichiarate, di spostamento dei sanitari verso l’utenza e non viceversa, per atti operatori complessi. Nulla è stato specificato a proposito della oftalmologia, per quanto il dr Drago ha specificato che tutte le specialità attualmente presenti saranno nel nuovo ospedale.
Su Malattie infettive il dr Drago ha chiarito che “non è stata mai prevista, dal 2006, nell’ospedale nuovo di Ragusa, per mancanza di spazi e di strutture che a Modica invece già ci sono.
Il Decreto Balduzzi prevede un centro per una comunità di 600mila -1,2 milioni di persone, teoricamente Infettive non sarebbe prevista”.
Per il dr. Aricò, un cronoprogramma serio e lungimirante, che si è potuto realizzare grazie all’impulso politico forte che ha reso possibile la definitiva soluzione di una vicenda nuovo ospedale  da troppi anni in itinere. Un lavoro supportato dall’erogazione degli 8.000.000 necessari per il completamento e l’apertura della struttura, buona politica avviata dall’assessore Borsellino e verificata nella linea di continuità del successore Gucciardi
Una azienda che non vuole restare confinata nell’ordinaria amministrazione, dove sarebbe destinata a fallire: il lavoro già fatto, non da fare, per il nuovo ospedale conferma le intenzioni di mantenere Ragusa come baricentro della sanità di questa area della Sicilia.
Assente per impegni istituzionali, il Sindaco Federico Piccitto si è fatto rappresentare dal Capo di gabinetto, dott. Scifo, già Capo di Gabinetto dei Sindaci Chessari e DiPasquale, un burocrate eccellente che ha giudicato ineccepibile il lavoro svolto e illustrato, compreso anche per la sua ultradecennale esperienza amministrativa.
Riprendendo un aspetto più volte evidenziato nell’incontro ha esortato a considerare prioritaria l’informazione, chiarendo, soprattutto all’opinione pubblica, come stanno le cose, riservandosi di riferire al primo cittadino sull’esito dell’incontro, astenendosi dal fare altre valutazioni che, del resto, non riguardano le sue competenze  
Ospite illustre dell’appuntamento, l’on.le Nello Dipasquale ha rimarcato il rischio che la struttura poteva rimanere incompiuta come tante altre in Sicilia, che il manager attuale non nasce da imposizioni politiche, che alla prima visita del nuovo assessore Gucciardi a Comiso ha subito sottolineato la priorità da dedicare al nuovo ospedale di Ragusa.
Pronto a fare battaglie non per il primario o per la targa ma per una sanità efficiente e funzionale che deve dare servizi all’utenza, evidenziando come, in sintonia con l’assessore, mantiene la consapevolezza che le attenzioni per la nuova struttura non potranno essere esaurite, nel contesto di una ricerca della qualità che richiederà altri inevitabili interventi che come  politico, parlamentare e ragusano si impegna a garantire.
Sollecitato per un parere sulle recenti tensioni ha sottolineato l’assoluta intenzione di non voler entrare in polemica con i sindaci e tantomeno con il sindaco di Ragusa, ribadendo il massimo impegno solo per una sanità di qualità e per una sua visione provinciale che deve tenere conto dei ristretti ambiti territoriali, senza scadere in tentazioni campanilistiche.

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